La rivoluzione del raffreddore
L'altra settimana durante una riunione hai detto all'Amministratore Delegato che ti sembrava che la tua attività venisse un po' trascurata dalla prima linea. Lui per tutta risposta si è appartato in un angolo a parlare con il Responsabile Commerciale. Passata l'arrabbiatura la tua reazione è stata: "Se non frega a lui deve fregare a me?"
Non è una novità che il tuo lavoro non ti piace e questo sarebbe anche il meno, è che ultimamente sei proprio demotivata. E' che il tuo lavoro non serve proprio a nessuno: passi le giornate a leggere policy di capogruppo, compili moduli nei quali dichiari: "Questa policy non ci riguarda" e ricevi risposte del tipo: "La dovete applicare lo stesso". E ti domandi se dall'altra parte del video ci sia qualcuno altrettanto demotivato oppure qualcuno che va a casa tutto fiero pensando qualcosa del tipo: "Anche oggi ho messo ordine tra i rivoltosi".
Questa non è una lamentela. Lo sai che non hai il diritto di lamentarti: hai un lavoro fisso normale e ben retribuito, che di questi tempi è un lusso, anche se non dovrebbe esserlo, dovrebbe essere la normalità. Comunque, dicevi, questa non è una lamentela, è un dato di fatto.
Sei demotivata, ma il tuo lavoro lo fai comunque: comunque continui a leggere policy, compilare moduli dove puoi, scrivere ordini di servizio dove devi e tutto il resto che fa parte dei tuoi compiti quotidiani e con lo stesso senso del dovere che ti spinge giorno dopo giorno fino al 27 del mese.
"Io non potrei mai farlo il tuo lavoro", ti dice di tanto in tanto la collega con cui dividi l'ufficio.
"Non preoccuparti", le rispondi tu, "non potrei farlo nemmeno io".
Solo che c'è una novità importante.
L'altro giorno, non sai come sia venuto fuori il discorso, hai detto chiaramente al tuo capo che sapevi bene di non essere adatta a questo lavoro (benvenuti tutti al corso di "Autopromozione e marketing di se stessi"), perché ti mancano sia caratteristiche tecniche che caratteriali. E per quelle tecniche pazienza, ci si può lavorare, le acquisirai. Ma per i difetti caratteriali non ci si può fare nulla e lui allora ti ha chiesto quali fossero questi difetti. Sei preparatissima: "Non sono ordinata, non sono organizzata, non sono precisa…" Allora lui ti ha chiesto quali sono invece le tue qualità. Tu hai esitato un attimo, per non far partire la solita risposta automatica. Ci hai pensato prima. E hai risposto, come al solito: "Nessuna".
Nessuna, come sempre. Eppure non te ne frega niente. Una volta, i lettori di vecchia data se lo ricorderanno, ti affliggevi di non avere qualità. Ora non te ne importa un tubo. Nessuna, proprio così. Come tanti altri del resto, ti par di vedere in giro avendo a che fare con sempre più persone. Perché dovresti dispiacertene? Quegli altri non ti sembra che se ne dispiacciano.
Ma forse sei così solo perché il raffreddore ti annebbia la testa.

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19 commenti

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19 risposte a “

  1. anonimo

    Secondo me, cara Lise, invece sei così perchè hai una sensibilità che ti spinge a fare questa analisi e a porti delle domande. Anche a notare che "altri non se ne dispiacciono".
    Non fossi così tireresti dritta per la tua senza nemmeno pensarci.
    Non ho certo la pretesa di condizionare in alcun modo il senso della tua riflessione e il modo in cui ti senti, ma per quel che mi riguarda la sensibilità di cui sopra E' una qualità.
    Ale

  2. grazie. ma è una qualità che non serve granché al mio lavoro
    πŸ™‚

  3. Batchiara

    Fai il tuo lavoro con dedizione anche se non lo ami. Solo per questo meriteresti una medaglia.
    Riesci a farti voler bene dai colleghi: potresti lamentarti costantemente del lavoro che non ami (cosa che ho visto fare per anni a tanta gente) rendendo la vita impossibile e insopportabile a tutti, invece mi pare che ti vogliano bene e dalle parole della tua collega mi pare traspaia dell'ammirazione e della stima per questo.
    Sei obiettiva sui tuoi limiti: ho lavorato anche troppo a lungo con chi non faceva altro che addossare agli altri le proprie mancanze. Che poi tanto gravi questi limiti non devono poi essere se lavori ancora lì e se ti viene chiesta la tua opinione.

    E comunque io penso tu sia una bellissima persona, Lise. Anche se la mia opinione vale quel che vale.

  4. grazie chiara, sei molto carina.
    il fatto di fare il proprio lavoro anche se non lo si ama, però secondo me è proprio la base. ma base base eh. son sicura che anche l'azienda non è contenta di pagarmi (di pagare nessuno intendo) a fine mese, però lo fa. è un reciproco scambio, soldi in cambio di lavoro ed è anche equo. se io non lavorassi con la scusa che non mi piace, l'azienda avrebbe tutto il diritto di dirmi che neanche a lei piace pagarmi e fine dello scambio (o almeno così la vedo io)
    πŸ™‚
    sulle lamentele hai ragione, la collega Emily si lamenta in continuazione e io penso che se facessi il suo lavoro piangerei tutte le notti, però so che ha stracciato i maroni un po' a tutti e son contenta di aver reagito diversamente.
    per il resto, come amo dire: quando non c'è il cavallo trotta anche l'asino. e poiché per quanto inutile qualcuno questo lavoro deve pur farlo, ecco che lo faccio io e non mi si manda via (era un anno che cercavano qualcuno per questo ruolo quando l'hanno imposto a me, capisci che non è poi così facile rifilarlo a chicchessia)

  5. Beh direi che una qualità che hai è sicuramente quella di avere le idee piuttosto chiare e saper dire quello che pensi. E saperlo scrivere, anche.
    E direi pure che su questo ci sono almeno un certo numero di persone che devono essere d'accordo con me, viste le circa 500.000 visite su questo blog.

    Ma insomma, non starò qui a sbrodolarmi in complimenti, ti chiedo solo se per piacere la prossima volta che il tuo Amministratore Delegato ti fa una domanda del genere lo mandi da noi che ci facciamo due chiacchiere πŸ˜‰

  6. ma no, quello è il mio capo! l'AD se ne frega se io sono contenta o no, a lui importa solo del suo bonus (come a tutti gli ad, presumo)
    πŸ™‚

  7. ancora più facile allora: mandaci il capo che ci parliamo noi! πŸ˜‰

  8. ca

    A me è passata la depre appena ho lasciato il lavoro che non amavo. e ho scoperto di avere delle qualità! anzi no, quello lo sapevo anche prima; come sai, lise bella, io non ho mai peccato di bassa autostima… Tu invece sì (come affermi anche nel tuo sottotitolo)… se può valere la mia opinione però tu hai delle qualità, ma te ne dico 1 sola (perchè sennò ti arrabbi): scrivi bene ed è sempre un piacere passare di qui 
    Con tanto affetto
    tua lettrice dal 2003
    ca

  9. ma io parlo di qualità lavorative, per lo specifico lavoro che faccio! io vengo pagata per quello!
    (e quando facevo un lavoro che mi piaceva mi si diceva chiaramente in faccia che non ero capace di farlo, autostima o no, ci sono post anche su quello)
    sinceramente mi aspettavo da tutti più contentezza per il fatto che non mi frega niente di non avere qualità, invece sembra che sono contenta solo io

  10. A me il termine "qualità" non dice molto: intendi "attitudini", "capacità" ? 

    Con l'età (anch'io ti seguo dal 2003 per cui nel frattempo sono invecchiato) ho capito -credo- che i lavori si imparano. Per fare un lavoro "bene", qualunque cosa ciò significhi, occorrono "doti" umane, quali concentrazione, umiltà, senso del dovere, passione per i dettagli.

    Ovvio che fare un lavoro "bene" non significa avere successo nè implica necessariamente fare qualcosa che piace, ma è dare un senso al proprio tempo lavorato, che, altrimenti, sarebbe sprecato. 

    Se quelle che tu chiami "qualità" sono quelle che io chiamo "doti", sono convinto che tu ne abbia, anche se non te ne frega niente (ma magari è una qualità/dote anche questa…). 

  11. sì, intendo attitudini (innate o comunque personali).
    ed è vero, i lavori si imparano, però chi ha l'attitudine giusta per quello specifico lavoro lo farà sempre meglio di chi l'attitudine non ce l'ha.
    (infatti dal lavoro precedente mi hanno mandato via perché pur lavorando non avevo le attitudini)
    io per esempio la passione per i dettagli che tu citi non ce l'ho per niente, ma zero proprio. per non parlare della concentrazione. sono la regina dell'imprecisione che si perde i pezzi per strada.
    ora, io mi rendo conto che per fare un lavoro che nessuno ha voluto fare (abbiamo avuto la posizione aperta per almeno un anno e non si è candidato nessuno) alla fine ci si accontenta anche di qualcuno che non ha le attitudini ma lavora lo stesso. ma questo non vuol dire avere le qualità giuste per lavorare in organizzazione. tutto qui.

  12. mmmh…non capisco, tu hai scoperto di non avere qualità e ne sei contenta. Ma ti riferisci solo al tuo lavoro o all'essere in generale?

    No perchè per quanto riguarda il lavoro, forse hai ragione ma per quanto riguarda il tuo essere persona, non sono d'accordo.

    Comunque, credo che si possa essere felici, pur svolgendo un lavoro che non piace. Per quanto la nostra esistenza sia condizionata dal lavoro, noi non siamo il nostro lavoro.

    Caroline

  13. no, spe', facciamo ordine! πŸ™‚
    1) non ho qualità intendo dire in senso lavorativo e per questo specifico lavoro;
    2) non direi che sono "contenta", diciamo piuttosto che non mi dispiace, il che è già qualcosa, una volta me ne sarei dispiaciuta
    3) penso che la felicità dipenda da cosa uno desidera e quali sono i suoi obiettivi di realizzazione personale. per cui senz'altro si  può essere felici con un lavoro che non ci piace, se non è un obiettivo particolarmente importante. per me infatti non lo è poi molto (e in effetti mi considero abbastanza felice), solo che ultimamente sono parecchio demotivata e secondo me il lavoro ne risente, tutto qui

  14. ca

    ok, allora avevo letto troppo velocemente! (certo se tu trovassi un lavoro che ti faccia scrivere e cucinare i biscottini, che bello che sarebbe!) πŸ˜‰
    ciao bellina 

  15. cara la mia musil, non so perchè, ma quando ho letto "Questa non è una lamentela. Lo sai che non hai il diritto di lamentarti" mi son sentita pensata da te.
    conigli, quattro lavori al momento, tanto affetto gratuito per tutti (ma per te più di tutti).

  16. sai ca che anche fare i biscotti ultimamente non mi interessa più? mi sto trasformando in un'ameba amante solo del divano πŸ™‚
    conigli, in verità ho pensato ai lavoratori della fiat e a un collega interinale cui non so se rinnoveremo il contratto e che temo il gruppo non ci lascerà assumere. e penso alla collega emily che si lamenta in continuazione con lui del suo lavoro e penso che insomma, be', magari farebbe meglio a lamentarsi con qualcun altro.
    ciò detto: anche io tanto affetto a te!

  17. speriamo che la busta paga ti dia soddisfazione, visto che il lavoro non te ne offre.

    eppoi mi pare che tutto sommato sei capace di vivere, altroché

  18. ca

    divano? hai detto divano???? GRANDE!!!! io ultimamente faccio la maglia, seduta sul divano!

  19. cristina, della busta paga non posso lamentarmi, almeno qui. lo farò solo col mio capo, hai visto mai πŸ™‚
    ca: ma che brava che fai la maglia, io ho provato da giovane ed ero impeditissima

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