o quattro

“Quando dicono tre o quattro, quel quattro sono io”.
(non sai di chi sia questa battuta, procacciatori di fonti cercasi)

Dopo tanto rimuginarci su, hai capito la fonte del tuo malumore. E’ che sei sempre circondata da gnocche galattiche e va bene in ufficio, ma uscirci pure la sera è proprio autolesionistico. Ti costringe a gare perse in partenza davanti all’armadio, allo specchio, al cassetto dei trucchi.
E ti rendi conto che forse era meglio non capirne la ragione, perché ora, più ci pensi e più ti senti inadeguata, ignorabile, brutta. E il malumore monta come la panna.

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15 commenti

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15 risposte a “o quattro

  1. oddio la sapevo, la sapevo benissimo, la citazione. domani sera son nel posto dove stanno tutti i miei libri e la cerco

  2. Em

    quanto mi piace leggerti. sì, anche così.

  3. fiamma

    amica, se non la pianti con questa cosa che sei brutta ti aspetta lui. sì, lui: il randello.

  4. Bis

    Sempre bello leggerti. Lascia perdere le gnocche galattiche, che sono tutte brave a far le galattiche quando nascono gnocche, “è bello vincere facile”.. meglio sentirsi galattiche da normali!
    B

  5. Caroline

    Se il malumore però ti fa scrivere di più, io sono contenta!
    Comunque, anche a me fanno incazzare le fighe supergalattiche, però bisogna anche considerare una cosa: noi siamo i peggiori giudici di noi stesse.

  6. Dan(iela)

    aaahhh, il bello di lavorare da casa…al limite devo competere con il cane (ma vince lui, è troppo bello 😉 )

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