La tecnologia che fa breccia nel cuore

I tuoi lettori lo sanno: ciclicamente ti innamori di elettrodomestici e prodotti tecnologici. In alcuni casi sei davvero ossessiva, sembri un’adolescente alle prese col primo fidanzato, che scassa i maroni a tutte le amiche e le vengono gli occhi a cuoricino per qualsiasi cosa, non fa che parlare di lui e insomma, che rottura.
Il tuo ultimo amore tecnologico è l’e-reader. Te l’ha regalato Stear a Natale e sulle prime ci rimaneva pure un po’ male che non è che lo usassi poi tanto. Poi hai comprato qualche libro, ma niente, lui rimaneva lì. Poi non sai esattamente cosa sia scattato, ma sei diventata praticamente la principale visitatrice di BookRepublic. Ti hanno consigliato un libro, sei andata a vedere subito se ci fosse l’ebook. C’era, costava poco, l’hai comprato, hai cominciato a leggerlo e ti è cambiata la vita. Hai cominciato a guardare con sconforto la tua libreria cartacea dei non letti, che come già hai avuto modo di far notare, minaccia di crollarti sulla testa da un momento all’altro. Ora, per qualsiasi romanzo ti consiglino, il tuo primo pensiero è: “C’è in ebook?” E ti indigni se non lo trovi, in particolare se il romanzo è di difficile reperibilità in generale e/o se è un tomo di un certo peso specifico. Lanci strali contro le case editrici berciando: “Cosa gli costa di metterlo in ebook, visto che cartaceo non si trova? Magari così almeno qualcuno se lo scarica, due o tre euro ce li fanno, invece niente”, oppure: “Porca pupazza, questo tomo pesa più di un bagaglio a mano concesso da una compagnia low cost, cosa aspettano a farci l’ebook, una mica ha voglia di trasportarsi in giro certi volumi!”
Insomma, sei diventata la signora Elvira dell’e-ditoria (eh, che fine calembour?).
Ovviamente, visto che pesa poco e ingombra ancor meno, l’e-reader te lo porti ovunque, mostrandolo a tutti con entusiasmo, come fanno certe nonne con le foto dei nipotini: da tua madre all’estetista al collega che ama leggere e viaggia molto. Molti ti guardano con compatimento, alcuni rispondono che i caratteri sono troppo piccoli per i loro occhietti da miope, ma la risposta che ricevi più di frequente è: “Ma a me piace la carta”. Grazie tante. La carta piace anche a te. Per quanto tu possa amare il tuo Sony (e lo ami davvero molto), non è la stessa cosa di portarsi in giro un libro da squadernare in metropolitana, con tutte le sensazioni fisiche che comporta. Per non parlare dell’effetto “sbircio” che si va così a perdere.
Con Meg si diceva che una delle cose più belle quando si va a casa di qualcuno che non si conosce è andare a sbirciargli la libreria e che quindi sarebbe un’idea carina, in futuro, mettere delle colonne digitali dove apparirebbero comunque le copertine degli ebook posseduti, per mantenere l’abitudine. Tu suggerisci anche, ai produttori, degli ereader che facciano apparire sul retro dell’apparecchio la copertina del libro in lettura, di modo da permettere ai vicini di tram di capire quale libro si stia leggendo, perché impicciarsi delle letture altrui è uno dei più grandi piaceri dei mezzi pubblici.

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17 commenti

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17 risposte a “La tecnologia che fa breccia nel cuore

  1. Lise cara e’ un passo che prima o poi faro’ anch’io visto che la libreria di casa mia, vecchia di un solo anno, e’ già piena. Il dubbio principale e’ che mia dia fastidio agli occhi, per intenderci dopo 8 ore passate al pc sul lavoro, ho timore che anche l’e reader sortisca lo stesso effetto..tu come ti sei trovata , hai avuto fastidi? Alcuni mi dicono di attendere un altro po’ prima di comprare l’ e reader per aspettare che la tecnologia migliori anche da quel punto di vista.

    • ossi, quei qualcuni ce l’hanno un e-reader? perché è il classico tipo di dubbio che viene a chi non ne ha mai utilizzato uno (ce l’avevo anch’io prima). il fatto è che l’e-reader è stato studiato appositamente per sostituire un libro e il suo effetto è del tutto paragonabile a quello della carta. non è un tablet, non è a colori, non è retroilluminato, non sfarfalla, lo sfondo non è bianco lucido come quello del pc, ma della stessa tonalità della carta. non dà per niente fastidio alla vista, anzi, ho sentito di proprietari del kindle che addirittura lo preferiscono alla carta. non so, un kindle non l’ho mai tenuto in mano, ti dico che non noto nessuna differenza tra l’ereader e un libro di carta.

  2. Oooh anche io vorrei tanto un e-reader! Credo di avere maturato la decisione di comprarne uno durante l’ultimo trasloco, quando sistemavo la libreria e ho pensato all’improvviso a quanto lavoro e polvere mi sarei risparmiata se li avessero inventati una ventina di anni fa.
    Ciao Lise. 🙂 (mancavo dai commenti da un po’)

  3. è un bel regalo
    a me piacerebbe ma rimando l’acquisto
    aspetto di aver finito di leggere un paio di tomi che mi girano per casa

  4. io pure son molto innamorata del mio kindle!

  5. Caroline

    Non sono ancora pronta. Non ce la faccio proprio a mollare i libri.

  6. Mh, anche per me – che come te mi faccio prendere da manie di “tecnologia-a-tutti-icosti” – sarebbe un passo troppo azzardato, un po’ per il dubbio di cui parla Ossi e un po’ perché sono vecchia dentro.

  7. Io sono ancora un po’ restia ma sto lentamente cedendo… ho come idea che me lo comprerò…

  8. edi

    il kindle me l’hanno donato gli amici anobiani un annetto fa, causando una delle più grandi rivoluzioni nella mia vita di lettrice. E’ veramente una svolta specialmente per chi, come la sottoscritta, legge molto sui mezzi pubblici: puoi anche leggere comodamente in piedi, tanto si “sfoglia” con una sola mano. E quoto Lise completamente sulla gradevolezza per la vista, che era una delle mie principali remore all’acquisto. Non ho comunque abbandonato la lettura “di carta”, entrambi i media convivono felicemente nel caos quotidiano

  9. Elena

    Commento solo per esternare la mia felicità nello scoprire che altri, oltre a me, coltivano l’insana passione di sbirciare i libri altrui sui mezzi pubblici, cercando inoltre di indovinarne se possibile il titolo o almeno l’autore. Piacere secondo solo a quello di sentire le conversazioni altrui (ma quanto parla la gente sui mezzi?), cercando da lì di ricostruire la vita delle persone e le loro relazioni

    • edi

      meraviglioso. Sul gruppo anobiano romano abbiamo creato un thread chilometrico con le segnalazioni di “altri lettori sui mezzi pubblici”….poi ci si guarda con quell’aria complice, insomma quella di chi sa che l’altro sa…

      • anche sui “Lettori della metropolitana milanese” c’è un thread simile e poi mi pare che ci sia un blog tipo “libri metro” con avvistamenti di libri sulla metropolitana di roma e milano

  10. gli ereader si leggono bene e sono leggeri e comodi e blablabal. ma per ora non mi interessano, i libri che voglio leggere non esistono in formato digitale e cmq come farei senza il mio bibliotecario?
    però è vero, si deve fare qualcosa per permettere lo sbirciaggio suimezzi pubblici.

    • per carità, io mica li vendo, non devo convincere nessuno 🙂
      però concordo pienamente sulla tua obiezione: case editrici, svegliatevi e permettete ai lettori le due versioni, cartacea e digitale, accidenti a voi!

  11. Lise! ti avevo perduta, nel passaggio da Splinder a WordPress e in quest’ultimo mese delirante della mia vita… ma ora ti ho ritrovata.
    ora devo solo rimettermi in pari con i post.

    è da qualche mese che mi frulla in testa di prendere un e-book reader. e da quando ho iniziato l’ennesimo tomo da 700 pagine ancora di più.
    anche perché i lettori e le lettrici che stimo di più (e tu sei tra queste), ultimamente si sono tutti convertiti all’e-book e ne cantano le lodi.

    e da quando persino mia madre 60enne mi ha detto che ne vuole uno comincio a pensare di essere veramente rimasta l’unica che ancora non ci ha pensato seriamente, a prenderne uno.

    • Lala, benritrovata, corro da te a pigiare su Follow
      (la mia svolta è stata “Il tempo di una canzone”: bellissimo, ma 800 pagine non ce la potevo fare a trascinarmele dietro, ci ho messo un’eternità a finirlo)

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