Archivi del mese: novembre 2011

Un ottimo inizio di settimana

Occhi che bruciano e naso tappato. Voglia disperata di stare sul tuo letto a leggere, con la gatta addormentata accanto a te.

Avevi un appuntamento con un collega alle due e mezza, l’hai incontrato in corridoio e ti ha detto: “Possiamo ritardare di un quarto d’ora?” Gli hai risposto: “Ok, quando hai finito quello che devi vieni a cercarmi.” Non l’hai più visto. Poi dicono “ma che ci fai tu agli uomini?”.

Hai comprato un (ennesimo) libro di ricette di biscotti, poi quando hai scartato il tutto hai scoperto che l’ha scritto una tizia che detesti. E ti scoccia ammettere che il libro però è davvero carino, anche se dietro ogni virgola ti immagini quella tizia ammiccare in modo fastidioso, come probabilmente fa nella vita reale, peccato che tu nella vita reale non l’abbia mai vista. Potere dei pregiudizi. Però dicevi il libro è davvero carino e prevedi di trarne molti spunti, per la gioia (speri) dei destinatari dei tuoi regali natalizi. A proposito di regali natalizi, mediti da tempo di tenere un quadernetto (tanto hai la scrivania piena di quadernetti intonsi) dedicato ai regali da fare, in modo da non dimenticare nessuno, però ci mediti e basta e non togli neanche il quadernetto dalla carta plastificata. Il potere delle buone intenzioni.

Sempre in tema Natale, un collega ti ha confidato dispiaciuto, di non aver potuto vedere la partita della Juve sabato sera, perché impegnato a casa della suocera a fare l’albero di Natale. Ti sei improvvisamente sentita una mogliettina adorabile.

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Sono giorni

Sono giorni di un terribile incriccamento di spalle, in cui senti tanto la mancanza delle lezioni di pilates della Wonder. Hai visto un cartello in un solarium vicino all’ufficio che dichiara “Massaggi curativi, 1 h, 30 euro” e mediti di prendere un’ora di permesso (tanto da qua a fine anno te ne avanzano ancora 45), ora, subito e andare a farti un massaggio che ti discricchi un po’.

Sono giorni che leggi romanzi divertenti, di buon ritmo e pensi a come renderebbero bene sullo schermo, grande o piccolo (mentre ancora non ti capaciti di come sia riuscito Cotroneo a fare un film dal suo romanzo “La kryptonite nella borsa”, è pur vero che era il suo, ma insomma, comunque il film non l’hai visto) e pensi di aver capito quale sarebbe la tua professione ideale: la “trova soggetti”. Pur con la tua povera cultura sia letteraria che soprattutto cinematografica (televisiva poi non se ne può parlare), saresti abilissima a consigliare libri da trasporre in film o sceneggiati e pensi che se lavorassi per la Rai, il primo canale ne guadagnerebbe molto. Alla faccia della modestia (ma non era un blog a bassa autostima questo? magari si scoprirà che non è nemmeno tacchi alti e che te ne vai in giro per strada con le pantofole di pelo a forma di cane).

Sono giorni che hai sempre una fame devastante e potresti divorarti Willy Wonka tutto intero, lui e la sua fabbrica di cioccolato.

Sono giorni che passeresti a casa a leggere e sfornare dolci facilissimi, che poi non ti interessa veramente mangiare (magari un assaggino, poi basta), possibilmente senza la Pina tra i piedi, o meglio sul piumone a dormire (se lei non ci avesse fatto pipì sopra, gattaccia della malora).

Sono giorni di cambiamenti, nel posto dove lavori: tante persone che si spostano, che vanno via, altre nuove che arrivano e ti domandi per quanto tempo resterai tu. Sono giorni di nuovi inizi, come questo blog, che forse manderà nel cestino sette anni di passato, come  se ti creassi una nuova identità: un passaporto falso con lo stesso nome di prima. Eppure non saresti quella che sei, se non fossi stata quella che eri.

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Come avrà senz'altro capito chi è passato di qui recentemente, hai tentato per giorni e senza risultato di migrare l'archivio del blog su wordpress.
Non ci sei riuscita e quindi speri che sia vero quando quelli di splinder/DADA affermano che a breve manderanno le istruzioni per fare il redirect e salvare l'archivio.
Chi avesse voglia di continuare a leggere le baggianate che sentenzi, può intanto cliccare qui:
https://lisecharmel.wordpress.com
Se invece qualche anima pia volesse aiutarti con la migrazione degli uccelli, cioè no, dei post dell'archivio, sappia che gli sarai eternamente riconoscente e che sei disposta a pagare in natura. Data la tua veneranda età e la natura quindi poco appetibile, si intendano i pagamenti eseguiti in produzioni di torte, biscotti, crackers e cibarie simili.
Per favooooreee!

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Un bel bagno di realtà

Leggevi tempo fa su Internazionale che quando si frequentano sempre le stesse persone e ci si somiglia un po’ tutti, si rischia di “ricreare una comunità” che vive un po’ al di fuori del mondo e non si rende conto di come sia la realtà che la circonda. Questo è quello che è successo a te di recente.

Tu e i tuoi amichetti snobbini su anobii, tutti intellettualini radical chic, a consigliarvi romanzi di autori defunti nella vita e nella memoria, a sentirvi ignoranti se non avete letto quel libro di quell’autore di nicchia, che nemmeno i suoi eredi sanno più che è esistito, a sentirvi lontani e in un certo senso (sì, lo ammetti) anche migliori della cultura di massa. Tutti ad annuire quando leggete frasi del tipo: “Cosa ci si può aspettare dagli italiani quando in testa alle classifiche c’è l’ultimo libro di Fabio Volo?” e a ridere tra voi di quel soggetto venuto su dal niente con la sua brava licenza media e che va in giro definendosi scrittore (e c’ha pure ragione, c’ha). Ovviamente non ci sarebbe nulla di male in sé nel rispolverare vecchi tomi dimenticati dai più e riscoprire perle di bellezza del passato, se questo non vi parasse gli occhi come i cavalli che conducono i calessi dei turisti.

L’altro giorno te ne stavi in coda in farmacia, era una coda infinita e lentissima e dietro di te avevi due giovani tabbozzi: un ragazzino che avrà avuto dieci anni e uno più grande, forse sui venti, che poteva essere suo fratello. Il ragazzino ha letto su uno dei cartonati la parola taccuino e ha chiesto all’altro cosa significasse. Con tuo enorme sgomento, quest’ultimo si è arrampicato sugli specchi, ma non ha saputo dare una risposta. Non sapeva il significato della parola taccuino. E tu hai pensato al vostro snobismo da marziani, a Fabio Volo e tutto il resto e hai pensato che la realtà era molto peggio di come la dipingevate voi nel vostro circolino: magari Fabio Volo, magari la cultura di massa della classifica dei più venduti.

Davanti a te, nell’interminabile fila in farmacia, avevi una coppia di mezza età, non italiani, probabilmente nordafricani. Lei aveva i capelli velati. Quando è arrivato il loro turno la farmacista ha detto loro che il farmaco indicato nella ricetta era da ordinare e che non era passato dalla mutua.
“Cosa faccio, ve lo ordino lo stesso?”
“Quanto costa?”, hanno chiesto i due.
“Undici euro”, ha risposto la farmacista.
I due si sono consultati un attimo, poi hanno deciso di no. A te, in coda, dibattuta tra i tuoi pensieri post-snobistici, si è spezzato il cuore. Non avere undici euro per comprare, non un bene voluttuario, ma un farmaco.

Altro che circolino degli intellettuali. Benvenuta in Italia.

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A brand new start

Perderai tutto l’archivio di sex and the city? Ad un primo momento sembra di sì. Sei sicura che ti dispiacerà, ma del resto tu non sei più sex and the city neanche un po’. Non sei più neanche tanto city a dirla tutta.

Forse potresti reintitolarlo “married and the suburbs”, ma ti viene una depressione tale che è meglio lise e fine della questione.

Cosa ci sarà in questo nuovo blog? Sicuramente la seconda persona singolare e la filosofia del pallone. Tutto il resto boh, addavenì e chi vivrà vedrà.

Intanto benvenuti tutti. Qui si ricomincia daccapo, ma sei sempre tu.

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Tuo zio e la filosofia dei "figli di scorta"
In questo ponte tra ottobre e novembre hai fatto il giro dei parenti di Latina.
"Vado a trovare lo zio", hai detto alla zia arzilla, quella di settant'anni e passa con il fidanzato, "ero andata anche lo scorso anno e sosteneva che non l'avrei più rivisto e invece eccolo qua di nuovo".
Tua zia: "Massì, ma io me lo dico sempre: chi glielo fa il funerale a quello? Sarà lui a seppellirci tutti!"
Allora sei andata e com'era prevedibile non ti ha riconosciuta, non si ricordava di te e gli hai dovuto spiegare un mucchio di cose.
"Bambini non ne hai?"
"No"
"E da quanto sei sposata?"
"Un anno"
"Allora bisogna che ti dai da fare!"
"…"
"Eh sì eh, perché devi farne almeno tre o quattro!"
"Ma come zio, tre o quattro?"
"Certo, perché non puoi mai sapere come vanno le cose, la morte arriva per tutti! E allora, se tu ne fai uno solo e quello va sotto una macchina quando ha 15/16 anni, poi tu sei troppo vecchietta per farne un altro. E allora che fai? Vi ritrovate tu e tuo marito da soli di nuovo".
"Ma zio, che razza di ragionamento è?"
"Eh sì eh, la morte arriva per tutti, quello a 15/16 anni va sotto una macchina e tu cosa fai?"
Poverino. Neanche concepito e già stirato da una macchina.
Dopo, in strada, ripensavi alla conversazione e ridacchiavi tra te e te, immaginando che all'eventuale dipartita del primogenito potevi tirar fuori i figli fatti dopo e ordinatamente accantonati nell'armadio per l'evenienza.

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