This is the end, my friend

A novembre hai finito un mucchio di cose. Prodotti cominciati in periodi diversi dell’anno sono inspiegabilmente arrivati a termine tutti nelle stesse settimane: saponi, shampoo, bb cream (rossetti no eh, quando mai), creando una rivoluzione nel tuo armadietto del bagno e un grande arrivo di contenitori nuovi nel beauty.

Chissà se è una metafora di qualcosa che non riesci a capire. Perfino gli oroscopi ti dicono da più parti che è ora di cambiare e ti aspetti solo che Paolo Fox venga a citofonarti a casa per chiederti se ti dai una mossa o no.

Il fatto è che dentro questa friendzone ti aggiri ormai come una tigre nel recinto e perdi inspiegabilmente la pazienza per dettagli che non meriterebbero attenzione. Meg dice che è ora di dare una svolta, ma purtroppo le uniche svolte apparentemente possibili non ti interessano.

Ripensi alle amicizie nate sul posto di lavoro e nessuna di loro somiglia a questa con il Cucciolo, nemmeno quando le conversazioni viaggiano su binari innocenti, come venerdì scorso. Solo che poi, nonostante tu non l’abbia fatto apposta, gli hai fornito una scusa per scendere da te, che lo sai che l’ha fatto solo per vederti e ti guardava in quel modo in cui tu guardi i gattini che giocano, però almeno hai capito che bene o male quello è il suo sguardo (ma non ce l’aveva mercoledì al caffè, te ne saresti accorta) e quindi ridimensiona un po’ lo spavento che ti aveva fatto prendere la settimana prima.

Tuttavia la situazione, di per sé, occupa troppo tempo nella tua mente, mentre vorresti poter pensare ad altro: ai romanzi che stai leggendo, al pranzo di Natale purtroppo ormai imminente, ai regali da fare, al chiamare l’amichetta S. per fare ammenda del clamoroso pacco che le avete tirato per il fine settimana del 1 novembre. Ma quando ti dici queste cose nuovamente ti ricordi di quel meraviglioso passo di “Senti le rane” sui monaci nel deserto e i magri risultati che ottenevano dai loro tentativi di stare lontani dalle tentazioni. I tuoi quattro lettori sono invitati ad astenersi dal citare Oscar Wilde in quest’occasione e nello specifico, BatChiara è vivamente pregata di non suggerirti l’alternativa Scontroso (ridi moltissimo), che tra l’altro stamattina l’hai incrociato nell’androne e ti ha salutata con un sorriso, dal che si evince che la fine del mondo è vicina e questi problemi stanno per essere risolti alla radice.

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4 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

4 risposte a “This is the end, my friend

  1. Dan(iela)

    Per pensare ad altro…passa dall’americana contemporanea per l’american christmas 😉

  2. batchiara1

    Come siamo messi qui?

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