Cambia il vento ma noi no*
Ti ha chiamato tua madre ieri, quasi piangeva. Dopo aver fatto campagna elettorale al suo paesello per mesi, aver distribuito volantini, aiutato a organizzare la serata di lancio, partecipato a comizi, mancava solo che andasse davvero a suonare i campanelli delle case come diceva Bersani, dopo tutto questo, dopo averci creduto, hanno perso le elezioni per 200 voti (che non sono pochi, ma nemmeno tantissimi). Perso contro un candidato cementificatore del villaggio, uno che è andato all'ospizio a comprare i voti degli anziani a cinque euro l'uno, fa davvero tristezza. E lei, così triste e indignata alla sua età, ti fa capire che non è vero che dopo una certa età ci si disillude: si continua a sperare, credere, darsi da fare, restare delusi e aver voglia di piangere. Tu eri lontana e non la potevi consolare.
Ieri sera tornavi a casa a piedi dopo aver visto a teatro il monologo di Molly Bloom, emozionata da tanta bellezza e dalla bravura dell'attrice e annusavi le rose che sbucavano dai cancelli di un brutto palazzo di via Forni. Alcune profumavano delicatamente, altre no, tutte aperte, non eleganti come le rose dei fioristi, ma sane, vive e bellissime nel loro modo disordinato.
Pensavi a Milano e alla sferzata di speranza che è arrivata inattesa e ti veniva voglia di ballare, di emozionarti, quasi di piangere dalla gioia.
Pensi alla sera del 30 maggio, sai già dove sarai, ma speri di concludere la serata in Duomo a festeggiare, più che dopo lo scudetto, più che dopo la Champions.
Mancano ancora due settimane, c'è ancora tanto lavoro da fare, non è mica detta l'ultima parola.

* i tuoi lettori dovrebbero esserti grati che non hai banalmente titolato "Miracolo a Milano"
** hai fatto anche delle riflessioni da politologa sul risultato delle elezioni, ma le esporrai forse in separata sede

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7 commenti

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7 risposte a “

  1. spero di festeggiare con voi, il 30 (magari le cose cambieranno anche qui da me)
    🙂

  2. 🙂

    (a milano, quest'anno più di sempre, ero proprio con voi)
    (abbraccia la mamma da parte nostra!)

  3. lala, grazie, anche da parte della mia mamma
    alja, speriamo! spariamo botti che neanche a capodanno!

  4. chi era l'attrice? non riesco a trovare niente su san google.
    dai dai, che secondo me un po' ovunque – se tutto va bene – ci saranno botti che nemmeno per l'inizio millennio…

  5. canto, te credo che non trovi niente, era lo spettacolo della biblioteca di quartiere 🙂
    il link è questo:
    l'attrice si chiama Itala Cosmo.
    speriamo speriamo!

  6. speriamo davvero.

    capisco la tua mamma, avrei anche io diversi sassolini nelle scarpe da levare, a tal proposito.

  7. grazie! vedo dal suo curriculum che alla biblioteca del quartiere non recitano mica le ultime arrivate, eh. 🙂

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