Archivi del mese: ottobre 2011

Un piccolo aneddoto
(dedicato all'amichetta alja, che tra le persone che conosci ti sembra quella che l'apprezzerebbe di più)

Sabato mattina sei andata a fare il check-up medico e fuori dalla porta del centro diagnostico c'era un signore anziano con in mano un vecchio libro, ti pareva un'edizione Garzanti fuori moda, di quelle che si vedevano in giro verso la fine degli anni Ottanta, con le copertine verdi e grigie. Passandogli davanti hai cercato senza successo di sbirciare il titolo, ma subito dietro di te è sopraggiunto un altro signore anziano che si è così rivolto al lettore: "Scusi, posso sapere il titolo del libro che sta leggendo?" e quell'altro: "Delitto e castigo". E il signore che aveva posto la domanda ha poi commentato: "Bravo, proprio bravo!" e sembrava davvero soddisfatto.
A te questo breve scambio il sabato mattina presto ha messo proprio di buonumore.

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Filosofia del pallone e sociologia d'azienda
Chi ne avesse voglia, può andare a riprendere il tuo post del 28 febbraio scorso, sullo "stile Di Natale", l'Udinese e le apparenti retrovie.
E' che oggi stupisce (ma fino ad un certo punto) un po' tutti questa Udinese al primo posto in classifica all'ottava giornata del campionato, proprio quando a fine stagione scorsa erano andati via tanti pezzi da novanta, anche se non tutti e anche se gli acquisti recenti si sono dimostrati azzeccati.
Tu per esempio pensi ad Handanovic e Di Natale: due uomini simbolo della squadra, che sicuramente hanno avuto altre occasioni, più prestigiose eppure non sono andati via. Non sono andati via, perché? Evidentemente perché a Udine si sta bene e non parli certo della città, ma probabilmente i calciatori sentono il calore dei tifosi, la società è sana e non crea più aspettative di quelle che può mantenere, mette una pressione adeguata ai risultati senza far andare in ansia nessuno, il clima dello spogliatoio è buono, senza divismi e crisi isteriche e i nuovi arrivati si integrano bene, portando il loro talento al servizio di tutti, anche quando poi decidono di andare via, a far panchina al Barcellona. E poi si vede in faccia che si divertono a fare seriamente il loro mestiere e non si tirino fuori i discorsi su quanto vengono pagati, che in squadre più prestigiose, con stipendi più alti hai visto calciatori primedonne abbandonare il campo come soprani incazzati, con le pive nel sacco e le braccia conserte.
Perché dici questo? Perché lavori in un'azienda piccola, dove il capitale umano è la cosa più importante che avete e si sta disintegrando sotto i vostri occhi da circa un anno a questa parte. L'aziendina che viene considerata il gioiellino del Gruppo, perché fate soldi anche in tempi di crisi e vi siete sempre arrangiati per conto vostro, senza chiedere aiuti alla capogruppo. Ora che il vostro AD è andato via da circa un mese, dopo quattro anni nel ruolo e dieci in azienda (da quando è nata), quasi con le lacrime agli occhi, per prendere un'altra responsabilità all'interno del gruppo, cominciano a mostrarsi tutta una serie di crepe e l'altro giorno un collega ti guardava con ammirazione quando hai trovato l'azzeccato paragone: "Paolo è come Mourinho, se n'è andato dopo aver vinto tutto, prima che la squadra andasse in frantumi". Perché a furia di tirare la corda, anche voi in un certo senso avete vinto il triplete (metaforicamente), ma adesso non ce la fate più. Non ce la fate più perché le persone sono stanche, perché altre hanno perso motivazione, perché in alcuni casi si è scelto di motivare quelle che meno lo meritavano, con grande scorno di tutti gli altri.
Allora, prima che vadano via le risorse migliori (alcune sono già in partenza), lasciando da voi solo gli sciacalli, potrebbe essere un'idea far venire qui un giorno Guidolin (ma anche più d'uno, se volesse), a spiegare come si ricrea lo spogliatoio dell'Udinese anche da voi. Secondo te potrebbe essere una buona idea sbarazzarsi in primo luogo dei pestatori di piedi altrui e delle principesse sul pisello, ma non è che puoi tanto parlare, dall'alto dei tuoi disastrosi risultati come tecnico al fantacalcio.

ps: a giugno, a campionato finito, magari se ne riparla di questa Udinese delle meraviglie di ottobre.

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Il gatto e il barbone
Ieri, sulla strada per andare in ufficio, hai notato un barbone con le mani sulla cancellata di un'azienda, che guardava dentro. Dall'altra parte della cancellata un bel gattone un po' vecchietto guardava a sua volta il barbone.
Sulle prime ti è sembrata una scena molto tenera, ma l'espressione sul volto del barbone era indecifrabile e non ti sembrava che cercasse di attirare in qualche modo l'attenzione del gatto, perciò ti è venuto anche il sospetto se non desiderasse per caso di mangiarselo.
La sera sei ripassata per la stessa strada e hai guardato bene al di là della cancellata. C'era una bella cuccia, un cuscino e diverse ciotole per l'acqua e l'alimentazione del gatto. Sul cancello c'era anche un avviso: "Gatto regolarmente denunciato all'ASL di Milano. Il gatto non è maltrattato: è anziano!" Che non fosse maltrattato a te pareva evidente solo a vedere la cura del suo spazio e ti sei domandata se magari anche il barbone non desiderasse essere pure lui denunciato alla ASL e così ben accudito come il micio.
Stamattina, ripassando di lì il barbone non l'hai più visto, c'era però il gatto, dedito ai suoi croccantini. "Ciao bel gattone!", hai salutato. Ha capito benissimo che stavi parlando con lui, ma ha preferito continuare a concentrarsi sui suoi croccantini.

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Filosofia (spicciola) del pallone: i nuovi episodi
"Perché l'Inter perde sempre e quando non perde pareggia e quando non perde e non pareggia, vince ma non convince e quando vince e convince poi perde di nuovo?" (Gioele Dix)

Non è bello da dire e da pensare, ma secondo te sabato sera Gasperini ha stappato la magnum e ha offerto da bere a tutti i suoi amici, al grido di: "Che si credevano questi, che era tutta colpa mia?"
Per quanto riguarda il post partita comunque, secondo te Mazzarri ha fatto una figura barbina commentando che c'è gente che non sa perdere (lui lo dice! il piagnino degli allenatori italiani! lui che si lagnò l'anno scorso perché Leonardo aveva detto in un'intervista che l'Inter aveva meritato di vincere! che si aspettava, che dicesse che l'Inter non meritava ma aveva vinto lo stesso?) e andandosene dalla conferenza stampa in polemica, come fece Berlusconi quando se ne andò dall'Annunziata. L'Inter non saprà perdere, ma lui non sa neanche vincere. Che caratteraccio, poi dicevano di Mourinho.
E comunque a proposito citi i tuoi idoli di "Punto e Svirgola", ma stavolta in negativo. Loro che a proposito dell'incazzatura di Mazzarri commentano: "Non è importante che il gatto sia bianco o nero, ma che prenda i topi".
Alla faccia di due pesi e due misure: anche Mou vinceva, ma di parole così indulgenti nei suoi confronti non ne hanno mai avute.
Tra l'altro a dir la verità, l'Inter ultimamente a perdere è proprio bravissima e guai a chi ride leggendo questa frase (che non fa neanche tanto ridere, ma gli juventini si sa). Tu comunque ci sei abituata, anche nella vita ti va come all'Inter. 
Ieri a pranzo un collega ha autenticamente pronunciato la seguente frase: "Ormai ci sono solo due stagioni" e mentre tutti annuivano solo tu sbarravi gli occhioni e volevi rispondere: "E il Napoli e l'Udinese sono le squadre più in forma del campionato", che sarà anche vero, ma non se ne può più di sentirlo.

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