La vita interessante

Leggi “Autobiografia di Alice Toklas” e pensi con riconoscenza e invidia alla vita di Gertrude Stein, alle persone straordinarie che doveva aver incontrato e invitato a casa sua tutti i sabati sera e alla vita interessante che aveva fatto. Senti la tua collega raccontare della sua vita al collega nuovo, dei posti all’estero dove ha vissuto e pensi che anche lei ha avuto finora una vita interessante a modo suo. Pensi a te stessa e ti ricordi che per un breve periodo della tua vita, quando avresti voluto diventare una scrittrice, eri riuscita anche tu a circondarti di gente interessante, di scrittori deliziosi e che forse, se avessi perseverato, avresti anche tu un bel salotto, non certo come quello di Diotima, con quei cervelloni e la falegnameria cerebrale, ma intelligente e spiritoso, come quello di Gertrude Stein, che dice che ridevano sempre tantissimo.
Ti ricordi per esempio che una volta eri in macchina con due scrittori e temevi fortissimo che ti abbandonassero all’autogrill e invece no e uno di loro raccontò un episodio assurdo della sua vita e dopo ridevate un sacco tutti e tre e quando finiste di ridere lo scrittore in questione vi minacciò: “E’ mio questo episodio, non lo usate per i vostri racconti!” E giù a ridere di nuovo.
Poi pensi ai tuoi amici e sono quasi tutti persone interessantissime, anche se non diventeranno probabilmente mai artisti famosi, pensi a come ti diverti con loro e non fa niente se non scriverai mai un’autobiografia della gatta Pina e della gente che è passata da casa vostra. Sono tutte persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene, sei fortunata, va bene così.

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13 commenti

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13 risposte a “La vita interessante

  1. quando io penso ai miei amici una cosa che mi emoziona e mi inorgoglisce parecchio è rendermi conto che delle persone così fighe abbiano scelto di essere amiche mie.
    🙂

  2. Caroline

    I miei amici, anche se non diventeranno mai artisti famosi, sarebbero personaggi interessanti per un romanzo, una serie televisiva o una commedia. Tutto quello che ci succede sarebbe materiale interessante per tesserci una trama o creare un soggetto cinematografico ma io sono troppo pigra per rendere tutto questo immortale.

  3. Anch’io quando ho iniziato a leggerti, (quando ti leggevo sul vecchio blog e quando non eri ancora una donna sposata) pensavo che la tua fosse “una vita interessante”.
    Ma forse è colpa mia, all’epoca ero giovane, avevo solo 23 anni e la vedevo molto diversamente da adesso, che sono all’alba dei 27. Baci. Marissa.

  4. Che cosa intendi per “incartapecorire”? Arrabbiare? Innervosire? Deprimere? In ogni caso, scusami.
    Forse non mi sono spiegata bene. Ci riprovo.

    Da quello che scrivi nel post si direbbe che “la vita interessante” sia quella di gente che vive in grandi metropoli, ha un lavoro di successo, una carriera che ogni giorno comporta sfide nuove, nuovi contatti, nuove persone da incontrare, nuovi amici da conoscere, nuovi viaggi da intraprendere…il tutto ovviamente (se sei donna) su un paio di tacchi altissimi, con vestiti alla moda, con i capelli e le unghie appena fatte, con lo shopping che è solo in via montenapoleone, con l’i-phone che squilla in continuazione… aperitivi da prendere con gli amici, nella Milano da bere (o qualsiasi altra grande metropoli!) vernissage a cui partecipare, mostre da vedere, feste a cui andare, weekend al lago, fidanzati che cambiano, che dormono da te il sabato sera… Insomma, è questa la definizione di “vita interessante”, no? Una vita mondana, quella che si descrive molto bene in Sex and The City, che incarana alla perfezione Carrie Bradshaw e le sue amiche…
    E non ti nascondo che io pensavo davvero che la tua vita fosse così, qualche anno fa…Magari lo era. O magari no, è solo un’idea che mi ero fatta io leggendo i tuoi post.

    E invece poi, si scopre che, alla fine, tutti quanti siamo alla ricerca dell’Amore, vero, unico, travolgente…l’unico comune denominatore della vita….e (come avviene in Sex and The City) ci si sposa con l’uomo che ci ha fatto innamorare, l’unico che non ci ha fatto soffrire e piangere come quelli precedenti, (anche se si è sempre detto Il matrimonio? Mai!!!) si vive insieme in un appartamento che, chissenefrega se non è più in centro, in mezzo ai locali e alla movida urbana….le feste del sabato sera vengono sostituite con delle serate passate in casa a preparare una cena con gli amici, i tacchi si mettono da parte per un paio di ciabattine comode, e invece di andare a fare gli aperitivi si sta in casa a preparare le torte e a sperimentare ricette nuove. E soprattutto, il lavoro e la carriera non sono più un fulcro importante in cui tutto ruota intorno, ma soltanto una componente della vita, che è giusto che ci sia, ma rappresenta solo una parte.

    Non si diventa dei top manager famosi, degli scrittori, delle celebrità, ma si vive bene, sereni, felici della realtà che si è costruita, delle consapevolezze raggiunte, dei traguardi conquistati, delle persone di cui ci si circonda…(come scrivi tu nelle ultime righe di questo post!)….Si trova la propria strda, il proprio equilibrio, il proprio Modo per Stare Bene. E forse, è proprio per questo che la vita è meravigliosamente interessante….

    Fammi sapere se mi sono spiegata. E scusami ancora per averti fatta “incartapecorire”.

    • aiuto, che commento lungo! 🙂
      incartapecorire nel senso di farmi sentire vecchia, come la cartapecora appunto 🙂
      veramente no, per vita interessante io intendevo una vita come quella che ha condotto Gertrude Stein nella prima metà del Novecento, circondata da grandi artisti: pittori, scrittori, filosofi, matematici perfino ed erano artisti straordinari: Picasso, Matisse, Hemingway, Fitzgerald, insomma gente che ha cambiato la letteratura, la pittura, ecc. e che andavano tutti a casa sua il sabato sera. Chissà che conversazioni intelligenti che facevano!
      E per un certo periodo della mia vita, ma prima di cominciare a scrivere il blog, ho avuto degli amici scrittori, un paio di questi sono diventati anche abbastanza conosciuti adesso e quindi pensavo che mi piacerebbe essere una specie di piccola Gertrude Stein, ma poi alla fine non è importante, perché anche con i miei amici di oggi faccio tutto sommato delle conversazioni intelligenti e quindi va benissimo così, anzi, mi reputo fortunata.

  5. fiamma

    ih, amica, che bel post:)
    non saremo mai delle gertrudestein, ma sì, siamo fortunate- in qualche strano modo obliquo:)

  6. edi

    (comunque questa cosa che voi vi conoscete è stupenda) :o)

  7. Elena

    Non so se hai visto Midnight in Paris: io la Stein me la immaginavo esattamente così, una Kathy Bates simpatica e un po’ caciarona che accoglie con naturalezza Picasso e gli altri. Anche se io, caratterialmente, sarei stata probabilmente più una Alice Toklas.

    • ho adorato quel film! onestamente a me dal libro pare che la stein fosse una tipa veramente tremenda, ma del resto lei picasso lo conosceva da quando era solo un morto di fame, per forza non ne aveva soggezione 🙂

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