Archivi del mese: febbraio 2013

Ci sono i saldi su Linkedin?

La cosa buona di non essere su Facebook è che non ti si possono ricicciare gli ex tramite quel canale. Non conosci le impostazioni di privacy e quindi non sai cosa potrebbero vedere e cosa no, ma pensi sicuramente più che su Linkedin. Ma forse ti sbagli.
Comunque non ti preoccupa che i tuoi ex vedano dove lavori, purché non cerchino di risalire al tuo numero di telefono dell’ufficio, come aveva fatto quel tale anni fa. Quel tale tra l’altro ora non c’è più su Linkedin, il che ti fa venire il sospetto che si fosse iscritto solo per cercarti, ma non vuoi indulgere in egocentrismo.
Il fatto è che un altro ex è risbucato tramite Linkedin. Questo, con molto più stile si è limitato a visitare il tuo profilo e poi ad andarsene credendo di non aver lasciato traccia. Invece a te è arrivata subito una notifica dal subdolo social network. Ma ancora non lo sanno questi che certi profili vanno visitati sloggandosi dal sito? Tu ovviamente così hai fatto. Per non dargli la stessa soddisfazione tua.
Perché sì, ti lasciò lui secoli e secoli fa, ma evidentemente non è mai riuscito a dimenticarti.
Comunque, vista l’impennata nelle visite, hai aggiornato la foto del profilo, che quella che c’era fino a pochi minuti fa risaliva al 2007.

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La cialtrona che sei

Per prima cosa sei tenuta a confessare che sabato, in preda ad un raptus ingiustificato, causato in gran parte dal fatto che l’ereader si era piantato senza ragione, sei finita al Libraccio e ne sei uscita con 4 libri. Quindi il progetto dieci libri va bellamente a farsi benedire. Dei libri della lista ne hai letti quattro comunque ed erano tutti libri belli. Domenica l’ereader è ripartito (ovviamente).
La cosa buona però è che hai cominciato a leggere “Cime Tempestose” (sì, non l’avevi ancora letto, abisso della tua ignoranza, già detto, si sa) e visto che questa settimana prenderai spesso la metro, invece che la macchina, se ti becca Librinmetro non fai brutta figura con in mano dei libri della vergogna.
Per quanto riguarda il tizio che ti ha ripescata su linkedin, devi ammettere che sei andata a sbirciare il suo profilo. Ovviamente prima ti eri sloggata, hai visto mai che si accorgesse che eri andata a curiosare. Non hai capito bene se adesso lavora in una società svizzera o proprio in Svizzera. La qual cosa spiegherebbe perché, con Milano città piccola che è, non lo incontri mai in giro. Con la tua intensa vita mondana, in particolare.
La cosa che ti ha colpita è che negli interessi personali c’era scritto “jogging” e “reading”. Passi il “jogging”, ma “reading” de che? “Reading la Gazza”, magari (no, oggi non si parla di calcio, va bene?). E ti sei interrogata sulla percezione di quello che le persone hanno di se stessi, rispetto a quella che gli altri hanno di loro. Ma chissà, forse negli anni è diventato un appassionato frequentatore di librerie e book club. Devi ammettere che l’ultimo che ha visitato il tuo profilo di anobii aveva il suo stesso nome di battesimo.

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Certa gente non molla mai

Stamattina hai trovato nell’email del lavoro una richiesta di Linkedin. L’ex amante storico vorrebbe aggiungerti alla sua rete professionale.
Il tuo primo pensiero è stato: “Oh che bello, è ancora vivo, sta bene” (aveva sempre sostenuto che sarebbe morto giovane, forse per darsi un’aria di fantomatico mistero, chissà). Il secondo, ovviamente: “Ancora qua stai?”
Lo ammetti, ti piacerebbe aggiungerlo, vedere che fa adesso. E forse per lui è lo stesso: vedere che fai dopo tanto tempo, come stai e se sei felice. Ma non riesci a crederlo, per via dei suoi precedenti. Di come in passato non avesse aspettato altro che un tuo “sto bene, grazie”, per tornare alla carica chiedendo con insistenza di vederti.
Che poi, perché? A quanto ne può sapere lui ora potresti pesare 110 chili ed esserti rapata a zero. Potresti essere incinta al settimo mese. Perché vale sempre la pena di provare? Perché non è meglio guardarsi attorno nel proprio presente invece di sfogliare la rubrica all’indietro e vedere se quella tizia di cent’anni fa la molla ancora?
Perciò pensi di ignorarlo.

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I preferiti di gennaio

Ecco, ancora una volta, il post sui preferiti del mese passato, giusto per non ridursi a pensare che nella vita una non fa altro che alzarsi alle 7.02 e andare a dormire verso le undici e mezza.
– I primi giorni del mese, a casa in ferie a leggere, leggere, leggere.
– La Muse tirata fuori dall’armadio, che ti fa sentire elegante anche quando sei vestita da sciattona.
– Lo smalto semi-permanente (grazie amica F.)
– La cena da Oldani e lui che quando vai via ti regala un cucchiaino da caffè (peccato solo che Meg non sia potuta venire).
– Il massaggio al Bella Vita.
– Entrare al Libraccio con Stear, trovare un librino della Berberova nuovissimo a prezzo stracciato e lui che decide di regalartelo.
– Le cene e i pranzi fuori, anche questo mese.
– La palette di ombretti Kiko “02 Sensuous Burgundy” della collezione Lavish Oriental, comprata coi saldi.

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