Archivi del mese: febbraio 2015

Il gradito (?) ritorno della Filosofia del pallone

Forse non tutti ricorderanno l’estate scorsa, Cerci in lacrime dopo aver sbagliato il rigore che sbarrava al Torino la porta d’entrata dell’Europa League e la spalancava al Parma. E’ sotto gli occhi di tutti poi come sia andata a finire: le irregolarità amministrative che cambiano le carte in tavola e ribaltano la situazione.
Il Torino che approda all’Europa League, passa la fase a gironi e pareggia in casa 2-2 con l’Atletico Bilbao e sembra fuori dai giochi e invece va a Bilbao a vincere e si ritrova inaspettatamente agli ottavi.
Nel frattempo il Parma che avrebbe dovuto essere al suo posto annega nei debiti e forse tra pochi mesi non esisterà più (per favore, qualcuno compri il Parma, una storia così lunga non può finire a questo modo).
Cosa insegna questa storia? Due banalità purtroppo vere. La prima è che la vita è una ruota che gira e a volte sterza anche molto bruscamente. La seconda è che “non è finita finché non è finita” e come diceva Orson Wells, come finisce una storia dipende da dove metti la parola fine.
Per chi vuol sapere come andrà avanti questa storia, oggi alle 13 i sorteggi di Europa League.

2 commenti

Archiviato in filosofia del pallone

E ancora una volta sei andata in fissa

A volte ti capita di andare in fissa. Ti avviti su te stessa e non riesci a uscire dal tunnel che da sola ti sei costruita intorno. Ti senti imprigionata dalle cose che non puoi fare, fino a che non ti rendi conto che si tratta di una tua fissazione e cerchi di gestirla per quello che è, ben sapendo che comunque parte da un desiderio autentico, da realizzare senza che ti diventi una fissa.
Per esempio quando eri adolescente ad un certo punto sei arrivata a non avere più niente da mettere (per davvero: ti era rimasto un solo paio di jeans decenti, gli altri erano tutti vecchi e rovinati e non possedevi altri pantaloni) e non avevi neanche un soldo per comprarti dei vestiti nuovi. Non facevi che dire a tutti che avevi solo quindicimila lire. Fino a che non ti sei annoiata di te stessa e sei riuscita a convincere tua madre a comprarti un nuovo paio di jeans.
Cose così insomma, a volte anche meno ossessive, come quando ti fissi che vuoi un rossetto e giri tutte le profumerie del pianeta per trovarlo e la tua vita non sarà più la stessa finché non sarà nel tuo beauty.
Ora sei in fissa coi viaggi. Ti è sempre piaciuto viaggiare per carità, non è mica la novità del 2015, ma mai come in questi ultimi giorni ti sei sentita intrappolata nella realtà quotidiana fatta di casa-ufficio e viceversa, senza oltretutto trovare una via di uscita valida a questo tran tran. Ossessionata come sei, leggi valanghe di blog di viaggi, passi le ore davanti al canale 61, compri Traveller’s e Marco Polo. E al massimo vai ad Assago a fare il corso di photoshop. Ti senti soffocare.
Urge trovare una via d’uscita, che però non passi dall’aeroporto, almeno per un po’.

6 commenti

Archiviato in falegnameria cerebrale

I (non ci si crede) preferiti di gennaio 2015

Di tutti i mesi tremendi del tuo recente passato, gennaio non fa eccezione. Si apriva in realtà con i migliori auspici di pace e serenità, ma una tragedia inaspettata ha sconvolto tutto e ora si arranca come si può, vivendo giorno per giorno senza fare progetti che vadano più in là di una settimana, nemmeno nella mente per il gusto di farli.

In tutto ciò qualche preferito c’è comunque stato e alcuni anche niente male. Tra questi ad esempio:

– Londra, dopo tantissimo tempo.
– La Tate Modern.
– Lo smalto n. 404 di Pupa.
– Il rossetto Velvet Lipstick n. 02 di Deborah Milano.
– “Il fidanzamento del Sig. Hire” di Simenon.
– Fare una cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato da te.
– La biblioteca di Affori. La bibliotecaria di Affori. L’iscrizione al sistema di media library.
– La cena al giapponese con l’amica Yukiko.
– Scoprire che sei circondata da persone meravigliose.

8 commenti

Archiviato in i preferiti del mese