Nemmeno un rigo in cronaca

Fight the feeling (fight the feeling)
Leave it alone (leave it alone)
‘Cause if it ain’t love
It just ain’t enough to leave my happy home (my happy home)
Let’s keep it friendly (let’s keep it friendly)
You have to play fair (you have to play fair)
See I don’t care
But I know she ain’t gonna wanna share
Don’t cha wish your girlfriend was hot like me?
(Don’t cha – Pussycat Dolls)

Il concorso è finito. Hai fatto la torta, hai chiamato i ragazzi. C’è da dire che lui, non appena aveva saputo della torta aveva cominciato a scriverti ed è finito a dirti anche un sacco di cose carine. Poi loro sono scesi, anche a portarvi un ipad che vi serviva per dei test, vi siete seduti intorno al divanetto, con anche i tuoi colleghi, a mangiare, ridere. E il collega scontroso ha trovato il modo di fare una battuta sul matrimonio imminente (be’, in realtà manca quasi un anno) del collega giovane. Poteva sembrare un’osservazione superficiale, ma tu lo sai benissimo che era rivolta a te. Sulle prime ti è venuto da ridere, ma un sacco. Hai deciso che tutto sommato tu il collega scontroso lo adori. Pensi che potresti passare delle ore piacevolissime con lui a condividere malignità, peccato che non diventerete mai amici.

Nel pomeriggio sei dovuta salire da loro: l’ipad che vi avevano prestato non andava bene per il test, ti sei fatta prestare un altro device. Mentre eri lì a trafficare con un loro collega, hai colto uno scambio di battute che ti è sembrato (forse sei solo paranoica) avesse a che fare in un certo qual modo con la tua presenza lì. Questo invece non ti ha fatto ridere per niente. Un conto è quando le cose riguardano voi due, un conto è diventare materiale da pettegolezzo. Più tardi lo Scontroso è sceso da voi, per darvi una mano coi test, insieme alla tua collega Manicomio (la qual cosa tu la consideri un risarcimento nei suoi confronti per tutti questi mesi in cui l’hai tirato matto col sito e annessi). In quel momento è arrivato Stear a salutarti, sei sicura che il vostro rapporto non è passato inosservato all’occhio vigile dello Scontroso. Per aggiungere ulteriore materiale ai suoi pensieri maligni, in caso ce ne fosse bisogno.

In tutto questo il collega giovane ha continuato a chattare con te fino a che non te ne sei andata dall’ufficio lunedì sera. Da allora basta, non hai più sue notizie. E’ tutto normale, ma non puoi negare che senti la sua mancanza. Tuttavia hai deciso che lascerai tutto com’è, anche se avresti una storiella buffa da raccontargli, sei sicura che gli piacerebbe moltissimo.

E’ come se ad un certo punto le cose vi fossero sfuggite di mano. Anche se hai sempre saputo che non verrà mai varcato il confine invisibile, la sua assiduità nei tuoi confronti, certe piccole allusioni che tu hai sempre platealmente ignorato e anche il tuo coinvolgimento, ti hanno messo un po’ a disagio. Lui è così giovane, forse non lo sa cosa sta combinando. Gioca coi suoi sentimenti e coi tuoi senza rendersi conto che ci si potrebbe fare male. Tu sai proteggerti, ci provi almeno, ma pensi che sia tuo dovere in un certo senso proteggere anche lui.

Così ti ritrovi a sperare, tuo malgrado, che non ti scriva mai più. Anche se ti manca. Anche se avevate ancora in sospeso un ultimo caffè che probabilmente, se andate avanti così, non gli offrirai mai.

Le considerazioni sulla fine di questa faccenda le hai già fatte mille volte, è inutile stare a ripeterle. La gente si annoia e tutto sommato tu pure.

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3 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

3 risposte a “Nemmeno un rigo in cronaca

  1. Caroline

    A me questa storia prende parecchio, ma credo che sia proprio il modo in cui tu la racconti. Questo per dirti che anche se ti ripeti non annoi.

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