Buone notizie e segnali contraddittori

“Prima che il vento si porti via tutto e che settembre regali una strana felicità, pensando a cieli infuocati e ai brevi amori infiniti, respira questa libertà” (L’estate addosso – Jovanotti)

È una settimana strana questa del rientro: porta con sé due notizie gigantesche e bellissime nel loro essere così diverse. Te le palleggi nella testa incredula, specie quella segreta, che non hai detto a nessuno e che potrebbe portare ad una novità ancora più grande, nel tempo, ma magari anche a niente. Sai già chi sarà la prima persona a cui lo dirai, ma per adesso vuoi tenere ancora per te questo segreto strano a cui non sai abituarti.

Tutto questo avviene nel silenzio più assoluto del giovane collega. Dopo un intero lunedì da amichetti, l’assenza totale. Gli hai chiesto ieri una cosa veloce, ma gli hai anche fatto una battuta e lui non ha raccolto. Non lo nascondi, eri seccata, anche se non sorpresa. In un certo senso te lo aspettavi. Però che fastidio.

Oggi alla tua capa serviva un caricabatterie. L’hai chiesto a lui: nel suo ufficio sono pieni di queste cose. Ti ha detto che poteva darti quello del collega scontroso, ma solo per la mattinata. Meglio che niente. Saresti salita tu a prenderlo, invece è sceso lui (perché è un amore, non c’è proprio niente da fare). Incredibilmente oggi eri discretamente carina, nel tuo look da pornocassamortara e per di più quando è arrivato eri pure in call, quindi non lo hai nemmeno tanto considerato, se non, con tua sorpresa,per pensare che lo avresti sdraiato lì sul divanetto del corridoio. Ma si sa: questi sono pensieri solo per passare il tempo e ridere tra te e te.

Dopo pranzo sei salita a riportare il caricabatterie al collega scontroso. Non c’era nessuno dei due.  Tutta la tua bellezza di oggi sprecata così. Hai lasciato l’oggetto sulla scrivania del legittimo proprietario con un biglietto di ringraziamento. Dopo un’ora circa lui ti scrive per sapere se il caricabatterie vi serve ancora. “Sono salita prima”, gli rispondi, “l’ho lasciato sulla scrivania di f.”. “Ma io non c’ero”, replica lui, “non salire più quando io non ci sono”. Ora. Va tutto bene eh. Però è davvero difficile non fraintendere. Seguono un altro paio di chiacchiere, poi lui ti lascia appesa senza una risposta per un po’, ma forse ad un certo punto ti avrebbe pure risposto, solo che tu spegni tutto ed esci presto, incontro ad una delle due belle notizie di questa settimana: la tua nipotina appena nata, di soli due giorni.

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