Grazie tante

Ma basta con questa servitù al Barcellona pure quando perde. Basta con questa servitù mentale dei giornalisti, che pure quando il Barcellona esce dalla Champions (toh guarda il Chelsea che sembrava che sarebbe uscito col Napoli e adesso è in finale, non gli si vuol dire una parolina carina?) e dai giochi per il campionato si trova il modo di osannarlo comunque, indirettamente. Tutti lì, i giornalisti a dire: “Guardiola si prende un anno sabbatico perché è stanco, ci dà una grande lezione di libertà”.
Che poi guarda caso, se ne va proprio quando il Barcellona comincia a perdere, sarà pure stanco, non dici di no, ma non è che è anche un po’ demotivato?
E comunque, se tu potessi permettertelo, pure tu la daresti al mondo una grande lezione di libertà. Altro che un anno sabbatico, per piacere. 
Sempre in tema di cose che non stanno né in cielo né in terra, il finale di Udinese-Lazio di ieri sera ti sarebbe sembrato una faccenda da romanzo dell’assurdo, se non fosse finito in rissa, dove non c’era più niente di comico, ma solo spintoni e male parole e pessimi esempi. La Lazio che decideva di non andare in televisione a parlare e probabilmente faceva bene e tu guardavi Guidolin tremare davanti al microfono e pensavi: “Quest’uomo stanotte non dormirà” e poi lui ha detto una cosa che tu lo avresti voluto abbracciare e hai pensato che se potessi scegliere sarebbe il padre che non hai avuto e Stear ti diceva: “Ma cosa sta dicendo? Non capisco” e invece tu lo avevi capito benissimo e gli hai spiegato: “Sta dicendo che fino all’altro ieri l’Udinese era una squadra che non andava neanche in Europa e adesso la qualificazione alla Champions è un fatto che si dà per scontato e se non arriva guai”. E ti sembrava a disagio a star lì a dire queste cose, come un giardiniere amorevole davanti alle rose calpestate dai figli del padrone, anche se forse sei tu che proietti te stessa in qualcosa che ti sembra di vedere in lui. In un uomo che sembra non credere al miracolo che ha creato in una provincia che si fa perfino un po’ fatica a posizionare sulla cartina geografica, come se stesse lì a guardarsi le spalle, a togliersi i meriti lui per primo prima che lo facciano altri e con molta più cattiveria, perché in fondo è un attimo. Lui che quando giravano le voci che lo voleva l’Inter ha detto chiaro e tondo che non se ne va da Udine, come non se ne è voluto andare Di Natale, perché è come se avesse detto: “Sto bene qui, non voglio le pressioni della grande squadra, preferisco vivere tranquillo, anche se questo significa non vincere magari mai nulla, ma avere comunque tante soddisfazioni”. Altro che Guardiola, se non è una grande lezione di libertà questa.
Chiudi con l’ultima cosa che ti sembra non stare né in cielo né in terra (ma evidentemente in terra ci sta eccome). Chiedevi scherzando al collega di Udine stamattina in ascensore: “Eri allo stadio ieri sera?” e lui ti ha risposto di sì, che è tornato a Milano dopo la partita e tu non ci potevi credere che si fosse sciroppato tutte quelle ore di macchina a quell’ora di notte. E invece.

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3 commenti

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3 risposte a “Grazie tante

  1. Infatti anche io al prossimo colloquio dirò che mi sono presa un anno sabbatico. Ma nel mio caso è solo disoccupazione. Ciao Lise.

  2. uff, dovevo commentare prima di ieri sera.

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