Archivi del mese: dicembre 2015

Conversazioni surreali – Christmas edition

Premessa: sei vegetariana. Da due anni, non da due giorni. Sei, a tuo parere, una vegetariana davvero facile da gestire: mangi tutte le verdure, la pasta, il pane, le torte salate, le uova, i latticini. Nei casi più disperati, quando non ci sono alternative, mangi perfino il pesce. Quindi non ti sembra difficile metterti a tavola: basta non darti carne. In più, dopo due anni non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno.

Scena n. 1 – Interno casa di Lise & Stear – Giorno di Natale – Taglio dell’arrosto (arrosto di vitello)
Stear: “Abbiamo fatto le porzioni perfette”
Tu: “Be’, quasi. Avanza questa fetta”
Lui: “Questa è la tua”
Tu: “Ma che dici?”
Lui: “Questa è la tua fetta”
Tu: “Ma non la mangio la carne io!”
Lui: “Ah già”

Scena n. 2 – Interno casa dei genitori di Stear – Santo Stefano – Pranzo
Madre di Stear: “Li mangiate tutti i ravioli? Sono con il brodo di carne”
Tu: “Se il brodo è di carne io non lo prendo”
Lei: “I ravioli sì però. Sono al prosciutto”
Tu: “Il prosciutto è carne!”
Lei: “Ah, ma anche dopo c’è la carne. Allora non mangi niente”
Tu: “No”
Padre di Stear: “Eh, ma noi non sappiamo mai cosa mangi e cosa no”

 

Annunci

6 commenti

Archiviato in Conversazioni surreali

Preferiti novembre 2015

In rigoroso ritardo, in rigoroso ordine sparso, con due eccezioni: i due preferitissimi del mese sono il primo e l’ultimo.

  • Meg, che quando vi vedete a cena ti porta un biglietto con sopra scritte le cose che non sai di lei. Un gesto così tenero e attento che ti sei commossa e piangevi in mezzo al ristorante.
  • “L’amante” di Yeoshua.
  • Il duomo di Legnano
  • Il blush Down Boy di theBalm (in realtà preferitissimo di tutto l’autunno).
  • Il rossetto Hyde Park, Satin Lip Pencil di Nars, tirato fuori dal cassetto a caso e che bella riscoperta.
  • La taglia XS.
  • Comprare i tulipani al mercato.
  • Aprire una bottiglia di Barolo solo perché vi va.
  • La candela alla vaniglia.
  • Chiudere gli stivali senza fatica.

Come sempre, graditi nei commenti i preferiti dei lettori.

2 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

Una donna noiosa 

Succede questo. Dopo esservi scritti per tre giorni di fila, ti aspettavi un contatto da parte del Cucciolo lunedì, invece niente. Martedì nemmeno, fino a che, verso le undici, sei dovuta salire al suo piano a portare una cosa a una collega. Per la forma che ha il corridoio, lui ti ha sicuramente vista passare, mentre tu gli davi le spalle, mentre al ritorno eri impegnata in conversazione con la collega e quindi non guardavi dalla sua parte. Insomma, lui ti ha visto passare, ma tu non hai visto lui. Tempo 20 minuti, ecco che arriva la chat: “Ciao, Lise!” Com’è prevedibile, pensi rispondendogli. Invece no. Da allora non lo hai più sentito. È sicuramente sommerso di lavoro, ma almeno un saluto venerdì te lo aspettavi, sapendo che avreste avuto davanti 4 giorni senza sentirvi. Niente.

Leggi “Un uomo innamorato” di Karl Ove Knausgård, al punto in cui racconta delle prime volte in cui si incontrava con la donna che poi è diventata sua moglie. Le loro conversazioni erano stentate, farraginose, non avevano niente da dirsi. Due persone con una ricca vita interiore, ma nessuna capacità di esprimersi. Ti vedi esattamente nello stesso modo: non è che tu sia una deficiente, ma la tua totale inettitudine alla vita sociale ti fa apparire proprio così. Non hai mai niente da dire. Sei completamente inadatta ad una conversazione casuale. Il che è francamente seccante. Certo, per quelli che parlano tanto sei la compagna di caffè ideale. Ma per le persone che cercano uno scambio sei solo una noia. Non trovano niente. Si devono sobbarcare tutto l’onere del dialogo e se non azzeccano l’argomento, si trovano a conversare con l’equivalente della mucca che guarda passare il treno. 

Quando eri giovane e uscivi con Drew, ricordi che spesso gli uomini che la conoscevano la definivano interessante. Tu questo glielo invidiavi moltissimo. Nessun uomo ti ha mai definita “interessante”. Probabilmente nemmeno a Stear verrebbe in mente questo aggettivo, se dovesse descrivere il tuo carattere. Capita spesso anche con lui che passiate lunghi momenti di silenzio, ognuno immerso nei fatti suoi. Siete seduti vicini eppure a distanze siderali. È sempre stato così, a parte una breve parentesi a gennaio di quest’anno. La faccenda di per sé non vi imbarazza (altrimenti di certo non sareste arrivati fin qui), ma quando te ne rendi conto cerchi di fare almeno un gesto affettuoso, che gli faccia sapere quanto sei felice di averlo vicino. Anche se sei la donna più noiosa che lui abbia mai conosciuto e ancora non ti capaciti di come si sia incaponito a volerti sposare. 

7 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale