Il mondo visto da un commissariato di polizia

Siccome sei sbadata hai perso un assegno che ti aveva dato tuo padre. Per bloccarlo ti è toccato di andare a fare una denuncia al comando di polizia di Viale Certosa (pretenziosamente denominato Sempione) e siccome hai aspettato quasi due ore che fosse il tuo turno ritieni di essere stata sufficientemente punita per la tua sbadataggine.
Innanzitutto ti sei sentita irrimediabilmente vecchia e cougar, in mezzo a tutti quei poliziotti giovani, carini e prestanti (uno di questi ad un certo punto è uscito a correre con un paio di pantaloncini troppo aderenti, volevi chiamare l’unità coronarica) e ti sei anche domandata: “ma questi dopo i 30 anni dove li mandano?”
Poi, onore al giovane piantone gentilissimo, che quando sei arrivata ti ha detto: “Il suo turno è dopo la signorina lì” e lo ha detto con una noncuranza tale da aspettarsi che colei fosse davvero una signorina qualsiasi e non un transessuale con una faccia da Picasso che hai immediatamente pensato fosse venuto a denunciare il chirurgo plastico (invece no, era il furto del telefonino). Le persone in attesa prima di te comunque ti hanno stupito tutte. Inizialmente eri l’unica ad avere in mano un libro (poi è arrivato un tizio con un libro sulle onde elettromagnetiche!), ma l’aspetto più sorprendente è che comunque di tutti gli altri, anche quelli giovani, non ce n’era uno che spipolasse con lo smartphone e nemmeno che facesse una telefonata. Tutti lì ad aspettare compostissimi come in chiesa. O forse ad origliare le conversazioni tra i poliziotti, magari erano anche interessanti, tu nei hai ascoltata solo una, poco prima del tuo turno, c’era uno che diceva: “E ho fatto il lungomare fino a Gaeta, sono passato da San Felice, Sabaudia, sono stato a mangiare a …” e l’altro suggeriva gelaterie e locali e tu avresti voluto aggiungerti, dire: “Anch’io ero lì l’altro giorno e sono stata a Sabaudia e all’abbazia di Fossanova, ma poi si è messo a piovere…” (e con questa ti sei sfangata pure l’annuale post su Latina).
Poi è arrivato il tuo turno e insieme a te è entrato anche quello con il libro delle onde elettromagnetiche. In questo mondo in cui siete tutti ossessionati dalla questione della privacy tu hai potuto tranquillamente ascoltare che il tale era lì per denunciare lo smarrimento di due carte di circolazione (e va be’) e di due ciclomotori. Ovviamente le due carte di circolazione smarrite non erano riferite ai due ciclomotori smarriti. Come si fa a perdere non una ma due moto? Tu il tipo lì l’avresti trattenuto per accertamenti, ti sei limitata a commentare: “E io che ho perso solo un assegno, che banalità” e le matte risate col ragazzo che raccoglieva la tua deposizione.
Sei uscita da lì che ancora ridevi ed eri contenta poi di avere appuntamento a cena con Meg, così potevate ridere insieme.

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1 Commento

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Una risposta a “Il mondo visto da un commissariato di polizia

  1. pero’ 😀 onore a quello delle onde elettromagnetiche! 😀

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