Archivi del mese: giugno 2012

Le ferie

Tu in genere vai in vacanza a luglio. Ti piace di più, il clima è più stabile, c’è un po’ meno gente in giro, il fratello di Stear vi tiene la gatta.
Quest’anno con il cambio di lavoro hai dovuto contrattare con la nuova capa le ferie a ridosso, perciò ti toccano le ultime tre di agosto. Va be’, pazienza, vacanze con la gatta, aspirazioni ridimensionate (tu volevi andare in Namibia, il marito in Turchia), viaggio più rustico e meno chilometri. Chi si lamenta, sono sempre vacanze.
E poi l’amica F. vi ha invitati ad andare a trovarla in Umbria, il posto è bellissimo e la compagnia anche.
Tutto questo per dire cosa? Per dire all’onorevole Cicchitto che se lo fai tu lo possono pure fare loro senza tanto lamentarsi

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Ma certa gente?

L’altro giorno eri al bar con due colleghe e stavate beatamente chiacchierando, quando un signore di una certa età, seduto a poca distanza da voi, vi si è rivolto agitando una bottiglietta d’acqua. Ti sei alzata verso di lui, pensando che avesse bisogno di una mano (forzuta) per aprirla, invece vi ha chiesto se ne volevate un po’ che lui non la beveva tutta.
No grazie, e siete tornate alla vostre chiacchiere.
Dopo un po’ il sciuro lì vi si è nuovamente rivolto, a te in particolare, per dirti che voleva ringraziarti, perché eri stata molto gentile, che era una cosa rara, che la sensibilità non si trova più e che è tipica delle donne e che le donne sono molto più gentili degli uomini e molto più sensibili, anche. E lavorano il doppio!
“A volte mi domando cosa voi donne ve ne facciate degli uomini”.
Voi tre sorridevate imbarazzate e comprensive.
“Lei, per esempio”, ha continuato rivolgendosi a te, “Quanti ne ha fatti fuori?”
Tu hai fatto un risolino imbarazzato: “Spero nessuno!”, hai risposto.
“No, ma mi interessa!” ha insistito.
In quel momento per fortuna è entrato nel locale una quarta collega, che ha portato gradito scompiglio, doveva andar via con una di voi, vi siete alzate tutte, avete salutato il sciuro e siete andate via.
La sera poi ci ripensavi e all’inizio ti è venuto da ridere, poi ci hai ripensato e ti sei detta: “Ma come si permette questo qui? Chi l’ha mai visto né conosciuto? Cosa ne sa di me e di quello che gli uomini hanno fatto a ME?”
E ti è venuto un nervoso… 

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Il ritorno della filosofia del pallone

Volevi solo dire che bello e che bravo Balzaretti, ti è piaciuto in partita e ti è piaciuto dopo, durante l’intervista, rilassato e gentile, sorridente. Che differenza con Buffon seduto lì accanto (che buffo: grande e grosso dentro la poltroncina minuscola sembrava seduto su una seggiolina dell’asilo), con l’aria torva, polemico, fastidiosissimo come un principe oltraggiato.
Mentre Balzaretti, così tenero e sorridente, l’espressione che ha fatto quando ha detto che la famiglia era andata a vedere la partita era piena di dolcezza e allo stesso modo ti è piaciuto il modo in cui ha parlato con i bambini di Finale Emilia, mentre Buffon se n’era già andato (gli costava tanto rimanere tre minuti e parlare con un bambino che ha perso tutto tranne l’ammirazione per un campione?).
No, poi volevi dire che tu Balzaretti l’hai tenuto tutto l’anno al Fantacalcio, uno dei pochi che hai comprato all’inizio e mai più venduto e non te ne sei mai pentita, che tu per certi hai l’occhio lungo e lo puntavi già da un bel po’.

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E invece no

Niente, volevi mezzo fare un post di filosofia del pallone, sui gay, Cassano, i metrosexual e Cecchi Pa(ll)one, ma poi hai deciso di no.
C’è questo collega giovane che tra poco andrà via perché gli scade il contratto e a tutti voi piange il cuore perché lo adorate. Con questo collega tutti i giorni vi dite cose come: “Sto andando a buttarmi dal cornicione, vuoi venire?” o: “Verso le tre e mezza mi butto di sotto, mi accompagni?”
Oggi vi dicevate queste cose in mezzo ad altri colleghi e una di loro ha detto: “Ma no, oggi no, che stasera c’è il concerto, semmai domani!”
Perché sì, siccome sei vecchia, hai deciso che devi fare le cose che non sai se farai mai più, tipo un concerto a San Siro, perciò cogli l’occasione di andare al concerto di un’altrettanto vecchia: Madonna.
Poi però hai pensato: “ma ho appena comprato sei libri su Bookrepublic (di cui uno è una raccolta di sei romanzi di Dickens), mica mi posso buttare di sotto adesso!”
Se poi pensi a tutti i libri che hai comprato, in carta e in ebook, non ti basta tutta una vita per leggerli, per non parlare di quelli che vorresti leggere. Alla tua età (tu e i concerti da vecchie) non hai ancora letto Checov! E Dick! E mille altri che il lettore vorrà nominare.
Insomma, niente cornicione per un bel po’.

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Il post pre-estivo

Tutta questa ossessione per la magrezza da parte di colleghe già ossute non la capisci proprio. Colleghe che speri di non vedere mai in costume, per la tristezza che ti farebbero, che ti verrebbe da dir loro: mangia un po’ per favore, non vedi che sei orrenda?
Certo, non vuol dire che poi ci stai bene tu in costume, coi tuoi coscioni da San Daniele dop e i rotolini di Budda, a litigare davanti agli espositori di costumi col reggiseno imbottito, pensati appunto per gente come le colleghe di cui sopra.
Però giuri e spergiuri che non faresti cambio con loro, mai e poi mai.

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La vita interessante

Leggi “Autobiografia di Alice Toklas” e pensi con riconoscenza e invidia alla vita di Gertrude Stein, alle persone straordinarie che doveva aver incontrato e invitato a casa sua tutti i sabati sera e alla vita interessante che aveva fatto. Senti la tua collega raccontare della sua vita al collega nuovo, dei posti all’estero dove ha vissuto e pensi che anche lei ha avuto finora una vita interessante a modo suo. Pensi a te stessa e ti ricordi che per un breve periodo della tua vita, quando avresti voluto diventare una scrittrice, eri riuscita anche tu a circondarti di gente interessante, di scrittori deliziosi e che forse, se avessi perseverato, avresti anche tu un bel salotto, non certo come quello di Diotima, con quei cervelloni e la falegnameria cerebrale, ma intelligente e spiritoso, come quello di Gertrude Stein, che dice che ridevano sempre tantissimo.
Ti ricordi per esempio che una volta eri in macchina con due scrittori e temevi fortissimo che ti abbandonassero all’autogrill e invece no e uno di loro raccontò un episodio assurdo della sua vita e dopo ridevate un sacco tutti e tre e quando finiste di ridere lo scrittore in questione vi minacciò: “E’ mio questo episodio, non lo usate per i vostri racconti!” E giù a ridere di nuovo.
Poi pensi ai tuoi amici e sono quasi tutti persone interessantissime, anche se non diventeranno probabilmente mai artisti famosi, pensi a come ti diverti con loro e non fa niente se non scriverai mai un’autobiografia della gatta Pina e della gente che è passata da casa vostra. Sono tutte persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene, sei fortunata, va bene così.

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