Il tuo percorso #zerowaste (o almeno, di riduzione dell’impatto sul pianeta)

Fortunatamente sei stata cresciuta da una madre ecologista. Non il genere di mamma hippie coi rasta e a piedi nudi: tua madre era (è) una donna elegante, alla moda, a cui piacciono le cose belle. Ma ha sempre avuto uno spirito anti-spreco: fin dagli anni Ottanta andavate a fare la spesa con le borse riutilizzabili e bevevate acqua del rubinetto.

Questi, oltre al fatto di muoverti sempre coi mezzi pubblici e cercare di evitare l’automobile, sono due aspetti che hai sempre portato con te.

Ma negli anni, andando a vivere da sola e poi sposandoti, hai perso alcune buone inclinazioni. Certo, continui a chiudere l’acqua quando ti lavi i denti e a fare la raccolta differenziata con cura, ma hai un po’ perso di vista il fatto che è meglio evitare di produrre rifiuti che separarli bene. Inoltre, la tua passione per libri e cosmetici ti ha portata ad accumularne troppi senza riuscire a smaltirli. A dicembre 2018 inoltre hai avuto una sorta di bulimia dello shopping (ma forse anche da prima) e non c’era giorno in cui non comprassi qualcosa. Magari anche cose piccole eh, ma ad un certo punto hai capito che non andava bene.

E’ stato mentre cercavi di correggere questa tendenza allo shopping compulsivo che ti sei imbattuta nel movimento #zerowaste. A dicembre in realtà, tra le mille cose che ti eri comprata, c’era anche una borraccia portatile (di plastica, è vero, ma ha un’apertura comoda ed è la ragione per cui l’hai scelta), che hai cominciato a utilizzare in palestra e al corso di scrittura, invece di comprare appositamente una bottiglietta al distributore o al bar.

Ma questo è successo prima. In realtà poi è scattato qualcosa, forse un’associazione di pensieri, di parole, un video che hai visto, non sapresti dire esattamente cosa sia successo, ma hai cominciato a guardare su youtube dei video dedicati al tema #zerowaste. Alcuni hanno un’estetica bellissima, non escludi che sia stata questa a farti innamorare (o re-innamorare) della logica.

Poi hai ordinato dello shampoo solido. Stai ancora finendo dello shampoo in contenitori di plastica, ma eri davvero curiosa di provarlo e lo stai alternando all’altro finché non finirà, in modo da usare poi solo quello solido.

Hai FINALMENTE trovato dei pad morbidi per struccare gli occhi, in modo da smettere di usare quelli di cotone idrofilo (mentre già da un paio di anni usavi fortunatamente quelli di spugna lavabile per il viso), li stai usando da una settimana e ti piace moltissimo vedere che non si accumula cotone nella spazzatura.

E hai addirittura cominciato a mettere ordine nella dispensa, per vedere cosa c’è, in modo da consumarlo con metodo prima di comprarne altro. Dovrai ricominciare il planning alimentare settimanale, così da inserire questi alimenti nelle cene e consumarli.

La tua ultima decisione, finché riesci a mantenerla, è quella di portarti il cibo da casa e non mangiare fuori, per evitare che ti diano da bere acqua in bottiglietta, mentre in ufficio hai la tua tazza, la Brita e bevi l’acqua filtrata del rubinetto. Anche se, in realtà vorresti eliminare anche i filtri dell’acqua e bere direttamente l’acqua così com’è.

Però oggi, andando a pranzo con le colleghe, hai preso “coraggio” (sì, a volte sei troppo timida sulle stupidaggini) e hai chiesto l’acqua del rubinetto. Non solo te l’hanno portata, ma è stata anche un’occasione per dire che stai cercando di ridurre il tuo impatto sull’ambiente e chissà che prima o poi non lo facciano anche loro.

E niente, quest’ultima cosa ti è sembrata così carina che hai voluto scriverla e vorresti continuare ad annotare i tuoi progressi per diminuire la spazzatura.

Sabato vai a fare un giro al negozio leggero, dove le cose dovrebbero essere vendute sfuse. Non devi comprare niente, quindi vai solo per farti un’idea, quel genere di negozi lo frequenterai quando avrai bisogno di comprare, non prima.

 

8 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale, zerowaste

8 risposte a “Il tuo percorso #zerowaste (o almeno, di riduzione dell’impatto sul pianeta)

  1. Francesca

    Ti voglio bene!! Sei fantastica.

    Anche io ho iniziato una cosa simile- spero di vederti sabato per parlarne!!

    >

    • anch’io ti voglio bene, si vede che pensiamo alle stesse cose anche quando non ci parliamo 🙂
      che bello, cambiamo il pianeta insieme, coi nostri piccoli passi, spero che riusciremo a vederci sabato

  2. szandri

    Non ci conosciamo, ma ho fatto esattamente i tuoi stessi passi e sapere che siamo in tanti a farli, pian pianino, mi dona un sacco di speranza!

  3. Em

    Che bello, brava. E’ una cosa che vorrei iniziare a fare anch’io.
    PS: mi dici quali sono i pad morbidi che hai trovato? Proprio in questi giorni pensavo a quanto si accumulano quelli di cotone…
    grazie!

    • 🙂 sai, è incredibile a fine serata non avere tutti quei cotoncini da buttare. io ho preso quelli della marca “miss trucco”, sia quelli di cotone di spugna per il viso, sia quelli in microfibra per gli occhi (il cotone non riesco a usarlo, mi graffia). se non vuoi usare quelli di microfibra, ci sono quelli di elbidesign, in vari formati (io ne avevo preso uno una volta e poi non lo trovavo più, ma adesso l’ho ritrovato) e sono in canapa, supermorbidi.

    • ah, una cosa che per me adesso è ovvia, ma magari non lo è per chi comincia a usare i dischetti lavabili: ci si strucca con un olio. no bifasico o acqua micellare: il cotoncino assorbe il liquido e non strucca. bisogna passare sul viso l’olio struccante (occhi compresi), bagnare il viso con poca acqua e poi rimuovere il tutto con il cotoncino bagnato. poi lavare il viso con un detergente delicato per rimuovere il tutto 🙂

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