Quello che sei e quello che vorresti essere
"Quando non c'è il cavallo trotta anche l'asino" dicevate ai tempi della Scuola Interpreti e mai detto è stato più vero, specie da quando lavori in questa azienda.
Come in un giochino delle tre carte mal eseguito, da un lato ti si fa balenare una possibilità di avanzamento di carriera, dall'altra ti si mette a lavorare a un file terrificantemente amministrativo che deve essere compilato in tutti i suoi campi. E questo perché il cavallo manca ovviamente in entrambi i casi.
La mattina prima di uscire di casa apri l'armadio e ci resti davanti perplessa svariati minuti. Questo perché una buona parte del tuo abbigliamento nuota infelice nel cestone dei panni sporchi, in attesa del suo turno di lavaggio, ma anche perché tanti dei vestiti che possiedi non ti rispecchiano più. Alcuni sono vecchi e lisi e vorresti tanto che migrassero spontaneamente verso il cassonetto giallo in fondo alla via. Altri non ti somigliano più e sono stati acquistati presumibilmente quando pensavi che il look da fagotto (che ora rifuggiresti) ti appartenesse. Questi li terresti però, perché ti conosci abbastanza da sapere che ti sentirai nuovamente a tuo agio nei maglioni informi, nei pantaloni bagonghi e nelle scarpe basse. Desideri vestiti colorati e affronti pile di capi neri, grigi e beige quando va bene. L'altra sera che eri fortunosamente in giro per strade di negozi, hai affondato il naso nelle vetrine e in alcuni casi sei anche entrata a curiosare. Il tuo desiderio di abiti colorati cozza contro interi stendini di tinte tetre, inframezzate a volte da rare eccezioni di importabili voile.
E' inverno e il tuo unico maglione fucsia ha fatto i pallini e quello rosa tenue si è ristretto, a furia di metterli e lavarli.
Così te ne vai in giro in total look grigio fumo di Londra, in tinta col tuo umore.
Ma è meglio abbandonare queste riflessioni e tornare al tuo file amministrativo: sono tante le caselle ancora da riempire.

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6 commenti

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6 risposte a “

  1. il commento più cretino è che i vestiti LISI invece ti rispecchiano (ah ah… scusa), il commento meno cretino è che la perplessità davanti all'armadio e agli acquisti del passato ce l'ho anch'io, con la differenza che mi fermo lì davanti la sera.

  2. è verissimo
    ma supervero: ne ho pieni i maroni anche io (che come vedi ho studiato ad Oxford) di queste vetrine grigiolastre, di 'sti colori infelici

    comunque buona fortuna per l'avanzamento di carriera, che magari con l'aumento ti paghi una brava magliaia che ti fa dei cardigan coloratissimi, tiè

  3. cri, ora come ora vedo più quotate le mie probabilità di fare sesso con pazzini per davvero e non in sogno che di avanzare nella carriera. forse è meglio se imparo a far la maglia da me

  4. Non mi faccio la barba la mattina perché lo specchio del bagno non mi riveste più, il rasoio non mi somiglia, il pennello perde il pelo e il sapone ha un colore verde smorto. Anzi: morto. 

  5. vedo che hai perfettamente interpretato il concetto 🙂

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