Ma ancora?

Ieri, per il caffè, eri vestita carina, lo giuri. Carina senza essere aggressiva. Oggi invece la tua personalità da impiegata delle poste prende un po’ il sopravvento e ti  accontenti di essere decente. Poi in pausa pranzo devi uscire per una commissione, levi i tacchi e ti rimetti le ballerine.

Al tuo ritorno dalla commissione esci dalla metro e lo vedi. E’ davanti a te, tipo quindici metri. Ti fermi solo il tempo di ammirargli il sedere, perfettamente conscia della maglietta normale, dei pantaloni normali e delle – mioddio – ballerine.

Tenti la fuga dal retro del palazzo e infatti quando raggiungi l’atrio lui non c’è e come Dick Dastardly tu pensi di averlo seminato con la scorciatoia. Invece le sue lunghe gambe raggiungono te e le tue deprecabili ballerine ai tornelli. Ti chiama per nome, lo aspetti, scambiate qualche chiacchiera in ascensore, insieme ad un suo collega che vi fa da chaperon. Per fortuna avevi il rossetto.

Ma ormai siete proprio amichetti. Infatti dopo circa dieci minuti ti scrive in chat. Non per lavoro e nemmeno per fare il cretino. E’ una cosa qualsiasi, proprio da chiacchierata. Tu lo fai ridere anche stavolta. Ma porca miseria, le ballerine.

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