Quindi si trattava di questo?

Il piantone di mercoledì sera ti aveva fatto bene. Dopo eri come svuotata dal magone e seppure non contentissima stavi davvero meglio.

Sempre sia lodato il tuo lavoro comunque, per quanto ti piace e ti impegna a non pensare. Addirittura continui a essere gentile con tutti e si sprecano colleghi che ti invitano al caffè o ti regalano cioccolatini, non perché fai la gattamorta, ma davvero solo per ringraziarti.

A lui pensavi davvero meno del previsto. Invece ieri sera ti ha scritto. Che quando hai visto che era lui avevi perfino paura di guardare la chat. “Buongiorno”. Alle sei e mezzo di sera. Tu hai fortissimamente desiderato un ferro 5 da usare contro la sua fronte. Tuttavia gli hai risposto normalmente, come se non aveste mai smesso di scrivervi.

Questo fine settimana in sede centrale da voi c’è un importante evento informatico. Ti ha detto che sarà lì e tu? “Me ne guardo bene”, gli hai risposto, aggiungendo che però ci saranno la tua capa e il tuo collega che fa i video. “Dài, vieni!”, insisteva, “Ci divertiamo! Ci sarà la vodka!” E tu sempre a desiderare il ferro 5.

La verità è che, almeno per ora, è come se questa distanza avesse spezzato qualcosa da parte tua. Non avevi mica tanta voglia. Però gli hai scritto: “Semmai, se vi fanno uscire, passo da lì e ti offro quel famoso caffè in un posto più carino del nostro bar aziendale”, che tanto ci metti 20 minuti da casa tua e anche se sei in giro ci si mette poco ad arrivare. In più avevi in mente quella frase di Mancini sul non dare punti di riferimento e hai mirato a spiazzarlo. Non lo sai ancora se questa è la formazione che funziona per te, improvvisi e vedi come va. È che hai pensato: “Non c’è niente di male, è solo un caffè, perché non possiamo prenderlo in piazza davanti a tutti come fanno gli amici qualsiasi?”

Lui ha nicchiato, forse davvero lo hai preso in contropiede, ma gli sta bene, così impara a dirti “vieni qui”, che è una situazione super informale, dove addirittura la gente si ferma a dormire (è una specie di maratona di sviluppatori), nella certezza che tanto non ci saresti andata. Allora gli hai offerto una via di fuga: “io sono in giro comunque, vedi com’è, in caso mi chiami”. Così siete a posto: lui non chiamerà e tu sperpererai lo stipendio da Zara in stazione centrale.

Stamattina sei finita su una pagina di Facebook che si chiama Friendzoned. Era molto comica, ma in un certo senso ti ha fatto riflettere. Tu le hai sempre un po’ spregiate le tizie che si fanno servire e riverire da zerbini a cui non hanno intenzione di darla. Tuttavia hai ripensato a tutte le sue parafrasi per dirti che ti trova bella e alle quali tu rispondevi “sei gentile” come le tipe delle chat riportate nella pagina. Non va bene per niente. Certo, è evidente che se foste stati liberi entrambi gliel’avresti data da un pezzo (e lui già sarebbe sparito, ora), ma visto che la situazione è questa e nessuno di voi due ha intenzione di tradire il partner, come la gestite? Allora un po’ lo hai scusato per avere preso le distanze. Le ragioni possono essere tante. Tra cui questa.

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2 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

2 risposte a “Quindi si trattava di questo?

  1. Caroline

    Io lo sapevo che si sarebbe rifatto vivo.

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