La parola fine 

“Ma perché sei arrabbiata?” ti domanda Meg.

“Perché la colpa è solo mia”, le spieghi.

“A me pare che anche lui ci abbia messo del suo”, commenta lei. E sostiene addirittura che ormai ce l’hai in pugno. La verità è che, dopo lunedì, se non gli scrivi tu per lavoro lui si guarda bene dal mandarti più nemmeno un saluto e i vostri rapporti si limitano a stringhe di html condivise su uno schermo (puntata due della serie “argomenti scacciafiga ne abbiamo?”).

Ma ora lo sai perché sei arrabbiata: perché hai permesso che la presenza o meno di un ragazzino influenzasse il tuo umore, addirittura in una settimana piena di soddisfazioni extralavorative (tra cui la tua booktuber preferita che ti segue su Twitter).

Questa consapevolezza porta con sé una inaspettata rassegnazione e serenità per la fine naturale e anticipata della vostra anomala amicizia, con due settimane di anticipo sul countdown dell’iniziativa, countdown che ieri avete cancellato insieme dal sito per una simulazione post 11 ottobre.

Ora che le cose stanno in questa modo, il sentimento che provi è la classica malinconia per la fine di una cosa bella, un sentimento banale, gestibile e tutto sommato neanche troppo sgradevole, che si potrebbe ben rappresentare con una spiaggia vuota e gli ombrelloni chiusi.

Ora che è arrivato l’autunno, non solo metaforicamente, pensi che ricorderai l’estate del 2015 come quella in cui sei stata sexy dopo tanto tempo, con i vestiti che ti valorizzavano e sempre i tacchi alti e ti guardavi allo specchio e tutto sommato ti piacevi. Sarebbe bello poter pensare che almeno questo saprai mantenerlo, ma nella realtà temi che con l’approssimarsi della brutta stagione abbandonerai i look da pornoimpiegata dell’impresa di pompe funebri (ti perdoni il lettore per l’orribile gioco di parole, assicuri che è totalmente involontario) per riprendere quelli abituali da sportellista delle Poste. 

Sai già fin d’ora che quando sarai nel tuo momento peggiore, lo incontrerai per caso nei corridoi e lui penserà: “ma io ho passato tutta l’estate a chattare con questa credenza della nonna?”. Speri almeno che si ricorderà che in fondo chattava con te perché lo facevi ridere e che questo comunque non sarebbe cambiato.

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