Archivi del mese: agosto 2011

Compendio di suocera
Domenica scorsa siete andati a trovare i genitori di Stear a Loano. Ovviamente in giornata. Durante la giornata la suocera si è prodotta in aneddoti e osservazioni, di cui vai a riportare di seguito i più significativi.

1 – La scheggia
A Stear si è infilata una piccola scheggia di legno nell'alluce. Senza far drammi né tragedie si è seduto sul divano e ha chiesto una pinzetta per estrarla, perché con le sole unghie non riusciva.
La suocera si è agitata come se la scheggia il figliolo l'avesse avuta nell'occhio, ha cominciato a turbinare per casa senza però far nulla e continuando a ripetere: "Ma che pinzetta, ci vuole l'ago! L'ago! Bisogna disinfettare l'ago sul fuoco! L'ago! Ci vuole l'ago!"
Il suocero: "Ma quale ago!" e con tutta calma ha procurato la pinzetta. Nel giro di tre secondi Stear si estraeva la piccola scheggia dall'alluce senza riportare danni di sorta.
Suocera, rivolta al marito (il suo): "Hai visto? E tu che insistevi tanto con l'ago!"

2 – Il pane
Dopo pranzo vi hanno raggiunto gli zii di Stear (adori).
Zia (rivolta a te): "E l'altra volta mi è così spiaciuto aver dimenticato di portarmi via il pane, che mi piace tantissimo il tuo pane, è veramente buono"
Suocera: "Anche qui fanno il pane buono"

3 – La maglietta
Dopo una passeggiata siete rientrati a casa a prendere le vostre cose per ritornare a Milano.
Suocera (a te): "Non la vuoi una maglietta di ricambio, non hai la schiena sudata?" e intanto ti tastava la schiena. "Ah no, è asciutta, ma come, io sono tutta sudata. Non la vuoi una maglietta di ricambio?"
Anche l'avessi voluta, lei porta almeno tre taglie più della tua, per non parlare dei suoi gusti in fatto di abbigliamento.
Allora rivolta a Stear: "Cambiati la maglietta, hai sempre la schiena sudata" e ha cominciato a tastagli ripetutamente la schiena, insistendo che si cambiasse la maglietta, finché lui non le ha strillato: "Mamma! Lasciami stare!"

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Dietro le porte chiuse delle vacanze altrui
Venerdì pomeriggio in ufficio c'è stato un grande afflusso di saluti e, tornando a casa la sera, ma anche la mattina di sabato, non vedevi altro che vicini di casa che caricavano le macchine e partivano con sopra il tettuccio quelle specie di bagagliai aggiuntivi che si vedono in giro da qualche anno.
Quei pochi che si incontrano in giro ti domandano: "Quando parti?" e tu rispondi che sei già tornata e ti domandi anche, in alcuni casi, come abbiano fatto a non accorgersi della tua assenza per due settimane, lasci che ti avvolgano con la loro commiserazione e aggiungi: "Ma faccio un'altra settimana a fine agosto".
I saluti, i bagagli, lo sbatter di portelloni ti inducono a sognare mete lontane, destinazioni insolite e itinerari invidiabili. L'invidia scompare poi in buona parte dei casi, quando le persone ti rivelano le mete indesiderabili, le destinazioni ritrite e gli itinerari stanziali.
Un tipico percorso della tua mente è: sei in partenza? beata/o. dove? ah. eh. buona vacanza.
In alcuni casi aggiungi: "Che bello" al sentire la destinazione quando immagini che sia una reazione istintiva, tipo con la tua estetista che va in Sardegna. Bellissima, per carità, ma tu non hai in questo momento nessun desiderio di andarci. Per non parlare di certe altre mete, come i colleghi che hanno la casa in Liguria e tu preferisci sinceramente startene in città e venire in ufficio. Non è spocchia, è semplicemente un gusto diverso: se son contenti della loro casetta in Liguria fanno benissimo.
La meta top delle vacanze 2011 comunque sembra essere l'Islanda: dovunque tu vada senti gente che ci va, le tue colleghe ti hanno mostrato il loro itinerario prevedendo con occhi sognanti panorami incantevoli e contemporaneamente compiangendosi per il clima che dovranno affrontare. C'è sempre almeno uno invece che va a fare il tour dei parchi degli Stati Uniti Occidentali. E' una meta che senti ripetere da così tanti anni che ormai ha quasi perso il fascino avventuroso di cui dovrebbe ammantarsi e ti fa lo stesso effetto che se l'interlocutore ti dicesse: "Vado in vacanza a Cormano come faceva il Manzoni", manco tu ci fossi stata dozzine di volte per comprare il latte, tipo.
Tu, che quest'anno hai fatto delle vacanze adorabili ma tutto sommato poco esotiche, senti la mancanza della meta lontana e invidi famelicamente la collega in Namibia, metroicon appena tornato dal Kenya e sostanzialmente quasi nessun altro, perché di viaggi affascinanti quest'anno ne hai sentiti davvero pochi. Sarà la crisi?
Ad ogni modo progetti serate di diapositive con gli amici più cari, perché sei sicura che anche dai viaggi che meno ti attraggono puoi sempre scovare l'aspetto che ti fa dire: "Ci voglio andare". A te, poi, che potendo staresti sempre con la valigia in mano.
Chi fosse interessato a qualche dettaglio in più sulla tua vacanza del luglio 2011 può leggere qui.

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