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Anch’io telefono a Lise, ma lei non chiama mai 

(il titolo del post fa riferimento ad una gif che ti aveva fatto LadyK per il vecchio blog)

Ai tempi che ti vedevi con l’ex amante storico, non sapresti dire per quanto tempo sei andata avanti pensando ogni volta che non lo avresti rivisto mai più. Forse un anno, un anno tutto sommato di incontri regolari, eppure tu pensavi sempre che ogni volta fosse l’ultima. Questo per dire del tuo senso di precarietà, insicurezza, bassa autostima e tacchi alti eccetera. Eppure i tuoi genitori non ti hanno mai dimenticato fuori dalla scuola.

Agli inizi della vostra non relazione, l’ex amante storico ti disse una frase che fu per te una grande lezione di vita: “Se ho voglia di vederti ti chiamo io”. Va sa sé che quindi tu non lo chiamavi mai. Vi vedevate solo se era lui a cercarti. Dopo un po’ ci si abitua. Si smette di guardare il telefono aspettando un messaggio, si esce, si fanno cose, si vede gente, “tanto non lo rivedrò mai più”. Ogni volta eri convinta che avrebbe incontrato qualcuna che gli sarebbe piaciuta più di te. Ma no, lui alla fine tornava sempre. Si vede che era un abitudinario, alla fine.

L’indifferenza è un’arma difficilissima da usare, ma molto efficace. Perché alla fine lui si era pure scordato di quella frase infelice. E una notte che eri scesa ad aprirgli il portone (un citofono che non aveva il pulsante per aprire e vivevi al quarto piano senza ascensore!), senza neanche dirti “ciao”, lui ti spinse contro il muro dicendo: “perché non mi chiami mai? Perché ci vediamo solo se sono io a cercarti?” Una soddisfazione che ancora ci ripensi.

Cominciasti allora a chiamarlo tu qualche volta dopo quella notte? Ovviamente no. L’imprinting ormai era fatto. 

Questo vecchio aneddoto la dice lunga su di te, molto più di cento aggettivi.

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Incostanza

Ieri ha chiamato lo Scontroso per una domanda di lavoro. Alla fine della conversazione, il modo in cui ha sorriso prima di salutarti ti ha ricordato moltissimo l’Uomo senza qualità. Sarà stato questo, sarà stata la voce (lo Scontroso ha una voce bellissima, pensi che potresti ascoltarlo in cuffie per ore a leggere le Pagine Gialle), ti è mancato un attimo il respiro.

L’Uomo senza qualità, per i lettori che non ne hanno mai sentito parlare, è stato una triste pagina della tua vita sentimentale. Come si può intuire dal soprannome, l’Uomo senza qualità non era bello, non era simpatico, non era intelligente, non era gentile (a dirla tutta ti trattava malissimo). Almeno dello Scontroso hai grande stima professionale, lo trovi intelligente e anche arguto. Il fatto si era che su di te l’Uomo senza qualità aveva l’effetto delle scariche elettriche. Non potevi stargli a una distanza ragionevole senza desiderare di essere nuda sotto le sue mani. Questo ha avuto su di te, all’epoca troppo giovane e ingenua, un effetto devastante. Hai scambiato per amore quella che era un’ossessione sessuale. Non dormivi la notte, non mangiavi, piangevi in continuazione. È durata sei mesi. Poi hai conosciuto l’ex amante storico (astenersi battute sulle tue pessime scelte sentimentali) e ti è passata. Ecco, per un attimo per lo Scontroso hai provato la stessa cosa. La sensazione che lui sia uno di quelli che ti dica: “Stai zitta” e ti sbatta dentro lo sgabuzzino delle scope, che in fondo è una fantasia che tutte le donne hanno, saltuariamente.

Ovviamente adesso le cose sarebbero diverse. Tu non sei più quella di allora, in una situazione del genere non ti lasceresti coinvolgere sentimentalmente. Fuori dallo sgabuzzino delle scope non avresti nessun interesse e non sogneresti cene con lui sul lago al chiaro di luna (Dio ti scampi).

Allora? E’ bastato un caffè mancato per un ribaltone di questo genere? In verità no. Questa sensazione è durata solo un attimo, mentre ci ripensavi ieri sera ti era già passata. Come prima della vostra chiamata, per lo Scontroso non provi nient’altro che struggimento per un’amicizia che non avrete mai. Che peccato, sarebbe stato così divertente.

Allora perché ci hai sprecato parole su parole? Semplicemente perché scrivere ti diverte moltissimo e sono questi gli argomenti che ti riescono meglio.

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Cougar town 

Sono giorni di grazia, in cui rimedi a raffica l’ammirazione di giovani maschi di bella presenza.

L’altra domenica, al brunch, un tizio con degli splendidi occhi chiari non la smetteva di guardarti. Era quasi sfacciato. Età presunta: sei/otto mesi.

Sabato invece un moretto ricciolino ha proprio tentato di rimorchiarti, sorridendoti e dicendoti Ciao dal passeggino. Questo era più grande, almeno due anni li avrà avuti.

Purtroppo, come spesso accade, tu invece hai preso una cotta per un vero seduttore, di quelli che guardano tutte e non amano nessuna in particolare. Lui è il bimbo di un amico di Stear, ha 15 mesi e il sorriso più irresistibile che tu abbia mai visto.

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Ancora di vite parallele, ma anche di vita vera

Il bello delle fantasie è che se ne possono avere diverse o anche una sola con tutte le varianti che si vogliono. Per esempio tu ieri ti sei costruita una vita parallela nuova con il giovane collega, in cui la vostra non è una relazione clandestina e squallida, ma una storia normale alla luce del sole, in cui fate sempre tardissimo la sera girando in macchina, bevendo troppo e ridendo a non finire. Un po’ come facevi quando uscivi col Pupazzetto tantissimi anni fa.

Perché non è detto che l’oggetto di una fantasticheria sia sempre un uomo, in fondo in questa vita parallela ci sei tu che vorresti essere più giovane e spensierata, senza i vincoli di quello che ci si aspetta da te perché in fondo hai 43 anni e hai messo la testa a posto o almeno qualcuno si aspetta che sia così, con tutti i cliché del caso.

Hai pensato tanto al Pupazzetto in questi ultimi giorni, così pasticcione, ma anche così adorabile, chissà dov’è e cosa fa, speri tanto che stia bene e sia felice.

Nella vita vera, poco dopo essere arrivato in ufficio, il giovane collega ti ha scritto: Dimmi a che ora vai via che ti passo a salutare. Ora, come si fa a non adorarlo uno così? Allora te lo sei portato un’altra volta a prendere il caffè (ancora una volta e la gente avrebbe cominciato a parlar male) e a chiacchierare di aerei persi o ritardati, vacanze posticipate, amici inaffidabili. Ti guardi da fuori e ti domandi: ma com’è successo tutto questo? Che eravate colleghi e tu facevi la gattamorta per fargli fare le cose e invece ora siete amichetti e vi piace proprio passare del tempo insieme? E’ un bene o un male? E sopravviverà questa amicizia appena nata a tutte le turbolenze che la aspettano?

Le tre settimane di vacanza che stanno per cominciare ti sembrano un tempo infinito (specie per il lavoro) eppure passeranno anche loro. Ti aspetta un autunno al cardiopalma, forse anche questa è stata una vacanza.

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Chi ha detto che non possiamo avere anche la torta?

Un lavoro che ti piace, un marito che ti adora è un toy boy che ti fa divertire. Perché no?

Stai scherzando, ovviamente. Non c’è come un giorno di distanza per farti rinsavire e farti comprendere quanto la tua vita non abbia bisogno di nessuna complicazione.

Se è vero che gli ormoni circolano impazziti e visualizzi ad occhi aperti acrobazie sessuali (che poi si traducono fortunatamente in benefici coniugali), ti rendi conto di quanto ti sentiresti a disagio ormai a spogliarti davanti ad uno sconosciuto, a come tutto avrebbe una nota stonata e a come non ne varrebbe la pena.

Questa non sei tu. O meglio, questa è una parte di te che che ritorna dal passato, ma alla quale avresti rinunciato. E’ che a volte una non sa quando certi aspetti della personalità possono riprendere il sopravvento, come Lou Ferrigno. Tuttavia basta riflettere un attimo per rimettere in dima le priorità.

E quindi? Non ti prenderai in giro con falsi propositi tipo “non compro più libri” o “la smetto di fare la frivola”. Benvenute vacanze che ti porteranno via da sciocche tentazioni tra una settimana. Al tuo ritorno speri di aver rimesso la testa a posto. E soprattutto che anche lui abbia fatto altrettanto.

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Ritorno al passato: l'aperitivo coi Beautiful Losers
Del fatto che tu non sia più qualla di una volta già si è detto. Del resto gli anni passano, i vestiti si restringono (ah no?), le rughe crescono e i capelli bianchi pure. Tu sei invecchiata anche nell'animo e frequentare i locali fighetti nei quali una volta sguazzavi a tuo agio ti regala consapevolezze nuovissime.
Mercoledì, per l'aperitivo Platinette aveva prenotato in un posto strafighettissimo, all'ingresso del quale vi hanno informato che loro "garantiscono il 40% dei posti prenotati". Che nella pratica voleva dire: avete prenotato per dieci, ci saranno quattro posti a sedere. Che poi per fortuna erano sei, più una specie di bidoncino della spazzatura sul quale vi siete seduti a turno. Tutti stretti com'eravate sei stata grata al collega veneto quando a un certo punto si è alzato ed è andato a stazionare nel corridoio, perché avercelo accanto col solito corollario di "parliamo vicini perché c'è un chiasso micidiale" non era salutare, soprattutto con la primavera in arrivo, api, fiorellini, trallallà. Lui del resto piace a tutti, uomini e donne. Tu in queste notti di vacanza lo hai sognato due volte. Tutte e due le volte lui ci provava alla grandissima con te e tu ti tiravi indietro con pretesti di fedeltà che van benissimo nella vita reale, ma nei sogni per favore no, preferiresti accoppiarti selvaggiamente nuda sul trapezio con prestanti sconosciuti muscolosi e creativi.
Tornando all'aperitivo, ti è piaciuto moltissimo. Ovviamente non per il fatto dell'aperitivo in sé, che hai mangiato pochissimo e hai bevuto due mojito e mezzo (lode al locale fighetto, almeno i cocktail li sanno fare) e a un certo punto hai smesso perché hai capito che al sorso successivo non avresti più risposto di te. Ti è piaciuto ridere, scherzare, spettegolare a più non posso. Hai parlato moltissimo con la collega polacca, che ti ha raccontato del suo fidanzato a Londra per un master, di indipendenza e relazioni sentimentali, di quanto siete ancora bellini tu e Stear dopo tutti questi anni (oddio, la coppia più bella del mondo no, non ce la puoi fare), l'hai ammirata litigare con i baristi per i bicchieri che vi avevano portato via ancora pieni e farsi fare due nuovi cocktail al prezzo di uno e insomma, ti è piaciuta moltissimo, vorresti essere quasi come lei.
Poi ad un certo punto ti sei guardata in giro nel locale, hai osservato la gente che c'era e ti sei stupita di notare come le ragazze ti sembrassero in gran parte delle cozze tirate a lucido e forse era lo stesso genere di donne che quando eri più giovane e infelice ti sembravano tutte più magre e più carine di te.

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Ci si mette l’abito da sera per una prima cinematografica? Soprattutto se si tratta della prima di uno dei film con gli abiti più belli del mondo?
Oppure ci si mette comode che tanto la collega che non ha mai visto neanche una puntata del telefilm ha prenotato i posti dell’ultima fila? L’unica è sperare che non ci siano delle stangone davanti a voi.
Non volevi andare a vederlo la prima sera "Sex and the City": hai il sacro terrore della folla spintonante e il film sarà uguale anche la settimana prossima.
Eppure, com’è tipico tuo, ti sei lasciata travolgere dall’hype delle tue colleghe, da quella che prima di essere assunta qui lavorava da un famoso stilista e quindi è interessata solo agli abiti che si vedranno in scena, a quella che non ha mai visto la serie ed è curiosa di sapere cos’è tutto questo can can.
Domani devi andare a un matrimonio: in fondo te la meriti una serata in allegria prima della tetraggine.
Da quando andare ai matrimoni è diventato più deprimente che andare ai funerali?

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