Ma la gente non si annoia?
post dedicato ad amica f.

"I libri mi sono indispensabili al punto che se in treno mi rendo conto che i miei compagni di viaggio non se ne sono portati nemmeno uno, mi assale un vero e proprio sconforto"
(W.S. Maugham – La sacca dei libri)

Da quando non abiti più da sola, prendi molto meno i mezzi pubblici. Tu e Stear andate al lavoro in macchina. Ne consegue che il tuo tempo dedicato alla lettura è diminuito. Però, quando ti capita di sapere che dovrai tornare in treno o che dopo il lavoro non andrai a casa, cerchi sempre di portarti qualcosa da leggere con te. Se invece ti succede l'imprevisto e devi tornare in treno da sola o andare in tram da qualche parte e non ti sei portata nulla, ti disperi: non riesci a concepire di avere tutto quel tempo perfetto per leggere e di sprecarlo così, senza nemmeno una rivistina da poco. L'altra settimana, quando sei andata in centro per una riunione di cui ti eri scordata, sei corsa in libreria a comprare qualcosa per il viaggio di ritorno in ufficio (in totale venti minuti). E non è la prima volta.
Per questo ti stupisci di come sui mezzi e in particolare in treno, dove la gente è costretta a stare parecchio, ci sia tanta gente senza nulla. 
Vedi quelli in compagnia. Tutto ok. Vedi quelli con le cuffie o che giocano col telefonino. Tutto ok. Vedi quelli al telefono, che quando chiudono la telefonata non hanno più niente da fare. E si annoiano. Si annoiano visibilmente: guardano fuori dal finestrino, non c'è nulla da vedere, guardano verso il corridoio del treno, non c'è nulla da vedere. Che noia. 
Gente con in mano un libro ne vedi poca. Ma perché? Se uno sa che deve tutti i giorni perdere tanto tempo sopra un sordido treno noioso, perché non si porta qualcosa che gli permetta di passare quel tempo in maniera piacevole? Non deve mica per forza essere qualcosa di terribilmente noioso che fa rimpiangere la vista della stazione di Bovisa dal finestrino. Può essere un giornale, una rivista di gossip (Dio ti scampi, ma a certi piacciono), il cubo di Rubik, l'andamento delle quotazioni di Borsa. Ma anche, sì, perché no, un bel libro.
E tu ti domandi: se lo sanno, che si annoieranno, perché non se ne portano uno?

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26 commenti

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26 risposte a “

  1. anonimo

    non riesco a uscire di casa senza libro, figurati che leggo anche in coda alla cassa del supermercato.
    πŸ™‚

  2. lise, come ti capisco. 
    non sai quanti libri ho comprato in stazione, ogni volta che mi son trovata improvvisamente sprovvista…

  3. uff,  odio splinder e la password che non ricordo mai, sono io quella del supermercato.
    lukiz
    hai uno stile così riconoscibile che non appena intravedo qualcosa sulla dashboard del tumblero corro subito qui a rileggermi il resto.

  4. lukiz πŸ™‚
    quando venivo coi mezzi poi salivo in ufficio dalle scale per continuare a leggere. ma non dico che occorra essere così fanatici, solo mi domando perché preferiscano annoiarsi che portarsi un harmony o un urania
    plett, tipo che quando ti vedono stappano lo spumante?

  5. In treno oramai lavoro (telefono, leggo mail e rispondo). Nei pochi momenti di pausa dormo. Ma dev'essere il cambio di stagione, faccio davvero fatica a leggere. 

  6. ma io non dico che uno debba leggere per forza. mi stupisco solo di chi non sfrutta il tempo morto per "ricrearsi" o comunque fare qualcosa. mi stupisco di tutta questa gente che sapendo che si annoierà, non sceglie un'alternativa qualsiasi (tipo anche dormire). io se dormo mi risveglio a camnago lago e non è il caso πŸ™‚

  7. anonimo

    Pensa che io sono passata dai 20 min di metro(+ le attese) a lavorare da casa. Comunque riesco a leggere sempre tanto (anche se il figlio2 piccolo non aiuta).
    Dan(iela)

  8. Io ho sempre letto molto, e non dimentico la compagnia dei libri nelle ore di autobus al liceo.
    E quanto odiavo chi Invece di leggere mi disturbava.
    E mi prendevano in giro proprio per i libri. Che zucconi.

  9. VIaggio pochissimo in treno e quindi, anche se il libro me lo porto e lo apro, sono troppo attenta a osservare i personaggi e perdo il filo.

  10. cri, ma non ti annoi vero?
    perché il punto è un antidoto alla noia e il libro è una facile soluzione (almeno, lo è per me), ma qualsiasi cosa va bene. io semplicemente mi stupisco per tutte queste persone che pur sapendo che si annoieranno non fanno niente per impedirlo.
    giulietta, io sono un'asociale tremenda e spesso anch'io preferisco leggere alla compagnia delle persone. anche il povero marito ha imparato che quando sto leggendo non deve venire a disturbarmi πŸ™‚

  11. io vado a momenti, ma ci sono tempi in cui adoro guardare fuori quello che accade. E il libro rimane, silenzioso, nella borsa…

  12. Io adoro leggere, ma a volte è bello anche fare un po' di vuoto nella mente e guardare fuori.

  13. anonimo

    La mia personale risposta è che soffrendo il mal d'auto, di treno, di autobus e di qualsiasi altro mezzo di trasporto se leggo anche solo una parola sto malissimo. Quindi, ahimè, i lunghi tragitti in autobus e in treno devo passarli ascoltando la radio.
    C'è da dire anche che il tragitto in autobus, con una mano sulla borsa in funzione anti-scippo, l'altra che cerca invano di trovare un punto di appoggio e la calca che ti soffoca non è esattamente l'ideale per concentrarsi sulle letture. E c'è da dire anche che a dirla tutta il mio passatempo preferito in treno è ascoltare le conversazioni altrui e da queste ricostruire la vita degli sconosciuti. Sono stramba, lo so!
    Elena

  14. come monica ed estate-indiana.
    magari dal di fuori sembra mi stia annoiando, ma a me piace moltissimo inseguire i miei pensieri guardando il paesaggio.

  15. anonimo

    viaggiando spesso in treno mi domando perché la gente, invece di scassare i maroni a tutta la carrozza con telefonate di lavoro (di cui personalmente non me ne può fregare di meno) non si legge un libro. 
    f.

  16. cara amica f., almeno non urlassero πŸ™‚
    allora, cosa numero 1: io credo che si veda se una persona guarda fuori e pensa a i casi suoi o se si sta annoiando. quelli che si annoiano sono molto più irrequieti.
    cosa numero 2: una cosa è il viaggio in treno per spostamenti lunghi, un'altra è lo spostamento pendolare. io vado pazza per il paesaggio tra roma e firenze per esempio e sto rapita a guardare fuori dal finestrino. ma il passante ferroviario è in gran parte sottoterra, non mi venite a raccontare che guardate "fuori" πŸ™‚
    elena, ma povera, anche in treno? io soffro il bus, ma il treno per fortuna no.
    comunque capisco lo strazio del mezzo affollato, io in realtà parlo proprio di persone che stanno sedute tutti i giorni per mezz'ora di treno. e va benissimo la radio, va benissimo origliare le conversazioni altrui (anche se qui bisogna essere fortunati: a volte si beccano certe conversazioni noiose…), ma guardarsi intorno e sbuffare due volte al giorno per mezz'ora non è troppo?

  17. attenzione, sono lettore compulsivo, eppure imbambolarsi a pensare con il naso sul vetro e' secondo me altrettanto formativo.

    l'essere umano ha anche bisogno di momenti di nulla, tipo lucertole che prendono il sole, o il leone che digerisce, perche' non siamo stati concepiti per essere sempre occupati in qualcosa.

  18. a me piace leggere prima i fare la nanna. in treno, si dorme πŸ™‚

  19. anonimo

    @erbasalvia: anche io avevo questa bellissima abitudine di leggere sempre qualcosa prima di addormentarmi. Ma era quasi un rito, roba che se pure ero stanca due pagine dovevo leggerle comunque.
    Ora che crollo addormentata non appena mi stendo sul letto, ciò ahimè non è più possibile. Che nostalgia però.

  20. anonimo

    Cvd, mi sono dimenticata di firmarmi. Sono Elena, quella che sul treno origlia le conversazioni altrui.

  21. ho sbagliato la finestra dei commenti…
    vabbè, leggi il post sotto, sono un disastro, troppo tempo che non scrivo sui blog!

  22. ahahah elo, bisogna sempre avere una bella scorta, come diceva maugham nel racconto da cui ho estratto quella frase

  23. anonimo

    Che infatti è bellissima πŸ™‚
    Elena

  24. elena, è un racconto molto bello, ma con un incipit fulminante sui lettori compulsivi. io tanto cuore maugham
    πŸ™‚

  25. anonimo

    Ti confesso che presa dalla curiosità ho cercato lumi su questo racconto, ma su internet ho trovato solo notizie sparse, tra cui una che lo definiva "perverso" (mm). Altra recensione lodava molto invece la raccolta da cui è tratto (edita da Einaudi?), tanto che ovviamente mi è venuta la curiosità di leggerlo πŸ™‚
    (perché diciamolo, non ho mai letto nulla di Maugham, vergogna)
    Elena

  26. Oh, ma io muoio di entusiasmo a consigliare Maugham. Il racconto si trova nella raccolta Honolulu di Adelphi e in effetti sì, il tema è un po' difficile. del resto lui amava sguazzare nei lati oscuri dell'essere umano, specie il più (apparentemente) irreprensibile. tuttavia la cosa più bella del racconto è l'incipit e lo puoi trovare qui, nella recensione di sidner:
    http://www.anobii.com/books/Honolulu_e_altri_racconti/9788845925221/01867bc93f0cb40fc1/
    se vuoi leggere qualcosa di Maugham io straconsiglio di cominciare con "Il velo dipinto", sempre edito da Adelphi e che tra l'altro trovi anche in economica, oppure con i due racconti "Pioggia"

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