Archivi del mese: luglio 2015

Ma com’è che la gattamorta paga sempre?

Stamattina tu e la tua capa eravate così afflitte da meditare di richiamare l’adorato giovanotto degli ultimi post dalle ferie.

Poi oggi pomeriggio il suo collega ti ha chiamata e ti ha detto: “Sali un attimo?”. Tu sei passata da lui ed eri fortunatamente scollatissima e gli hai spettegolato una faccenda e hai fatto la gnegné per quanto ti riesca possibile (ricordi sempre ai tuoi esasperati lettori che sei stata eletta Miss Disagio) e ora, forse, anche lui è tuo per sempre. Almeno lavorativamente e tanto basta.

Che seccatura aver imparato tutto questo quando sei troppo vecchia per usarlo con profitto.

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Non sei ancora pronta per la scatola delle vite parallele

“Lei è partita per le spiagge, io sono solo quaggiù in città…” (Azzurro)

La situazione con il ragazzetto di due post più su non si è ancora risolta. Non che si sia evoluta naturalmente: passate le ore in chat a fare i cretini in maniera anche piuttosto innocente e nessuno di voi due comincia una conversazione senza che ci sia comunque di base una motivazione lavorativa. Però è evidente che questo vi diverte moltissimo e comunque i momenti in cui tu sogni vostri amplessi in stile televisivo non sono ancora passati.
Tuttavia ti appare chiarissimo che questa situazione è esclusivamente nella tua testa e non andrà mai da nessuna parte ed è questo che difendi più di tutto e con tutte le tue forze. Come fosse un videogioco che ti fa divertire e ti tiene impegnata, ma resta confinato alla consolle.
Meglio di tutto, adesso lui è in vacanza, tornerà lunedì prossimo. A dirla tutta, tu hai accolto con favore questa sua assenza: hai pensato che sarebbe stato utilissimo diluire le vostre frequentazioni, in modo da imparare in maniera indotta a fare a meno delle vostre simpatiche conversazioni quotidiane e a riuscire a sbarazzarti del suo pensiero senza traumi, fino al momento in cui non sarà più necessario sentirvi per lavoro e quindi smetterete di chattare.
La verità è che ti manca disperatamente, ma non come ti saresti aspettata. Delle sue conversazioni puoi fare benissimo a meno, il problema, vero, è che ti manca lavorativamente. Quando lo chiamavi per chiedergli di fare delle cose, avevi il lavoro fatto nel giro di pochi minuti. Il collega che fa le sue veci in questa settimana, non solo non è altrettanto divertente, ma vi manda i lavori fatti dopo ore. Hai bisogno e non lo trovi.
A volte sei così afflitta che ti verrebbe voglia di chiamarlo in lacrime e implorarlo: “Torna, ti prego! Ho bisogno di questo e quello!”

Ieri sera qualcuno al gruppo di lettura diceva che se un uomo fa il carino ha sempre in mente un secondo fine, una donna no (non necessariamente). Ti sei domandata se anche questo sia il caso.

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E comunque…

… l’ortografia è la tomba dell’amore.

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La primavera in ritardo

“Mi piacciono gli uomini con un futuro e le donne con un passato” (O. Wilde)

Venerdì la tua supercapa ti ha accusato (ridendo) di aver “amoreggiato” con l’Amministratore Delegato mercoledì, durante la registrazione di un video per un’iniziativa che state lanciando. Ora. L’Amministratore Delegato di Gruppo. Di un gruppo internazionale con 150.000 dipendenti. Praticamente uno degli uomini più potenti d’Italia. E tu sei Miss Disagio. Quante probabilità ci sono che tu abbia flirtato con lui per davvero? Eppure forse un po’ aveva ragione, perché solo lunedì scorso sei stata veramente scontrosa con un collega che faceva il piacione e lo sai benissimo che il tuo stile normalmente è quello.

Per la stessa iniziativa, state anche realizzando un sito e ci stanno lavorando due colleghi giovanissimi (età presunta inferiore ai trenta). Se all’inizio il tuo atteggiamento nei loro confronti era un po’ quello della madre dei Gracchi, man mano che la frequentazione aumentava per ovvie questioni lavorative, ti sei ritrovata sempre più spesso a ridere e scherzare con il più gentile dei due. La tua capa (no quella della prima riga, la tua capa diretta), sostiene che con lui cinguetti. Non starai qui a negarlo. E’ vero. Un po’.

Non hai nessun obiettivo, ovviamente. Anche se sembra che tu abbia preso una cotta, sai bene che non è così. E’ solo che non ti ricordavi più di quanto fosse divertente. Scegli i vestiti carini e metti le scarpe con i tacchi alti, anche se non vi vedete praticamente mai.

Ma presto l’iniziativa sarà lanciata, il sito finito e non vi sentirete più. Allora la cougar che è in te metterà anche questo amante immaginario nella scatola delle vite parallele e arrivederci. Ma intanto…

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