Archivi del mese: settembre 2014

Premio curiosità 2014 (sezione “non hai capito”)

Sei stata invitata a partecipare a un tag. Che è un tag? Che girano delle domande, si risponde, si taggano altri blogger. E’ abbastanza risaputo che dalla tua parte i tag muoiono perché non tagghi mai nessun altro, ma se le domande sono carine partecipi volentieri. Ora, trascurando il fatto che pensi di non aver capito niente, questo è uno dei tag più divertenti che tu abbia mai visto, probabilmente non solo per le domande in sé (ma anche le domande), ma soprattutto per la “sciamannataggine” (si dirà?) di chi risponde.
Allora eccoti.
Dunque, per prima cosa ringrazi Bratinez per averti taggata e la ringrazi anche in generale perché spesso ti fa spaccare dalle risate.
Il logo del tag è questo qui e il tuo commento in merito è: “i gattini ci stanno sempre”.

Poi ci sarebbe da rispondere a delle domande, non hai capito se le sue o quelle ideate da un’altra tizia (quella che aveva taggato lei)  o se occorre inventarsi delle domande nuove o chissà cos’altro, ma speri che vada bene lo stesso rispondere un po’ a delle domande di Bratinez, un po’ a quelle della Tandi, che poi sarebbe quella che il tag lo ha inventato. Perciò parti e buona lettura a tutti.

Partecipi ad un raduno di blogger; ti metti nel gruppo dei casinisti, dei tranquilli oppure degli asociali? Che domanda. Degli asociali ovviamente. Tu vagheggi gli asocial network addirittura. Anzi, ma quale gruppo di asociali, ti metti da parte in un angolo, non lo sanno i tuoi lettori che sei la regina della tappezzeria? Ma sì, lo sanno anche loro.

Consigliaci un libro che noi siamo gente acculturata. A quelli che non conosci consigli sempre “La vita davanti a sé” di Romain Gary, ma probabilmente la gente acculturata lo avrà già letto.

Qual è la tua canzone preferita de Lo zecchino d’oro? Quarantaquattro gatti (in fila per sei con il resto di due…)

Hai qualche qualità eccezionale che nessuno sembra apprezzare (IDIOTI!)? Raccontaci. Sognavi l’occasione per raccontarlo, ma non capitava mai. Tu sei bravissima a fare le ordinazioni di caffè al bar per gruppi numerosi. Ovvero che ti ricordi i gusti di tutti. Circondata come sei da gente ad alto mantenimento che ordina solo caffè d’orzo in tazza grande macchiato con latte di soia tiepido, americano in vetro allungato con acqua frizzante e altre stramberie, sei in grado di recarti al bancone tutta sola e non sbagliare nemmeno un caffè, anche per persone che hai visto una volta sola otto anni fa.

In quale principessa Disney ti identifichi maggiormente e perché (vale anche per i maschi)? La Sirenetta, ovviamente. Innanzitutto perché non è una principessa e poi perché nella storia vera, di quel depressone di Andersen che scriveva solo fiabe tristissime, lei fa una fine tragica. Cogli l’occasione per annunciare che da qui a meno di una settimana sarai ad ammirare la statua della tua eroina da distanza ravvicinata (perché perdere l’occasione di vantarsi quando c’è?).

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La verità in faccia

C’è una ragione se non ti fai mai fotografare. In foto sei orrenda. Cioè, sei orrenda anche di persona, ma è una cosa alla quale una non pensa genericamente nella quotidianità di tutti i giorni, a parte i momenti davanti allo specchio per il trucco. In foto trovi spiattellata tutta la tua bruttezza senza pietà. Alla collega Manicomio dici sempre che vuole le foto con te per far risaltare di più la sua bellezza (non è vero, naturalmente: lei è così bella che non si nota nemmeno che nella foto ci sono altre persone).
Quindi, dicevi, fondamentalmente non ti fai fotografare mai. A volte però cedi, pensi che ti piacerà ricordare il momento in cui eri lì in quel posto che ti piaceva tanto o a fare quella cosa tanto divertente. E poi, ogni volta, lo shock.
Così per altri due anni niente foto. Stamattina stavi scaricando le foto fatte all’orto botanico di Cagliari e ne hai trovate anche due dove c’eri tu. Non te le ricordavi. Sicuramente le avevi rimosse.
Ti è preso un colpo.
Sembri tua suocera. Non è una battuta. E’ vero. Ti sei presa paura.
Hai sempre saputo di essere brutta, ma non pensavi così brutta.
Però ti è venuto anche da ridere. Hai pensato a tutti quei tizi che di tanto in tanto rispuntano dal passato pensando di volerne ancora. Sapessero che sei diventata così finalmente cancellerebbero il tuo numero dalla loro rubrica.
Stai pensando che quando qualcuno di questi si rifarà vivo risponderai con il file jpg. Vedi poi come scompaiono per sempre.

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Di buoni propositi e liste dei desideri

Nei preferiti di settembre finiranno sicuramente la gita a Torino con annessa mostra di Tina Modotti e visita all’Orto Botanico con tanto di coniglietti e scoiattoli e la mostra (questa a Milano) di Salgado.
Non parlerai in questo post (ma magari prossimamente sì) della tessera dei Musei della Regione Piemonte in confronto alla Carta Musei di Milano, che altrimenti ti sale la carogna, per non parlare dell’invidia. Solo, vorresti dire: ma quando c’è un modello figo, che funziona bene, perché non limitarsi a copiarlo invece che farne la versione “dei poveri” che non serve a nessuno?
Comunque, in seguito a questa infilata di mostre fotografiche (adori), il tuo buon proposito per la stagione 2014-15 sarà “almeno una mostra al mese”, cercando di non finire come l’anno scorso che l’abbrutimento mentale ti ha portato ad una depressione indescrivibile autoalimentata dall’incollamento al divano.
In più, non ti accontenti di aver fatto un bel viaggio questa estate e di essere in procinto di partire di nuovo: ti è venuta una fame di viaggi tale che sei andata a comprarti il taccuino Travel della moleskine (un quadernetto è sempre un buon palliativo). Lì dentro c’è una pagina dedicata alla wish-list dei viaggi futuri. Anzi, in realtà dovrebbero essere 4/5 pagine. La tua wishlist, alimentata anche da tutti i programmi televisivi cretini con gente che viaggia (da “Pechino Express” a – che Iddio ti perdoni – “Donna Avventura”), è in estensione continua. Ma ci sono un paio di luoghi per cui sei andata in fissa e fondamentalmente sono questi:
SEZIONE DESTINAZIONI LONTANE: Uzbekistan e Namibia.
SEZIONE DESTINAZIONI PIU’ A PORTATA DI MANO: Bretagna e Normandia.
SEZIONE DIETRO L’ANGOLO: le Langhe.
Quali sono i buoni propositi stagionali dei tuoi lettori? E la loro wishlist di viaggio?

(questo post finisce direttamente dentro la categoria “peggio scritti di sempre”)

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Inclinazioni artistiche (non pervenute) e impiccionaggine (in abbondanza)

Oggi, dopo tantissimo tempo (anni forse), sei tornata a fare un giro sul gruppo “Moleskinerie” di Flickr. Ecco, quello è davvero un gruppo stupendo.
Tu quest’anno non ti sei nemmeno portata la Moleskine dei viaggi in Turchia e un po’ te ne sei pentita, tant’è che all’aeroporto di Ankara ti sei comprata un quadernetto (delizioso), che però poi hai riempito solo per due pagine. Invece ci sarebbe stato tanto da raccontare dei posti stupendi che hai visitato, magari incollando qua e là i bei biglietti degli ingressi ai siti archeologici. Non ne sarebbe venuto niente di artistico, nulla a che vedere con certi reportage di viaggio che vedi lì su quel gruppo, ma qualcosa che ti avrebbe fatto piacere guardare magari a distanza di tempo, ricordandoti del bel viaggio. Come, dopo tanti anni, ti fa ancora piacere sfogliare le vecchie smemo di quando eri adolescente e appiccicavi foto, facevi scritte e scrivevi i fatti tuoi.
Hai sempre avuto un po’ il feticismo dei quadernetti, anche adesso che nell’era digitale sono rimasti in pochi quelli che li usano ancora (e tu men che meno) e adori questo ficcanasare nelle moleskine altrui, anche se il massimo sarebbe pescarle di nascosto nella loro borsa e sfogliarle senza permesso, dovessero anche contenere cose senza importanza tipo la lista della spesa e gli orari dei treni.
Dentro di te alberga un’impicciona mancata, che tornerebbe a vivere in Olanda solo per sbirciare dentro le finestre enormi prive di tende degli emeriti sconosciuti.
Prometti solennemente che per il prossimo viaggio sarai un po’ più documentatrice. Il prossimo viaggio è solo tra tre settimane, evviva!

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I preferiti di agosto – miscellanea

Qui trovano posto tutti i preferiti del mese di agosto non strettamente connessi alle vacanze.
– I Middlestein di Jami Attenberg, Giallo uovo di Carlo Flamigni (non un capolavoro e nemmeno un giallo eccelso, però ti ha molto divertita), Detective Story a doppio fondo di Mark Twain, Villetta con piscina di Herman Koch (un condensato di cinismo terrificante). Non male i due Bassotti Polillo che ti sei portata in spiaggia e nemmeno male La piramide di fango di Camilleri.
– Il museo del Novecento.
– Il rossetto Balsamo Lasting Finish Color Rush n. 500 The Redder the Better di Rimmel (uff, che nome infinito);
– Gli ombretti Chubby Sticks di Clinique nelle colorazioni Bountiful Beige e Fuller Fudge, tra l’altro comprati all’aeroporto di Istanbul e pagati meno che in Italia grazie al cambio favorevole;
– Il rampicante spontaneo che ti è nato sul balcone, ha proliferato e ha fatto anche dei bei fiorellini viola scuro.

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I preferiti di agosto – Sardinia edition

Ed ecco invece i preferiti della settimana passata in Sardegna (pubbico in delirio).
Che poi, a essere sinceri, tu non eri mica entusiasta dell’idea di andare in Sardegna. Perché all’inizio dell’estate si era parlato di un’isola greca. E anche quando siete tornati dalla Turchia, avete cominciato a guardare i voli per le isole greche. Sembravano anche andar bene, poi all’improvviso c’è stata un’impennata verticale dei prezzi. Così Stear ha tirato fuori l’ipotesi Sardegna. Hai abbozzato senza entusiasmo. Lui parlava di Alghero, hai guardato alcune foto di spiagge, va be’. Poi, mentre prenotava il volo, senza dirtelo, ha comprato i biglietti per Cagliari.
Ora, lo sai che è orribile da dire, ma tu non ne avevi mezza. Chissà perché, nella tua testa si prospettava la vacanza pacco, da famiglia italiana borghese. Perché nella tua testa bacata, la Sardegna non è il posto dove vanno quelli che viaggiano, che “girano il mondo” (come vorresti essere tu, riuscendoci solo in parte), la Sardegna è di quelli che si comprano la casa e che ci vanno tutti gli anni e quella è la loro distanza massima da dove abitano, che ci passano un mese e che nella loro vacanza fanno solo mare. Il che ovviamente va benissimo, semplicemente non è la tua idea di vacanza ideale.
Del resto si trovano forse in Sardegna targhe nei locali con la scritta “Hemingway è stato qui”? (inserire in questo punto le risate preregistrate).
Perché su una qualsiasi isola greca le cose avrebbero dovuto essere diverse? Non si prospettava forse una vacanza telo mare-bagno e viceversa? Boh. E però per te mentalmente era così.
Il fatto è che poi invece sei impazzita. Ora ci hai la saudade per la Sardegna. Non fai che pensare alla villetta sgarrupata col giardino stepposo e a come sei stata bene. Ordunque i preferiti:
– Villasimius: il mare, la spiaggia, il paesello. E le macedonie giganti della gelateria/piadineria.
– Pula: il mare, la spiaggia, il paesello e la chiesetta di Sant’Efisio praticamente sulla spiaggia.
– I fenicotteri, a frotte.
– Stendere il bucato al tramonto con in sottofondo il rumore del mare.
– L’orto botanico di Cagliari.
– Le gattine della villetta, da voi ribattezzate Patata e Cipolla, ruffiane e coccolose. Anche loro, ovviamente, te le volevi portare a casa.

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I preferiti di agosto – Turchia edition

Avrsti dovuto farlo due settimane fa questo post. Ora, con la memoria a bucherelloni, cosa pensi mai di ricordarti? Va be’.
– Il centro commerciale di Smirne sul molo costruito da Eiffel;
– Efeso, con menzione speciale per la biblioteca e le case romane;
– Le cicogne di Selcuk;
– Il teatro di Pergamo (Pergamo loro la chiamano anche Bergama e – lo giuri – esiste una Pergamo alta, antica e una Pergamo bassa, che è quella moderna dove ci abitano);
– Il Lago Salato in Anatolia;
– Il museo a cielo aperto di Goreme e la valle di Ihlara;
– Lo shopping ad Ankara;
– Le gite in barca a Fethyie;
– La tartaruga marina di Fethyie;
– I gattini, ovunque, in particolare a Efeso, ruffiani e coccoloni come non mai. Li volevi portare a casa TUTTI.

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