Dress Code – un argomento già affrontato mille volte e già sviscerato

(nello stesso modo tutte le volte, questa inclusa).

Su Elle di dicembre c’è un bel servizio su come si vestono le donne per andare al lavoro. Il servizio è composto da diversi articoli: dalle ultime tendenze moda ispirate alla donna manager (o comunque in tenuta da ufficio), a come si vestono le stiliste, fino ad una piccola intervista a diverse donne in diverse attività lavorative (dalla proprietaria di boutique all’editrice, dall’impiegata in una banca d’investimento alla farmacista), con un consiglio di stile della redazione.
Ovviamente le intervistate erano state selezionate con una certa cura: nessuna di loro era una sciattona e per di più avevano tutte un loro stile abbastanza riconoscibile.
Ecco la buona occasione per riflettere ancora una volta sul tuo stile in ufficio. Composto per la maggior parte delle volte da un paio di pantaloni e un maglione scuri, quasi sempre neri. A volte azzardi una gonna (ne possiedi abbastanza poche che mettersti ancora, sarebbe ora di rivedere l’armadio autunno-inverno) e se c’è un’occasione speciale un tubino. Sì, giri quasi sempre vestita da cassamortara, ma caro signor Zanoletti, ci si provasse lei a trovare dei vestitini o dei maglioncini colorati in questa stagione dove il nero impera e il grigio scuro segue a ruota.
Completano il tuo look delle scarpe da uomo basse e a volte una collanina senza pretese. Insomma, una pigrizia mentale e una noia mortale incredibili.

Guardi le tizie sulla rivista, che sono donne più o meno normali (fisicamente intendi, ma anche nella gestione della vita: c’è chi porta i figli all’asilo in bici per dire) e pensi a te e al fatto che ti faresti un gran favore se ti vestissi di meno col pilota automatico e cercassi capi che ti fanno apparire più carina e meno anonima.

Potrebbe forse essere il buon proposito del 2012?

 

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7 commenti

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7 risposte a “Dress Code – un argomento già affrontato mille volte e già sviscerato

  1. Ho lavorato per 13 anni nel patinatissimo fashion world (e grazie al cielo ora ne sono uscita e faccio parte del magico mondo del web) e, salvo occasioni speciali tipo sfilate o incontri importanti, mi sono sempre vestita come volevo io, in barba a critiche e/o tendenze. Quando lavoro (e le ore sono sempre tante) voglio sentirmi bene altrimenti non rendo.
    Oggi sono comodissima e molto british: leggins neri, sneaker rosa, sciarpa rosa, vestitino nero dal design un po’ baby e un maxi cardigan grigio-perla a completare tutto. Oggi è uno di quei giorni in cui sono vestita degnamente bene 🙂 anche per le convenzioni altrui.
    Se avessi guardato il mio spirito stamattina, sarei venuta qui in tuta da ginnastica 🙂

    Ciao e buon week end
    (io preparerò una di quelle mini sacher di cui parlavo nel commento precedente)

    PS: non vedevo tuoi post e mi preoccupavo! 😉

  2. ero un po’ impigrita e un po’ in riunione 🙂
    (più in riunione devo dire la verità, sono stati un paio di giorni parecchio pieni)
    io non sono contraria al vestirsi come uno gli pare ovviamente, solo che a volte mi spiace non avere un mio stile, al di là del pensiero più comodo pantalone nero+maglione nero, che non è propriamente uno stile (e non lo è perché non è una scelta precisa, ma solo la più facile, se per qualcuno è una scelta precisa che la rappresenta ben venga)
    w la sacher!

  3. Dan(iela)

    UH non ho ancora avuto modo di sfogliare Elle di questo mese (nemmeno quello del mese scorso a pensarci bene :/ ).
    Io lavoro da casa, indosso sempre stilosissime tute, tzè 😉

  4. cristina

    chissà che stile è il mio, grafica precaria freddolosa senza mai le cose al posto giusto e soprattutto se sia degno di menzione in qualsivoglia rubrica.
    credo di no.
    però quest’anno che van per la maggiore maglioncioni riciclati, slabbrati e lavorati a mano sono molto trendy. stamattina ne avevo uno fatto da me medesima con gli avanzi, una vera schifezza.

  5. Augusta

    Evviva, finalmente ti posso “aggregare” con Google Reader!!!

  6. Ciao Augusta! Ma tu non scrivi proprio più? 😦
    Cristina, mi fai sempre un sacco ridere. Guarda, quando qui faceva freddo in ufficio io parevo una guida alpina, coperta di mille strati, altro che stile.
    daniela, quando sto a casa sono un fagotto che non ti puoi immaginare 🙂

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