L’unica gatta buona è la gattamorta 

(è solo un gioco di parole, ovviamente, lo sanno tutti quanto ami i gatti)

Prima o poi doveva succedere. A flirtare a destra e a manca si rischia di rimanere più o meno impigliati in situazioni imprevedibili.

Non senti il Cucciolo da martedì sera. Tuttavia ti senti tranquilla e nemmeno ti manca: sarà che sei così piena di lavoro (e lui lo sa), da non avere nemmeno il tempo di pensarci. Non vedi l’ora che sia martedì sera, quando il peggio sarà alle spalle e forse allora sì che ricomincerai con la falegnameria cerebrale, ma intanto, perfino oggi che è sabato, i pensieri sono rivolti ad altro.

L’avevi già detto che in un certo momento hai flirtato a caso praticamente con chiunque. Nella maggior parte dei casi avendo a che fare con uomini talmente vanesi da credere senza conseguenze a ciò dicevi e magari pronti a riderci sopra. Solo che di recente hai avuto a che fare con un collega che di solito sta a Monaco. Lo senti regolarmente, circa una volta al mese, per aggiornamenti di lavoro, ma in genere la cosa finisce lì. Lui è uno che vi piace (anche alla tua capa e alle altre colleghe) un sacco, esteticamente, lavorativamente e anche come modi. E va anche aggiunto a suo credito, che non ti si è mai filato granché.

Finché di recente tu non hai infilato una serie di battute ben riuscite e lui è passato a salutarti di passaggio da Milano. È stato un incontro di lavoro normale e nel giro di qualche giorno ti ha mandato il materiale necessario.

Sembrava tutto nella norma, compreso un invito a un caffè per la prossima volta, ma poi lui ieri ti ha mandato una richiesta di lavoro che tu hai dovuto ribaltare sulla collega nuova. “Ma lei è come te?”, ti ha scritto, “Perché adesso tu sei il mio benchmark”. Ecco. Ora, è ovvio che scherzava. Però non l’aveva mai fatto.  Nella tua mente indietreggi davanti ai risultati di un gioco al quale non avevi mai giocato e che non fa per te. Certe cose le hai sempre trovate antipatiche.

Questa non eri tu. E in realtà nemmeno la vuoi essere. Ti tieni i tacchi alti, i vestiti che ti stanno bene, il rossetto rosso. Ti tieni il Cucciolo, perché gli vuoi bene. Tutto il resto è arrivato il momento di buttarlo.
PS: se non parli dei fatti di Parigi non significa che tu non ne sia sconvolta come tanti altri. È solo che non ne hai le parole.

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2 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

2 risposte a “L’unica gatta buona è la gattamorta 

  1. Caroline

    Brava Lise, anch’io non commento i fatti di Parigi perché ogni parola sembra suonare di troppo. E in giro c’è già troppa gente che parla a vanvera.

    Però non ho capito, da quello che scrivi non mi sembra che tu abbia fatto niente di cui lamentarti, perché dici: “Questa non eri tu?”

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