Archivi del mese: ottobre 2012

A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità (cit.)

Per prima cosa ti sembra che l’immagine mediatica di Stramaccioni sia enormemente migliorata da quello scivolone della partita contro il Torino. Non solo si è scusato pubblicamente, ma anche se sorride poco è molto più pacato, forse è più sicuro di sé, forse gli hanno affiancato un addetto alla comunicazione, forse ha capito da solo che la spocchia non paga.
El Sharaawi ti sembra un bravo ragazzo. Posato e tranquillo per i suoi 20 anni, per il talento che ha dimostrato finora e per la popolarità che ne è derivata. Ecco, appunto, la popolarità. Lo sa benissimo che è diventato l’idolo dei tifosi e un punto di riferimento per i ragazzi della sua età. Ecco perché gli chiedi di mettersi una mano sulla coscienza e fare qualcosa per quella sua cresta improponibile, che in tanti, troppi tamarri di tutte le età ultimamente stanno cercando di emulare. Non è tanto per lui, è per gli altri. Per favore.

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Accadde oggi

Oggi hai mandato una mail a una trentina di persone. In inglese. Una di queste ti ha risposto in rumeno. Pensava che tu fossi rumena.
Uno invece ti ha telefonato da Potenza per concordare con te il testo con cui ti rispondeva. Che era una cosa del tipo: “Per noi va bene”. Qual era il suo problema: che chiedevi una disponibilità dalle 2 alle 4 del pomeriggio, ma loro tornano alle tre dal pranzo.
Un collega ti ha chiesto se gli rivedevi delle traduzioni in inglese. Pensi che le abbia fatte con il traduttore automatico: erano così sgangherate che in alcuni casi mancavano i verbi. 
Il marito ti ha chiamato per dirti che in riunione un tizio oggi ha detto: “Credo che vadi bene”. 
Hai caricato su iTunes la musica che ti ha passato l’amico metroicon: c’era pure Lana del Rey. Non sei un po’ vecchia per Lana del Rey?

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22 ottobre 2012 · 16:46

La persecuzione della 40

Ieri, domenica a spasso del Comune di Milano, divieto di usare le auto. Pranzo fuori con la famiglia di Stear, in un ristorante raggiungibile a piedi, nei pressi del Cimitero di Bruzzano.
Fine del pranzo. Tu e Stear avete deciso di andare a vedere una mostra in Triennale.
Papà di Stear: “E come ci andate?”
Stear: “Col treno. Scendiamo in Cadorna”
PdS: “Da qui potete prendere la 40, va in centro”
Tu: “Ma la 40 non va in centro!”
PdS: “Eh va be’”

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L’inaspettato ritorno delle conversazioni surreali

Riassunto della serata di ieri a cena con la tua amica Meg.

Meg: “Ma secondo te perché mi sento così? Ma io secondo te sono così? No, ma come devo fare con mio marito, perché lui fa così, come faccio a fargli capire?”
Tu: “Basta con questa falegnameria cerebrale!”
Meg: “Hai ragione, parliamo di cose allegre. Stavo pensando ai festeggiamenti per il mio compleanno, volevo fare una cosa epocale, tipo volevo fare un week-end in Cina coi bambini…”
Tu: “Un week-end? In Cina? Sei impazzita?”
M: “Be’, c’è gente che va a New York a fare il week-end di shopping prima di Natale, quindi perché no?”
Tu: “Ma che sbattimento! Mi sembra più fatica che altro”
M: “E noi, dove potremmo andare noi due per festeggiare? Londra? Ma Londra è un po’ scontato…”
Tu: “Facciamo come gli uomini, andiamo in quei paesi dell’Est, tipo Vilnius, Tallinn… Anzi no, che lì i maschi sono brutti, andiamo a fare un week-end in Kenya”
M: “In Kenya? Ma non era la Giamaica?”
Tu: “Be’, io ho pensato che il Kenya era più vicino. Vuoi fare un week-end in Giamaica?”

Momento di pagare, acchiappate i bigliettini della fortuna alla cassa, uscite.
M: “Il mio dice: L’intenzione è la passione del cuore che vuole farsi azione. Ma cosa vuol dire? Aspetta, lo rileggo. L’intenzione… mah. Vado dentro a prenderne un altro”
Tu: “Il mio dice: Trova un bisogno e soddisfalo. Tu hai la falegnameria cerebrale anche sui bigliettini della fortuna!”

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Lise va allo stadio

La prima cosa che si capisce di te vedendoti al derby (ma allo stadio in generale o in un qualsiasi evento pubblico) è che non sei su facebook. Infatti non scatti foto a raffica del campo, dei calciatori, di te con San Siro sullo sfondo o con Handanovic alle tue spalle. E nemmeno con ex personaggi famosi seduti dietro di te.
La seconda cosa è che non sapresti dire se c’era il rigore o l’espulsione, perché hai seguito la palla e solo la palla (cara grazia) e avresti voluto la moviola per rivedere gli eventi dubbi (o magari anche non dubbi, però che non avevi visto bene). Però i fuorigioco del caso li hai visti eccome.
Comunque per te il derby è stato:
– vedere che i calciatori sono esseri umani veri, non solo immagini riprodotte dalla televisione;
– vedere il pallone insaccarsi e non poterci praticamente credere, senza nemmeno aver capito chi aveva segnato, scattare in piedi gioiosa sorridendo al sciuro accanto a te altrettanto festante, mentre il boato della curva nord scuoteva lo stadio;
– patire per i 90 minuti successivi, in particolare per il gol sbagliato da Milito;
– i cori della curva Sud contro Cassano e lui che va a tirar su la risposta della tifoseria interista;
– Andrea Ranocchia che dopo l’ennesima azione difensiva ben riuscita fa cenno alla curva per avere sostegno e sentire sopra di te la risposta dei tifosi, che va avanti praticamente fino alla fine della partita;
– il fragore degli interisti negli ultimi secondi di gioco;
– la squadra che viene sotto la curva a salutare il suo pubblico festante;
– il chiasso sopra di voi all’uscita e anche fuori dallo stadio, i motorini soprattutto, manco si fosse vinto lo scudetto.
E stamattina svegliarti e leggere l’intervista di Stramaccioni e le sue bellissime parole nei confronti dei tifosi e perdonargli tutto.

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I preferiti di settembre

Settembre è stato un mese da incubo. Un mese faticoso, pieno di burocrazia, di ansie e di faccende che andavano storte, nascondendo insidie e rotture di scatole. Un mese di liti, di telefonate insidiose e di scocciatori.
Hai perciò bisogno di segnarti qui tutte le cose belle che hai fatto a settembre, come fanno quelle dei video di make-up che raccontano dei prodotti con cui si sono trovate bene.
I tuoi preferiti sono stati:
– gli occhiali nuovi, che ancora non hai capito se ci vedi meglio di prima oppure no, ma ti stanno benissimo e mieti complimenti a raffica.
– truccarti coi pennelli invece che con le spugnette e gli applicatori in dotazione nelle trousse: un’altra vita, proprio.
– il top coat di Dior che asciuga subito e quando dici subito è già asciutto.
– la crema destoccante di Yves Rocher, che tutti ti chiedono se sei dimagrita o hai cominciato a fare sport e invece pesi uguale e non ti muovi neanche con la gru.
– cucinare il polpo.
– i muesli Vitalis di Cameo, che mangeresti a mestoli.
– il gruppo di lettura di Furore su anobii, che dovresti gestire tu e invece fai meramente la segreteria spicciola e hai dei commentatori così brillanti e intelligenti che i tuoi commenti sono superflui e sono loro a fare tutto il lavoro duro, tipo riportare pezzi tradotti dall’originale. Per non parlare del romanzo che è un capolavoro assoluto.
– andare all’outlet di Marni, provare quaranta cose e non comprare niente.
– la gatta addormentata sulle gambe del marito: una tenerezza che non finiva più.

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