Archivi del mese: marzo 2012

Crisi

Finalmente puoi dichiarare di avere la crisi dei quarant’anni senza che la gente pensi che stai scherzando. E’ un pezzo che hai la crisi dei quarant’anni, sei sempre stata una bambina precoce, anche da vecchia.
Da settimane ti aggiri insoddisfatta per i sotterranei della tua vita, senza riuscire a riemergere dal cumulo di polvere che ti porti appresso. Cerchi soluzioni temporeanee nei cioccolatini alla grappa Nonino (hai sempre pensato, senza averla mai vista, che Udine occupa un posto speciale nel tuo cuore), soluzioni che scadono non appena finisce l’effetto della grappa. Del resto, perché metterci del cioccolato intorno?
Non passa il broncio perenne, che non ti dà motivi per alzarti dal letto, non fosse la sveglia che suona quattro volte e la gatta che raspa dalla porta della cucina.
Come altro palliativo riempi i carrelli delle librerie online, poi ti arrabbi con te stessa, con la furia accumulatrice, il consumismo, pensando che compri milioni di libri che non leggi, faresti meglio a leggerli intanto, allora saresti giustificata, così svuoti tutto, fai piazza pulita e pensi con rimpianto a quel delizioso libro a soli € 6,99, che tanto sarà lì anche domani, dopodomani, anzi tra sei mesi probabilmente costerà anche meno.
Vorresti startene a casa a leggere, tutto il giorno, poi quando sei a casa fai tutt’altro.
Chissà cos’è, questa insoddisfazione di chi ha tutto e non vuole niente.
Un po’ l’inferno sono gli altri, un po’ l’inferno è dentro di te, si è messo comodo e ha preso possesso del telecomando.

4 commenti

Archiviato in Senza categoria

La vita dopo Dio

(un titolo che piacerebbe a Gianluca Rossi)
Quando Ranieri allenava la Roma pensavi che il problema fossero i calciatori, tipo che se non facevi giocare Totti i tifosi ti venivano a minacciare sotto casa con le bombe a mano, perciò toccava metterli in campo per forza, anche se facevano schifo.
Ma adesso, dopo questa cosa di Forlan, hai capito che la colpa è sua, di Ranieri proprio. Perché un allenatore di serie A, un allenatore di una squadra con ambizioni non alte ma altissime avrebbe dovuto fargli più o meno questo discorsetto a Forlan, dopo che la settimana scorsa si è rifiutato di entrare in campo: “Diego ti interessa Juve-Inter? Allora fatti Sky, che manco in tribuna ti voglio vedere”.
Mourinho l’avrebbe fatto, Mancini l’avrebbe fatto, forse addirittura l’avrebbe fatto persino quel bonaccione di Benitez.
Il fatto è che a te umanamente Ranieri non dispiace. Cioè, anche tu immagini che non sai se saresti capace di tener fuori un campione internazionale pagato fior di quattrini (anche se ieri pare abbia giocato malissimo), ma tanto tu mica fai l’allenatore di serie A. E tra l’altro in tutti questi anni di vita hai imparato una cosa importante. Una lezione di vita insomma, che non ha niente a che vedere col pallone, ma che dovresti tu stessa ricordarti più spesso: non sei mai così libero nella vita come quando non hai niente da perdere.
Ora come ora né lui né l’Inter hanno niente da perdere, ma niente davvero, né il posto (perché tanto si sa già che in estate arriverà qualcun altro), né la posizione in classifica, visto che tanto comunque la serie B anche per quest’anno sembra scampata, il resto è tutto da guadagnare.
Allora ci sarebbe questo discorsetto da fare ai signori calciatori strapagati per catafottersene e non portare risultati apprezzabili: “Se non avete voglia state a casa, tanto perdere per perdere si può anche perdere 3 a 0 a tavolino, però finché ci sono io se volete vedere un campo erboso potete andare a giocare a golf”.
A costo se proprio, di mettere in campo la primavera, che ieri ha vinto la Next Generation Cup contro l’Ajax, in dieci e con l’arbitro che remava contro. Tant’è che infatti Moratti è andato a vedere loro a Londra, piuttosto che la prima squadra a Torino.
Il futuro è nei giovani.

4 commenti

Archiviato in Senza categoria

Smemoria

Stamattina hai trovato in posta una richiesta di contatto su Linkedin. Uno che dichiarava proprio che siete amici. Il nome del tizio in questione ti diceva e non ti diceva, così sei andata a vedere il suo profilo. La faccia nella foto ti era completamente sconosciuta, ti sei messa a leggere il cuo curriculum e hai pensato: “Ammazza che figo”. Ambasciata canadese, collaborazioni internazionali a raffica, una pagina infinita e tutto a partire dal 2007, perché si vede che c’era già abbastanza roba così.
Hai riflettuto un po’, poi hai pensato che forse si era sbagliato e ti confondeva con qualcun’altra, così hai cliccato sul link: “Non conosco questo tizio”.
Ecco, in quel preciso istante, che bello spirito della scala, ti sei ricordata di lui. Conosciuto su chissà quale chat un milione di anni fa (poteva essere la fine degli anni Novanta?), le mail chilometriche che vi scambiavate, le telefonate fiume. Tu non facevi che pensare che fosse troppo intelligente per te.
E infatti guardalo lì, con tutte le sue promesse mantenute.
Poi vi eravate incontrati, avevate anche limonato, ma non aveva funzionato. Una litigata da pazzi al telefono e ognuno per la sua strada.
Ecco.
Ora lui risbuca dal passato, si ricorda di te e tu dichiari di non conoscerlo.
Lì per lì ti è dispiaciuto: oltre che essere intelligente era simpatico, dolce, perbene. Poi hai pensato sia meglio così. Anche se non te lo immagini a spulciare sul tuo profilo, preferisci che non venga a vedere che fallimento sei diventata.

6 commenti

Archiviato in Senza categoria

Irrequietezza

La tua irrequietezza degli ultimi giorni si rispecchia in tante cose, che pensi di scrivere e che ti restano nei polpastrelli.
Desideri una tazza allegra per bere la tisana in ufficio, invece di una qualsiasi delle mille, tutte tristi, che già possiedi. Ma perché comprare una tazza quando ne hai già dieci? Così ti tieni le tue tazze tristi e cerchi di tirarti su il morale con il contenuto farlocco (la tisana al cioccolato, per dire). Non funziona. Ma non funzionerebbe neanche la tazza comunque. Forse è la primavera.
Guardi nel cortile le giovani donne dell’azienda che condivide lo stabile con voi: sono tutte carine e tirate a lucido e ti ricordi con nostalgia di quando anche tu eri giovane e ti tiravi a lucido, mentre ora te ne vai in giro con le ballerine slacciate e al pensiero dei tacchi non ti alzeresti neanche dal letto.
Ripensi con tenerezza ad un pomeriggio passato con le amiche in libreria, arrampicata su scale altissime, tu che soffri di vertigini, per tirare giù volumi vetusti e impolverati, da mostrare alle suddette amiche come tesori inestimabili. I suddetti volumi ora, naturalmente, stanno in un angolo di casa tua senza essere letti, ma arriverà il loro momento, questo lo sai già e in fondo i libri sono ormai l’unico lusso che non smetti di concederti.
Non ti capaciti dei colleghi che attendono con ansia il venerdì: in genere i tuoi finesettimana non prevedono attività più piacevoli di quelle del resto della settimana. L’unico aspetto è che non suona la sveglia, ma tanto ci pensa la gatta a tirarvi giù dal letto ad orari antelucani, grattando furiosamente contro la porta. Anzi, si può pure dire che durante il finesettimana lei ha più tempo per tentare di aggredirti, tipo ieri che quasi ti cavava un occhio.
Inspiegabilmente però le vuoi bene lo stesso, come se non ci fosse un vero motivo dietro l’affetto per un animale o un essere umano, così la mattina ti si spezza il cuore quando uscite, lei si dispera, tenta di impedirvelo in tutti i modi e poi vi guarda con occhioni da trudy mentre finalmente infilate la porta.
Insomma sei inquieta: ti aggiri qua e là nella tua mente, come una pallina di un flipper che si dirige verso la buca sbattendo dappertutto.
Là fuori fioriscono i pruni e le magnolie e la loro bellezza contribuisce ad aumentare la tua malinconia.
Sempre più spesso ti accade di pensare che “il futuro non è più quello di una volta” (cit.).

9 commenti

Archiviato in Senza categoria

sei triste

Sei triste. Hai la tristezza ormonale, non è nulla di grave, però sei triste. Vengono a trovarti le tue colleghe, ti fanno ridere, dicono cose sceme da ubriache anche se sono sobrie, ridi davvero tanto, però dopo sei triste.
Sei così triste che ti sembra tutto inutile, compresa la collezione Marni per H&M e questo sì, ti fa capire quanto tu sia triste, ridicolmente, assurdamente triste.
Hai dei programmi belli per stasera, domani, anche per altri giorni a venire: amichette da vedere, serate di lettura, libri da leggere.
Eppure sei triste, finché non passa l’ormone.

8 commenti

Archiviato in Senza categoria