Ammò con la filosofia del pallone
Scrivevi qualche giorno fa che per allenare la Roma ci voleva una maestra elementare. Sbagliavi. Se c'è qualcuno che può fare qualcosa, forse, quella è Tata Lucia. Che si credevano questi che Montella, proprio, con tutto il rispetto per la professionalità e l'esperienza dell'uomo, una squadra che il Parma lo poteva asfaltare e invece si è fatta rimontare, perché quello che le manca non è certo il valore tecnico ma il carattere: ci sono ambiti in cui "chi vüsa püsé la vaca l'è la sö", ma evidentemente il campionato di pallone non è tra questi.
A proposito di asfalto, non si può non parlare dell'Udinese che ha fatto 0-7 a Palermo (e il Palermo è una squadra degnissima, benché evidentemente la difesa abbia fatto un po' acqua) e attenzione perché sta per arrivare l'unico paragrafo di filosofia di tutto il post. Con tutto il rispetto per la squadra, il punto è Di Natale. Che a inizio stagione sarebbe potuto andare via, verso squadre più prestigiose, invece ha deciso di rimanere in quello stagno che è Udine (stagno per dimensioni intendi) e la vita gli ha dato ragione. Ha scelto la città piccola, la squadra di medie ambizioni e si è guadagnato l'amore incondizionato dei tifosi, la gloria della classifica e il titolo (benché temporaneo) di capocannoniere. Mica bruscolini. Chissà se lo immaginava, quando sceglieva il Friuli, che sarebbe andata così, che sarebbe stato ripagato in questo modo così ricco. Il coraggio di scegliere l'apparente retrovia per guadagnarsi una ribalta di tutto rispetto. D'ora in poi lo definirai lo "stile Di Natale" e quando qualcuno ti rinfaccerà di non metterti in mostra dirai che ti ispiri a lui. Si vedrà poi cos'avranno il coraggio di ribattere.
Del posticipo di ieri sera non hai molto da dire, se non che, benché insistessero tutti, il rigore a te non sembrava ci fosse, ma neanche un po', con tutti i replay che hanno fatto vedere, si tenessero la loro "lente d'ingrandimento" e facessero piuttosto vedere l'azione da vicino e allora se ne può riparlare.
Quello che invece volevi dire è che la Mikaela di Premium ieri si è presentata in onda con una tunichetta (come al solito scollatissima in maniera imbarazzante) stile baby doll e i capelli cotonati tutti in disordine e sembrava che fosse caduta dal letto direttamente sulla seggiola dello studio. Infatti, con grande spasso tuo e del marito, durante il primo tempo si è fatta dare una sistemata ai capelli e durante l'intervallo era dignitosamente pettinata e non sembrava più proprio appena appena sveglia. Come ti mancherà tutto questo quando la tessera omaggio sarà scaduta.

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3 commenti

Archiviato in filosofia del pallone

3 risposte a “

  1. Questa cosa dello stile "Di Natale" è "ispirante", lo citerò anche io, se mi cedi i diritti:-)

  2. ho sbagliato tutte le virgolette, ma insomma, si capisce. Urge andare a qualche mostra!

  3. ne parlavo proprio stamattina col collega della cotta di cui sopra: c'è una mostra fighissima alla forma e io ci voglio andare!
    cita pure Di Natale come fonte di ispirazione, del resto è lui e non io, ad averci mostrato la via 🙂

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