Archivi del mese: febbraio 2011

Ammò con la filosofia del pallone
Scrivevi qualche giorno fa che per allenare la Roma ci voleva una maestra elementare. Sbagliavi. Se c'è qualcuno che può fare qualcosa, forse, quella è Tata Lucia. Che si credevano questi che Montella, proprio, con tutto il rispetto per la professionalità e l'esperienza dell'uomo, una squadra che il Parma lo poteva asfaltare e invece si è fatta rimontare, perché quello che le manca non è certo il valore tecnico ma il carattere: ci sono ambiti in cui "chi vüsa püsé la vaca l'è la sö", ma evidentemente il campionato di pallone non è tra questi.
A proposito di asfalto, non si può non parlare dell'Udinese che ha fatto 0-7 a Palermo (e il Palermo è una squadra degnissima, benché evidentemente la difesa abbia fatto un po' acqua) e attenzione perché sta per arrivare l'unico paragrafo di filosofia di tutto il post. Con tutto il rispetto per la squadra, il punto è Di Natale. Che a inizio stagione sarebbe potuto andare via, verso squadre più prestigiose, invece ha deciso di rimanere in quello stagno che è Udine (stagno per dimensioni intendi) e la vita gli ha dato ragione. Ha scelto la città piccola, la squadra di medie ambizioni e si è guadagnato l'amore incondizionato dei tifosi, la gloria della classifica e il titolo (benché temporaneo) di capocannoniere. Mica bruscolini. Chissà se lo immaginava, quando sceglieva il Friuli, che sarebbe andata così, che sarebbe stato ripagato in questo modo così ricco. Il coraggio di scegliere l'apparente retrovia per guadagnarsi una ribalta di tutto rispetto. D'ora in poi lo definirai lo "stile Di Natale" e quando qualcuno ti rinfaccerà di non metterti in mostra dirai che ti ispiri a lui. Si vedrà poi cos'avranno il coraggio di ribattere.
Del posticipo di ieri sera non hai molto da dire, se non che, benché insistessero tutti, il rigore a te non sembrava ci fosse, ma neanche un po', con tutti i replay che hanno fatto vedere, si tenessero la loro "lente d'ingrandimento" e facessero piuttosto vedere l'azione da vicino e allora se ne può riparlare.
Quello che invece volevi dire è che la Mikaela di Premium ieri si è presentata in onda con una tunichetta (come al solito scollatissima in maniera imbarazzante) stile baby doll e i capelli cotonati tutti in disordine e sembrava che fosse caduta dal letto direttamente sulla seggiola dello studio. Infatti, con grande spasso tuo e del marito, durante il primo tempo si è fatta dare una sistemata ai capelli e durante l'intervallo era dignitosamente pettinata e non sembrava più proprio appena appena sveglia. Come ti mancherà tutto questo quando la tessera omaggio sarà scaduta.

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Inadeguatezze

"Tra tutti quelli che potevi essere, non devi rimanere dispiaciuto se sei rimasto in gara solamente tu, con tutto quello che sei diventato" (Otto Ohm – Evito la forma)

Quando ascolti l'ultimo CD degli Otto Ohm che ti ha passato metro, ti domandi "ma dove sono stati questi fino ad ora e perché io non ne sapevo niente?".
Ieri mattina ti sei accorta già in ufficio che alle due e mezza avevi un appuntamento in centro. 
"Mio Dio, e ci vado così, vestita da nonna?" ti sei domandata atterrita. Sì, lo sai che il trucco sarebbe di non venire in ufficio vestita da nonna, tanto per cominciare, ma li vorresti vedere tu i tuoi lettori se avessero tutti i capi decenti da lavare e la lavatrice piena della roba del calcetto del marito.
Ci saresti dovuta andare col tuo capo all'appuntamento, ma appena tornata dal pranzo lui ti ha detto: "Non posso venire, ho avuto un imprevisto, io e la DG stiamo andando ad un'altra riunione, vieni con noi che dividiamo il taxi".
Non ti sei nemmeno lavata i denti e così com'eri sei scesa con loro ad aspettare il taxi. Sei arrivata in Duomo con venti minuti di anticipo sul tuo appuntamento, perfetti per farti una passeggiata tra le supergnocche abituali del centro e quelle omaggio per la settimana della moda, senza neanche il tuo bellissimo paio di occhiali da sole, che usi per riparare il mondo dalla tua bruttezza.
Alle due e trenta hai suonato il campanello del tuo appuntamento, per scoprire una riunione perfettamente inutile, durata quindici minuti compreso il viaggio in ascensore, che si poteva fare al telefono e con i documenti che ti sono stati consegnati a mano che potevano essere inviati per posta interna.
Quando ascolti il CD degli Otto Ohm ti domandi come fa Max Pezzali a guardarsi nello specchio la mattina e dichiarare ai giornali che è finito il tempo delle canzoni sciocche e che si è messo a fare sul serio.
E' uscito il nuovo romanzo di Federico Moccia, si intitola "L'uomo che non voleva amare", hai sentito la pubblicità alla radio. Ti sei domandata quante prove abbia fatto la speaker prima di riuscire a leggere il pezzo con sentimento senza scoppiare a ridere alla seconda parola.

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La rivoluzione del raffreddore
L'altra settimana durante una riunione hai detto all'Amministratore Delegato che ti sembrava che la tua attività venisse un po' trascurata dalla prima linea. Lui per tutta risposta si è appartato in un angolo a parlare con il Responsabile Commerciale. Passata l'arrabbiatura la tua reazione è stata: "Se non frega a lui deve fregare a me?"
Non è una novità che il tuo lavoro non ti piace e questo sarebbe anche il meno, è che ultimamente sei proprio demotivata. E' che il tuo lavoro non serve proprio a nessuno: passi le giornate a leggere policy di capogruppo, compili moduli nei quali dichiari: "Questa policy non ci riguarda" e ricevi risposte del tipo: "La dovete applicare lo stesso". E ti domandi se dall'altra parte del video ci sia qualcuno altrettanto demotivato oppure qualcuno che va a casa tutto fiero pensando qualcosa del tipo: "Anche oggi ho messo ordine tra i rivoltosi".
Questa non è una lamentela. Lo sai che non hai il diritto di lamentarti: hai un lavoro fisso normale e ben retribuito, che di questi tempi è un lusso, anche se non dovrebbe esserlo, dovrebbe essere la normalità. Comunque, dicevi, questa non è una lamentela, è un dato di fatto.
Sei demotivata, ma il tuo lavoro lo fai comunque: comunque continui a leggere policy, compilare moduli dove puoi, scrivere ordini di servizio dove devi e tutto il resto che fa parte dei tuoi compiti quotidiani e con lo stesso senso del dovere che ti spinge giorno dopo giorno fino al 27 del mese.
"Io non potrei mai farlo il tuo lavoro", ti dice di tanto in tanto la collega con cui dividi l'ufficio.
"Non preoccuparti", le rispondi tu, "non potrei farlo nemmeno io".
Solo che c'è una novità importante.
L'altro giorno, non sai come sia venuto fuori il discorso, hai detto chiaramente al tuo capo che sapevi bene di non essere adatta a questo lavoro (benvenuti tutti al corso di "Autopromozione e marketing di se stessi"), perché ti mancano sia caratteristiche tecniche che caratteriali. E per quelle tecniche pazienza, ci si può lavorare, le acquisirai. Ma per i difetti caratteriali non ci si può fare nulla e lui allora ti ha chiesto quali fossero questi difetti. Sei preparatissima: "Non sono ordinata, non sono organizzata, non sono precisa…" Allora lui ti ha chiesto quali sono invece le tue qualità. Tu hai esitato un attimo, per non far partire la solita risposta automatica. Ci hai pensato prima. E hai risposto, come al solito: "Nessuna".
Nessuna, come sempre. Eppure non te ne frega niente. Una volta, i lettori di vecchia data se lo ricorderanno, ti affliggevi di non avere qualità. Ora non te ne importa un tubo. Nessuna, proprio così. Come tanti altri del resto, ti par di vedere in giro avendo a che fare con sempre più persone. Perché dovresti dispiacertene? Quegli altri non ti sembra che se ne dispiacciano.
Ma forse sei così solo perché il raffreddore ti annebbia la testa.

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Nuovissima filosofia del pallone, quella vera
C'è qualcuno che legge Punto e Svirgola di Mura e Smorto? Tu li adori, sono loro il tuo faro per questa rubrichetta e chissà se anche a loro piacerebbero le tue riflessioni tra attualità, pallone e altri pensieri.
Tipo Ranieri che ha la stessa espressione da tribuno, sia che la squadra vinca, sia che perda e perde soprattutto, in particolare di recente. E la capisci la sua espressione torva, anche perché c'è poco da festeggiare se gli avversari pareggiano nel giro di pochi secondi. Roba da far intervenire il CEO del gruppo bancario proprietario, noto interista tra l'altro. Roba da restare direttamente in Ucraina, al ritorno.
La verità, la tua verità ovviamente, è che per allenare una squadra come la Roma (ma probabilmente non solo la Roma) sarebbe forse più adatta una maestra elementare, più avvezza forse ai capricci dei bimbi di un Ranieri che credeva forse di avere a che fare con uomini adulti e non con istrionici idoli delle folle incapaci di accettare un po' di panchina. A furor di popolo invece che a furor di classifica e infatti la classifica si vede.
Il che ti ricorda certi premier che, poiché legittimamente eletti pensano di essere al di sopra della legge, stile "Dio me l'ha data e guai chi me la tocca". Ma la verità è che il furor di popolo è come il vento (purtroppo più nel calcio che nella politica e infatti si vede) e cambia e ci vuol poco per non essere più l'idolo delle folle e a prendersi i fischi.
A proposito di fischi, ieri a un certo punto hai pensato di accendere la tv per scoprire dal televideo il risultato del Napoli e così sei incappata in pochi secondi di Annozero e ti è venuto subito un voltastomaco terrificante.
Eccolo qua lo specchio del Paese: capocciate in campo e insulti in tv. 
Infatti si perde, sia sul terreno di gioco che nel progresso della nazione.

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Se non ora quando?
Andare alle manifestazioni, specie quelle belle, entusiaste e partecipate, crea nel partecipante uno sfalsamento della realtà. Mentre venivi via hai sentito un uomo dire alla ragazza che era con lui: "C'erano tanti giovani, questo mi fa ben sperare". Avrebbe fatto ben sperare anche te, se non fosse che poi ti sei fatta un bagno di realtà nella metropolitana.
"Cairoli è chiusa, c'è la manifestazione", diceva un ragazzo sui vent'anni alla sua fidanzatina, "non sai che c'è la manifestazione?". Lei: "Non so neanche per cosa si manifesta" e lui: "Credo per il bunga-bunga".
Tu volevi scendere dal metrò per buttarti di sotto.
Quello che spiace di più, comunque, è che chi l'ha criticata l'ha voluta definire una manifestazione delle presunte donne perbene contro le donne per male. Non era così, ma proprio per niente. Era una manifestazione civile in favore della dignità della donna (a cui hanno partecipato anche molti uomini e questo ti è piaciuto), in tutti gli ambiti. Spiace che a queste persone l'argomento non interessi.

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L'oroscoparo stalker
(copyright a lala85)
Paolo Fox ti conosce. Sa chi sei. Egli alberga nella tua mente e legge i tuoi pensieri. Non si spiega altrimenti un oroscopo azzeccatissimo e non può nemmeno averlo saputo da amici tuoi, perché son cose che non hai detto a nessuno. Eppure lui lo sa. 
O forse legge questo blog.
Per esempio l'oroscopo di questa settimana ti ha lasciato con la mascella spalancata e ne avresti scritto già lunedì, se non fosse che eri tuttora ipnotizzata dal ciondolo tra le tette della Michela di Premium Calcio.
Intanto l'oroscopo giornalieri di lunedì era perfettamente a conoscenza del fatto che avevi un diavolo per capello ed eri pronta a litigare stile piazzata napoletana con il tuo Amministratore Delegato. Poi sei venuta a più miti consigli e venerdì gli dirai ciò che pensi in maniera pacata e civile.
Ma è l'oroscopo della settimana che ti sorprende di più. Dice: "Evita soltanto di intrecciare relazioni con le persone del tuo ambiente professionale, in questo periodo è necessario separare nettamente il pubblico dal privato".
Ma tu lo sai già e infatti tieni le distanze dal collega con gli occhioni, che invece purtroppo ti manda mail spiritose alle quali vorresti non rispondere, però poi invece lo fai. A che scopo seguire le Regole con qualcuno con cui non vuoi avere una relazione?
E non basta. Insiste l'oroscopo: "… sono consigliabili interventi anche di carattere estetico".
Come lo sa lui che hai dei peli foltissimi da estirpare al più presto? Non è che magari frequenta pure la tua palestra?

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Di pallone e altre cose, ma non di filosofia
Poi c'e' il Nico, che gioca al pallone, mette giu' un sacco d'arie e pretese, cambia d'abito sei volte al mese, e' riserva pero' in serie A. Ma per fortuna che c'e' il Riccardo che da solo gioca al biliardo, non e' di grande compagnia ma e' il piu' simpatico che ci sia.
(Il Riccardo – G. Gaber)

Il Riccardo in questione è Richard Castle, che segui indefessa tutte le domeniche sera, anche quando gioca l'Inter, soprattutto quando gioca l'Inter, in particolare quando Julio Cesar è costretto a fare miracoli a più riprese. Che poi è per quello che tu ti arrabbi quando i giornalisti dicono che la tal squadra è stata sfortunata perché ha tirato in porta X volte e X volte Julio Cesar ha parato. Questa non è (s)fortuna.
Che poi berciavi pure come un commendatore al bar, in particolare all'indirizzo di Pazzini, che sarà pure bravo, ma non ha la marcia di Milito di un anno fa e sui tiri di Eto'o è sempre in ritardo.
"Non ti piace il nuovo acquisto?", ti ha domandato Stear. Tu lo hai guardato stupita pensando: "Come sarebbe non mi piace, con tutto quello che fa per me di notte, mentre tu dormi invece di espletare i tuoi doveri coniugali1", ma poi hai detto solo: "Sì che mi piace, ma Milito era meglio".
Solo che poi Castle è finito (era una puntata fighissima ieri, ti sei divertita un sacco, anche se alla fine – attention! this post contains spoilers – poi Kate bacia il collega dell'antirapina, che è effettivamente molto più carino di Castle, ma non è altrettanto simpatico) e la partita ancora no e tu volevi vedere la fine. Perché poi alla fine intervistano Leonardo, di cui si è già detto in altri post e nei commenti, non si starà qui a ripetere.
Solo che ieri la Michela di Premium Calcio era imbarazzante. Aveva una scollatura indecorosa, distraeva da qualsiasi cosa. Ma perché? E' spigliata, non prende papere, gestisce bene gli invitati, non sarebbe altrettanto apprezzata dai telespettatori anche con qualche centimetro di pelle più coperto? Non stai parlando di dolcevita, una scollatura va benissimo capisci bene la questione di pubblico medio ma se nemmeno tu riuscivi a concentrarti su quello che diceva, figurarsi un uomo. E questo è svilire la sua professionalità.
Tra l'altro quella tonalità di blu era molto più adatta a una mora che a una bionda.

Hai una novità enorme sul collega oggetto d'amore di Emily, ma non la puoi dire. Ti spiegherai più avanti.

Informazione di servizio per le lettrici (tutte tranne Conigli): da Sephora in Vittorio Emanuele è di nuovo in vendita la paperella a pile. Chi vuol capire.

1 è una battuta!

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