Pretese di letterarietà (altrui)*

Che buffe le percezioni altrui rispetto alle proprie, come quel collega che ti guardava stranito e non capiva neanche lui perché, poi si è illuminato e ti ha detto: “Ma tu di solito porti i tacchi!” Tu? Tu che non sai più neanche dove le hai messe le scarpe col tacco?
La stessa cosa per i libri: negli ultimi giorni due persone ti hanno detto che leggi tantissimo ed essendo a loro volta lettori forti la cosa ti ha colpito molto: proprio tu che pensi di non leggere per niente, in particolare nelle ultime settimane. Gli devi forse presentare delle persone che leggono veramente tanto? Ma forse le conoscono già.
In questi giorni è morta Wislawa Szymborska e tu ancora non avevi imparato come si scrivesse. Tu di poesia ne leggi pochissima, ma lei ti sapeva sempre stupire e ti sembra una perdita gigante.
Poco prima era morto anche Vincenzo Consolo, di cui tu avevi letto un romanzo solo, Retablo, e ti era piaciuto molto. Una tua follower su twitter ha scritto che era il suo scrittore preferito e tu hai pensato come potrebbe essere se morisse Maugham, che però è già morto e non scriverà mai più: tu hai già letto quasi tutto quello che ha scritto e gli ultimi due romanzi li lasci lì, hai paura a leggerli perché poi non ti resterà più niente e allora che farai?
Venerdì sei andata alla serata del gruppo di lettura di anobii, per la prima volta in vita tua, si discuteva un tuo romanzo feticcio e tu pensi che non sarà mai più così, che le prossime volte tu non sarai più così com’eri venerdì scorso, ma fa niente, è la prima impressione quella che conta.
Una cosa che non riesci a levarti dalla testa è che quella tragedia dello stadio de Il Cairo somiglia terribilmente a un racconto di Vargas Llosa, chissà se l’ha già detto qualcun altro, comunque è una cosa così letteraria che non riesce a sembrarti vera, per quanto orribile e insensata e alla fine in questi giorni anche tu ti senti un po’ così: slegata dalla realtà come se la tua vita fosse un racconto.
Oggi è il duecentesimo della nascita di Dickens. Tu non hai letto quasi niente di suo, tranne “Il circolo Pickwick” e neanche tutto intero. Quanti classici devi recuperare.
Sei abbastanza contenta di aver perso l’archivio di marzo 2005, in cui dichiaravi che i classici non li volevi leggere.

* pretese tue, letterarietà altrui

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19 commenti

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19 risposte a “Pretese di letterarietà (altrui)*

  1. da ignorante Maugham me lo segno, ché mi fido a prescindere.

  2. uh maugham. sai che me l’hai attaccato tu? lessi per primo schiavo d’amore, e parla di me come pochi altri libri al mondo

  3. fiamma

    meno male che nel 2005 non eravamo ancora amichette, altrimenti ti avrei picchiata con il famoso randello per la tua affermazione:)
    [mi sa che ci siamo conosciute nel 2005, noi:)]

  4. c13

    alla faccia di quella che legge poco.

    io leggo poco, mi affatico e trovo difficilissimo ricordare le trame, piuttosto. però che bello adesso che ho i figli grandi poter parlare di storie e romanzi e scrittura con loro. insomma, mi riesce sempre a stupire, la parola. consola, ecco.

    • cri, ho un sacco di romanzi cominciati, quello sì, ma poi non li finisco 😦
      la mia amichetta fiamma, quella del commento sopra, lei sì che legge tanto
      (che bella questa cosa della parola che consola, anch’io parlo tanto di libri con la mia mamma)

  5. Caroline

    Ho comprato sabato Schiavo d’amore e ti ho pensata molto!
    Di Maugham ho amato molto Pioggia e In Villa, ho letto anche La luna e sei soldi ma non sono rimasta folgorata.

  6. ah già, La luna e i sei soldi, quello ancora non l’ho nemmeno comprato (ma tanto prima o poi adelphi ci farà l’ebook e comunque mia madre ce l’ha in un’edizione vecchissima che mi sa che io non ero ancora neanche nata).
    grazie per avermelo ricordato, ho un piccolo margine in più (anche se tra tutti i suoi è quello che mi attira di meno).

    • Caroline

      Anch’io ho trovato una copia vecchissima nella libreria dei miei. Ho letto quella. E’ stato il primo che ho letto ma mi ha lasciata un po’ indifferente. (mi ricordo che me lo consigliò da leggere un tipo che mi piaceva anni fa, dicendomi che mi sarebbe sicuramente piaciuto, che dovevo leggerlo assolutamente etc. etc. rimasi un po’ delusa perché mi aspettavo chissà che rivelazioni e invece niente, ma di buono c’è che mi ha fatto scoprire Maugham)

  7. Io ho adorato il circolo di pickwick, sembra strano a dirsi ma e’ uno dei libri che mi ha fatto più ridere, gli altri di Dickens possono essere in alcuni momenti paternalistici e patetici, e quindi sembrare datati, poi pero c’e’ il guizzo di genio di una descrizione di qualche personaggio picaresco ed ecco che sono grata all’autore che, con i suoi libri vecchi di 200 anni, ancora diverte (vabbuo’ io non faccio testo mi fa tanto ridere pure jane austen)

  8. A proposito di romanzi lunghi, uno che ultimamente mi ha devastato (purtroppo son fatta male i libri li devo finire pure se mi vengono i conati) e’ stato infinite jest. foster wallace sara’ un genio ma mi ha fatto tanto soffrire…..devo dire che in genere soffro un po’ con la letteratura americana contemporanea seppur tutti i piu’ assidui lettori ne siano entusiasti (mi sembra che anche tu sia una grande sostenitrice). Nonostante cio’ sto leggendo le correzioni e mi sta piacendo parecchio (l’ho scoperto grazie al passaparola dei blog). vabbuo’ dopo infinite jest pure leggere la divina commedia mi parrebbe una passeggiata!

    • ossi, leggilo tutto,
      io l’ho riletto, pensa.

      • Se ti riferisci a Infinite jest, l’ho letto tutto…..da agosto 2011 a gennaio 2012……ci sono pagine di immensa tristezza che mi hanno molto toccata cosi’ come ho apprezzato lo sguardo ironico in molti passaggi ma c’erano pagine che ho trovato noiose come i dialoghi tra gli agenti e i momenti in cui descriveva le dinamiche all’enfield school e i ragionameni sulle infinite possibilita’ del gioco del tennis (tra l’altro bisognava avere una certa predisposizione per la matematica) una curiosita’: tu le hai lette tutte le note? Io ad un certo punto ho lasciato stare.

  9. Ossi, americana contemporanea tanto amore (e tanta ignoranza mia, ovviamente), grazie all’apposito gruppo di anobii che mi ha fatto scoprire tante belle perle. Però duole dirlo, Wallace proprio non ce la faccio: la sua sintassi mi manda ai pazzi. E Le Correzioni, letto secoli fa (quando è uscito cioè), non mi è piaciuto, perciò anche al Sig. Franzen ho detto no.
    Invece, se vogliamo mantenere il giochino dei consigli, tanto amore Eugenides, però La trama del matrimonio ancora non l’ho letto (e ho fatto male a comprare il cartaceo, ora ci faccio un post).

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