Grazie

Grazie a tutti i lettori che si sono presi la briga di scriverti nei commenti quale fosse per loro il senso della vita. Non era una domanda facile, però ti sono arrivate risposte intelligenti, ragionate, piene di buon senso, ma anche di delicatezza.

Per te la vita non ha mai avuto senso. Eppure hai anche sempre saputo che non c’è bisogno di un senso per vivere: basta guardare i gatti. Non vivono bene anche senza interrogarsi sul senso della vita?

Però ultimamente ne senti un po’ la mancanza, sarà che hai troppo tempo per rimuginarci sopra, ti occorrerebbe più lavoro (chi l’avrebbe mai detto che l’avresti invocato?).

L’altro giorno, in un telefilm senza pretese, parlando di una vittima di omicidio molto attiva nel volontariato, si diceva: “Era una che faceva la differenza”. Ora, senza andare tanto lontano, tu non fai nessuna differenza. Che ci sia tu o qualcun altro, in qualsiasi dei ruoli che occupi, non fa nessuna differenza. Anzi, spesso sospetti che in certi ruoli sarebbe molto meglio che ci fosse un’altra. Questo a volte ti affligge, a volte no (in fondo la maggioranza delle persone al mondo non fa la differenza). Tuttavia niente fornisce risposta all’inutile domanda: “Che ci faccio qui?”

 

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9 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

9 risposte a “Grazie

  1. Cara Lise,
    non ci conosciamo, ma ti leggo sempre e i tuoi ultimi post mi hanno trovata particolarmente vicina a te per il tipo di riflessioni e pensieri che sto facendo. Anche io non faccio nessuna differenza. Forse faccio la differenza per qualcuno sul piano personale (e a volte non lo so, sinceramente), ma certo sul lavoro no. E siccome il lavoro occupa otto ore della mia vita al giorno, ogni giorno, desidererei avesse un senso che va al di là del numero scritto sulla busta paga a fine mese.
    Credo che l’inutile domanda se la facciano in tanti. A ognuno la sua utile risposta, che non sarà mai uguale ad un’altra.
    Ti abbraccio!

    • io penso sempre che in qualsiasi ruolo della mia vita (figlia, moglie, amica, collega, impiegata…) se non ci fossi io ci sarebbe qualcun altro (magari in quello di figlia nemmeno), che sicuramente non sarebbe peggio di me, anche se al lavoro non me la cavo malissimo. tuttavia faccio un mestiere che se anche non lo facesse nessuno pazienza, per cui siamo daccapo. per un certo periodo ho accarezzato l’idea di andare a lavorare nella fondazione o nell’area sostenibilità della mia azienda, ma chi ci ha lavorato mi ha detto che è in gran parte fuffa, quindi tanto vale.
      ricambio l’abbraccio!

      • Il fatto è che in quei ruoli ci siamo noi… e nel ruolo di amici, marito, genitori, colleghi, datori di lavoro ci sono altre persone, anche loro potenzialmente sostituibili (in meglio o in peggio)! Però è come quando si gioca a carte, quelle che ti toccano sono quelle con cui devi giocare e a quel punto a poco senso pensare a chi potrebbe esserci al tuo posto. Può essere che in determinate circostanze una carta qualsiasi abbia poco valore. Non appena le circostanze mutano, quella carta fa la differenza. Nella vita reale sta a noi cogliere le possibilità di fare la differenza, in mezzo ad altre mille opzioni. Questo è quello che mi dico, almeno :). Ciao!

  2. Più o meno me lo domando anche io. Però, al contrario di te, e peccando di presunzione e narcisismo penso che siano gli altri sostituibili in meglio.

  3. Dan(iela)

    Io credo nel detto “siamo tutti utili, nessuno è insostituibile”, la differenza la faccio (nel bene e nel male) nel mio microcosmo di affetti: con i figli, mio marito, mia mamma, mio fratello e il mio cane (e con i pochi amici). Anche qui, se non ci fossi, sopravviverebbero lo stesso (per fortuna 😉 ), ma finchè ci sono posso fare la differenza; e loro fanno lo stesso nella mia vita, arricchendo le mie giornate o rendendomele impossibili 🙂

    Non lo so se la vita abbia un senso o meno, per qualcuno il senso coincide con uno scopo materiale, per altri coincide con piccoli progetti all’interno di un progetto divino più grande. Io non mi sento chiamata a scopi materiali o divini superiori, in questo periodo sento particolarmente il peso della mia inutilità, cerco di andare avanti guardando il microcosmo di cui sopra e rimanendo attaccata ad ogni singolo giorno, senza guardare troppo in là, ma cercando di cogliere quello che di positivo mi arriva in ogni giornata e cercando io stessa di essere il positivo per gli altri in ogni giornata.

    Vabbè, non so se sia chiaro quello che ho scritto (per questo di solito non mi lascio andare a commenti lunghi).

    • Dan(iela), grazie per aver commentato almeno qui, io aspettavo una risposta al post precedente! Ti ho capita benissimo (almeno credo), perché mi rivedo in quello che hai scritto, con la differenza che penso che nemmeno nel microcosmo degli affetti “faccio la differenza”. se c’era un’altra era meglio 🙂

      • Dan(iela)

        Nel post precedente avevo provato a scrivere una risposta, ma non mi veniva 🙂 Mi sono illuminata in questo 😀

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