Irrequietezza

La tua irrequietezza degli ultimi giorni si rispecchia in tante cose, che pensi di scrivere e che ti restano nei polpastrelli.
Desideri una tazza allegra per bere la tisana in ufficio, invece di una qualsiasi delle mille, tutte tristi, che già possiedi. Ma perché comprare una tazza quando ne hai già dieci? Così ti tieni le tue tazze tristi e cerchi di tirarti su il morale con il contenuto farlocco (la tisana al cioccolato, per dire). Non funziona. Ma non funzionerebbe neanche la tazza comunque. Forse è la primavera.
Guardi nel cortile le giovani donne dell’azienda che condivide lo stabile con voi: sono tutte carine e tirate a lucido e ti ricordi con nostalgia di quando anche tu eri giovane e ti tiravi a lucido, mentre ora te ne vai in giro con le ballerine slacciate e al pensiero dei tacchi non ti alzeresti neanche dal letto.
Ripensi con tenerezza ad un pomeriggio passato con le amiche in libreria, arrampicata su scale altissime, tu che soffri di vertigini, per tirare giù volumi vetusti e impolverati, da mostrare alle suddette amiche come tesori inestimabili. I suddetti volumi ora, naturalmente, stanno in un angolo di casa tua senza essere letti, ma arriverà il loro momento, questo lo sai già e in fondo i libri sono ormai l’unico lusso che non smetti di concederti.
Non ti capaciti dei colleghi che attendono con ansia il venerdì: in genere i tuoi finesettimana non prevedono attività più piacevoli di quelle del resto della settimana. L’unico aspetto è che non suona la sveglia, ma tanto ci pensa la gatta a tirarvi giù dal letto ad orari antelucani, grattando furiosamente contro la porta. Anzi, si può pure dire che durante il finesettimana lei ha più tempo per tentare di aggredirti, tipo ieri che quasi ti cavava un occhio.
Inspiegabilmente però le vuoi bene lo stesso, come se non ci fosse un vero motivo dietro l’affetto per un animale o un essere umano, così la mattina ti si spezza il cuore quando uscite, lei si dispera, tenta di impedirvelo in tutti i modi e poi vi guarda con occhioni da trudy mentre finalmente infilate la porta.
Insomma sei inquieta: ti aggiri qua e là nella tua mente, come una pallina di un flipper che si dirige verso la buca sbattendo dappertutto.
Là fuori fioriscono i pruni e le magnolie e la loro bellezza contribuisce ad aumentare la tua malinconia.
Sempre più spesso ti accade di pensare che “il futuro non è più quello di una volta” (cit.).

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9 commenti

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9 risposte a “Irrequietezza

  1. falle cadere.
    le tazze, dico, quelle tristi. falle cadere a terra e lasciale rompere “per errore”. sicuramente ci sarà più spazio per un’eventuale nuova tazza allegra, e in più – te lo assicuro – rompere cocci è una pratica che dà gusto e pure un po’ liberatoria. soprattutto quando vorresti rompere altro!

  2. da inquieta a inquieta, quanto è azzeccata la metafora della pallina del flipper. Sì, dai, diamo la colpa alla primavera. 😐

  3. Caroline

    Anch’io mi sento inquieta. Anche preoccupata per la verità. Guardo film anni ’80 e ’90 e mi struggo dalla nostalgia di quell’epoca che adesso mi sembra bellissima perché piena di promesse. Il problema è che le promesse non sono state mantenute.

    • sì, anch’io sento nostalgia di quanto tutto mi sembrava possibile (ieri mi ci è venuto anche da piangere per dire), ma non so se era così perché eravamo più giovani o perché l’epoca era quella. però capisco cosa intendi

      • Caroline

        Secondo me tutte e due: epoca diversa, età diversa. Adesso è il momento dei bilanci e i miei non mi piacciono tanto.

  4. A proposito di tempo che se ne e’ andato, a me si sono inumiditi gli occhi quando in un canale digitale ho visto uno spezzone della sit com I Robinson.

  5. miononnoincarriola

    Che brava che sei.

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