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Casualità

A volte capita di finire in posti e situazioni che non ci si aspettava, come carbonari con la luce bassa, anche il soffitto è basso, il cibo è semplice, le persone sono splendide, simpaticissime, per niente menose e si parla di libri per ore.

Come hai fatto a meritare questa fortuna?

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Il gran premio dell’indecisione

La settimana scorsa, in seguito ad una fallimentarissima sessione di corsa durante la quale hai invocato a più riprese la morte (o quantomeno uno svenimento), avevi preso la solida decisione di non andare mai più a correre in vita tua. Non dimagrisci, non sei più allenata, non sei più tonica, non sei più contenta, sei solo più stanca e dolorante, che ci vai a fare? Hai comunicato la drastica decisione alla collega F. incontrata lì per lì in ascensore, che quasi non si riprendeva più dal trauma.
Stamattina ti sei svegliata, hai visto che c’era il sole e le hai mandato un messaggio che diceva più o meno: “Portati le scarpe, che andiamo alla montagnetta”. Lei per l’emozione ha scordato ciabattine e bagnoschiuma, le hai dovuto prestare tutto tu.
Questo perché sei una donna coerente.
Stasera le colleghe vanno all’inaugurazione della stagione outdoor al Diana. Che, per chi non fosse di Milano, è un hotel molto chic, con un giardino stupendo. Non che abbiano cercato di coinvolgerti molto, ma hai ovviamente rifiutato, sostenendo che fuori dall’hotel c’è una tua foto con la scritta “Io non posso entrare”. Solo che ti hanno girato un invito a un’altra serata, da un’altra parte, per giovedì sera. Sei molto tentata. Il posto, soprattutto, ti incuriosisce.
Ma che senso avrebbe accettare per poi trovarti sconfitta davanti all’armadio e rinunciare ad uscire quando le altre sono già fuori? Potresti chiedere se puoi partecipare via skype.

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Insensatezze

La settimana scorsa sei uscita con le tue colleghe. Quella prima pure. Entrambe le volte sei tornata a casa mezza sbronza e con la mascella slogata a forza di ridere. Quindi non si può dire che tu non ti diverta, non si può dire a prescindere, almeno. Se volessi potresti vederle anche stasera. Potresti vedere anche altra gente, stasera e intendi dire persone che ti piacciono. Eppure non vuoi vedere nessuno, che ti piaccia o meno.
Hai addosso da qualche giorno un malumore inspiegabile, non originato da nessuna causa ragionevole eppure sordo, costante e inamovibile.
Tutto ti urta e anche minuscoli contrattempi assumono proporzioni gigantesche, diventano ostacoli inamovibili e ragioni di lutto perenne.
Questo malumore ti tiene a una sana distanza di sicurezza da qualsiasi situazione sociale, il che, nella settimana del Salone del Mobile si conviene essere piuttosto seccante.
Ieri sei rimasta in ufficio fino a tardi, perdendoti l’aperitivo di una nota azienda di divani e felicitandoti con te stessa per l’infausta circostanza che ti permetteva di andare subito a casa dalla cattivissima gattina.
Domani saresti dovuta uscire a cena, ma alla fine hai deciso di no, di startene a casa a far finta di niente, a gustarti la solitudine, della cattiva televisione o un brutto libro.
E anche venerdì sera l’opzione di cui sopra sembra poter avere il sopravvento davanti alla serata del gruppo di lettura o una qualsiasi delle feste della Design Week.

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il mondo visto dalla 90*

Per chi non conoscesse Milano, i filobus 90 e 91 sono mezzi emblematici. Fanno il giro (letteralmente) della città sulla circonvallazione esterna: uno dei due in senso orario, l’altro in senso antiorario e sono i mezzi con il turno più lungo: cominciano a girare prestissimo e finiscono a notte fonda, si può quasi dire che non smettano mai di circolare.
Tra il percorso e gli orari, finisce che l’utenza di questi due filobus è la più varia: dai lavoratori agli studenti ai perditempo di tutte le età. Inoltre attraversa zone a forte densità di popolazione araba, che ovviamente poi diventano i passeggeri dei due mezzi.
Sono gli autobus più invisi del capoluogo: spesso affollati, in ritardo, ci sono cattivi odori e spesso si verificano episodi di borseggio.
Ieri te ne andavi al corso di pilates comprato su Groupon (post a parte, forse), con il naso infilato nel tuo libro (bellissimo) sentivi il vociare al telefono di diverse persone, una madre che sgridava la figlia pestifera, chiacchiericci diffusi, rumori di fondo. E quando hai alzato la testa per vedere se era la tua fermata hai visto tante persone stanche.
Fuori pioveva forte.

 

* per i non milanesi, sempre: i numeri dei tram hanno davanti l’articolo maschile, i numeri degli autobus l’articolo femminile. A Milano sono tram i mezzi dall’1 al 39, autobus dalla 40 in poi.

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Di libri, malumori e grandi eventi culturali nella metropoli

Domenica, inaspettatamente perfino per te, sei riuscita ad andare a Bookcity e ti è perfino piaciuto. Cioè, non tutto. Hai adorato l’evento sulla Milano del noir, in particolare i due autori più anziani, hai adorato il luogo, stupendo, imboscato come molti dei luoghi più belli di Milano, hai adorato essere fuori la domenica mattina, quando la città è più rilassata (la metropolitana un po’ meno, c’era una folla!), hai adorato soprattutto aver abbandonato il divano ed essere finalmente uscita di casa.
Il pomeriggio hai tentato di visitare una mostra che non c’era e ti sei imbucata inaspettatamente alla presentazione di un libro sugli oggetti di design in cucina. Poteva essere una cosa ludica, divertente, le foto facevano sperare benissimo, invece eccoli lì, i presentatori a parlarsi addosso con termini improbabili, tutti altisonanti e concettuali, serissimi quando in fondo l’argomento erano grattugie e caffettiere. Te ne sei dovuta andare anzitempo, più infastidita che mai.
Stai leggendo un libro giallo scritto da uno degli autori di domenica mattina. E’ un libro difficilissimo, pieno di termini incomprensibili, che però ti tiene compagnia, fa stranamente calore per essere ambientato in inverno e così pieno di solitudine. Forse è per quello che lo leggi piano.

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Una serata tra donne e un buono della Chicco

Dunque, c’è questa collega che va in maternità. Cioè, a dire il vero sarebbe già in maternità. Voi era un pezzo che avevate intenzione di organizzarle un Baby Shower alla buona, ma dai e dai alla fine siete riuscite ad organizzare la serata solo all’ultimo. Con tanta e tale disorganizzazione complessiva che avrebbe dovuto essere giovedì, ma poi giovedì lei stessa si è resa conto che non poteva perché avrà uno degli ultimi esami prima del parto. Quindi è stasera.
Avete raccolto dei soldi, avete deciso di prenderle un buono dalla Chicco, così se lo spenderà lei come crederà meglio, comprando qualcosa che le serva davvero. Alla Chicco ci doveva andare la tua compagna di scrivania, ma all’ultimo era malata, perciò hai raccattato tu i soldi (di cui € 30 anticipati da te per colleghe lontane, assenti o dimenticanti) e sei andata al negozio a farti fare il buono. Tu prevedi che quei soldi non li rivedrai mai più.
La compagna di scrivania avrebbe dovuto oggi prenotare il locale, ma è andata a casa perché non stava bene, quindi il locale l’hai prenotato tu. Però siccome vi sbattevano fuori alle 9 un’altra ha proposto un altro locale e quindi mentre tu giravi per raccogliere le firme sul biglietto, lei girava mail di cambio posto, scoprendo così che un sacco di persone non ci saranno. Fondamentalmente, di una dozzina di firme sul biglietto, dieci le hai falsificate tu.
Contemporaneamente, col cambio di locale, ora anche la festeggiata non si trova più tanto vicina a raggiungervi a piedi e quindi qualcuna di voi (ma ancora non si è capito chi) dovrà passare in macchina a prelevarla ad una fermata del metrò.
Tutta questa premessa noiosa per dire che tu hai già capito come andrà a finire: la partoriente abbandonata in Maciachini e tu da sola davanti al locale con un biglietto con mille firme fatte tutte da te e un buono della Chicco di cui non sai bene cosa fare. Anche se, a dirla tutta, proprio in vetrina hai visto un cappottino rosa niente male. Il difficile sarà cercare di infilarti in una taglia 3 anni.

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Ritorno al passato: l'aperitivo coi Beautiful Losers
Del fatto che tu non sia più qualla di una volta già si è detto. Del resto gli anni passano, i vestiti si restringono (ah no?), le rughe crescono e i capelli bianchi pure. Tu sei invecchiata anche nell'animo e frequentare i locali fighetti nei quali una volta sguazzavi a tuo agio ti regala consapevolezze nuovissime.
Mercoledì, per l'aperitivo Platinette aveva prenotato in un posto strafighettissimo, all'ingresso del quale vi hanno informato che loro "garantiscono il 40% dei posti prenotati". Che nella pratica voleva dire: avete prenotato per dieci, ci saranno quattro posti a sedere. Che poi per fortuna erano sei, più una specie di bidoncino della spazzatura sul quale vi siete seduti a turno. Tutti stretti com'eravate sei stata grata al collega veneto quando a un certo punto si è alzato ed è andato a stazionare nel corridoio, perché avercelo accanto col solito corollario di "parliamo vicini perché c'è un chiasso micidiale" non era salutare, soprattutto con la primavera in arrivo, api, fiorellini, trallallà. Lui del resto piace a tutti, uomini e donne. Tu in queste notti di vacanza lo hai sognato due volte. Tutte e due le volte lui ci provava alla grandissima con te e tu ti tiravi indietro con pretesti di fedeltà che van benissimo nella vita reale, ma nei sogni per favore no, preferiresti accoppiarti selvaggiamente nuda sul trapezio con prestanti sconosciuti muscolosi e creativi.
Tornando all'aperitivo, ti è piaciuto moltissimo. Ovviamente non per il fatto dell'aperitivo in sé, che hai mangiato pochissimo e hai bevuto due mojito e mezzo (lode al locale fighetto, almeno i cocktail li sanno fare) e a un certo punto hai smesso perché hai capito che al sorso successivo non avresti più risposto di te. Ti è piaciuto ridere, scherzare, spettegolare a più non posso. Hai parlato moltissimo con la collega polacca, che ti ha raccontato del suo fidanzato a Londra per un master, di indipendenza e relazioni sentimentali, di quanto siete ancora bellini tu e Stear dopo tutti questi anni (oddio, la coppia più bella del mondo no, non ce la puoi fare), l'hai ammirata litigare con i baristi per i bicchieri che vi avevano portato via ancora pieni e farsi fare due nuovi cocktail al prezzo di uno e insomma, ti è piaciuta moltissimo, vorresti essere quasi come lei.
Poi ad un certo punto ti sei guardata in giro nel locale, hai osservato la gente che c'era e ti sei stupita di notare come le ragazze ti sembrassero in gran parte delle cozze tirate a lucido e forse era lo stesso genere di donne che quando eri più giovane e infelice ti sembravano tutte più magre e più carine di te.

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