Una riflessione e uso di mezzo pubblico per fini privati

Racconta Paolo Colagrande nel suo romanzo “Senti le rane” di come i monaci della prima era cristiana si rinchiudessero nei monasteri nel deserto per essere lontani da tutte le tentazioni. L’autore del romanzo sostiene che non sia una gran soluzione: nel deserto non c’è poi molto da fare: una volta pregato e svolto quel lavoro che c’è, sopraggiunge un tedio terribile che porta alle peggio conclusioni. Del resto il protagonista del romanzo in questione cerca di tenersi occupato anche lui come può per sfuggire ad una tentazione, con modesti risultati, visto che il lavoro scarseggia e la tentazione è troppo a portata di mano.

Tu affoghi il tuo malumore nel lavoro (che è a sua volta fonte di altro malumore, ma il tuo muso lungo degli ultimissimi tempi non è giustificabile solo con questo), metti da parte il seppur splendido Giorgio Vasta e lo sostituisci con un più agevole Maurizio De Giovanni che aiuta maggiormente a liberarti dai pensieri sbagliati.

Metti in pratica le strategie che conosci per liberare la mente dalla falegnameria cerebrale, tuttavia ti mancano le chat allegre e divertenti ora sparite. Lui è diventato distante e antipatico in una maniera che non riesci a spiegare con il solo superlavoro che sicuramente gli è piombato addosso in questi giorni. Dove prima gli chiedevi una cosa e ti rispondeva proviamo, ora ti risponde che sarà difficile se non impossibile. Forse sei solo paranoica. Forse anche lui si sarà detto: “che diamine sto facendo con questa tardona?” Forse ha tutta una serie di problemi suoi che non riguardano e nemmeno si accorge di quanto sia antipatico.

O forse (per quanto a guardare le statistiche ti sembri veramente una coincidenza impossibile), ha trovato questo blog e si è fatto due domande.

Be’.

Sei lì? Stai leggendo? Mi dispiace, questo non sarebbe dovuto succedere. Ma non vogliamo parlarne invece di far finta di niente? La colpa è mia, ma anche tu ci hai messo del tuo. Possiamo provare a metterci una pezza insieme da persone adulte? Comunque sappi che penso che tu sia una bella persona, per il poco che ti conosco.

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4 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

4 risposte a “Una riflessione e uso di mezzo pubblico per fini privati

  1. Son maschi, la farei più semplice: sarà preoccupato per la campagna acquisti del Milan.
    (Pat pat)

  2. Io gli ho dato il link. Del mio, dico. Azzardo!

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