Il gradito (?) ritorno della Filosofia del pallone

Forse non tutti ricorderanno l’estate scorsa, Cerci in lacrime dopo aver sbagliato il rigore che sbarrava al Torino la porta d’entrata dell’Europa League e la spalancava al Parma. E’ sotto gli occhi di tutti poi come sia andata a finire: le irregolarità amministrative che cambiano le carte in tavola e ribaltano la situazione.
Il Torino che approda all’Europa League, passa la fase a gironi e pareggia in casa 2-2 con l’Atletico Bilbao e sembra fuori dai giochi e invece va a Bilbao a vincere e si ritrova inaspettatamente agli ottavi.
Nel frattempo il Parma che avrebbe dovuto essere al suo posto annega nei debiti e forse tra pochi mesi non esisterà più (per favore, qualcuno compri il Parma, una storia così lunga non può finire a questo modo).
Cosa insegna questa storia? Due banalità purtroppo vere. La prima è che la vita è una ruota che gira e a volte sterza anche molto bruscamente. La seconda è che “non è finita finché non è finita” e come diceva Orson Wells, come finisce una storia dipende da dove metti la parola fine.
Per chi vuol sapere come andrà avanti questa storia, oggi alle 13 i sorteggi di Europa League.

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2 commenti

Archiviato in filosofia del pallone

2 risposte a “Il gradito (?) ritorno della Filosofia del pallone

  1. Avrebbe detto ilfugioanbrera, che tutto questo è eupalla.

  2. Non è finita finché non è finita.
    È proprio vero!

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