Archivi del mese: gennaio 2011

Nuovissima filosofia del pallone
Comunque Pazzini è un figo, ma un figo proprio e non stai parlando solo di come gioca a pallone.
Stanotte hai sognato che lo incontravi due volte. La prima volta ti parlava di una tizia che conosci, ti chiedeva come stesse e ti confessava che gli dispiaceva averla fatta soffrire così tanto. Ti sembrava così sincero che non avevi coraggio di dirgli che la tizia si era sposata e che adesso aspetta un bambino.
La seconda volta che lo incontravi, nel sogno, invece, ti faceva delle cose magnifiche e irripetibili che se ci pensi sei ancora contenta adesso e giri in ufficio col sorriso ebete come se fossero successe davvero, quindi tutto sommato è stato un bel sogno.
Ma tutto ciò è molto poco filosofico, invece vorresti dire che te lo immagini Benitez su a Liverpool che si guarda Inter-Palermo e brontola: "Certo che così ero capace anch'io", anche se lo sa lui e lo sai tu, che se fosse successo a lui i giornalisti avrebbero detto che si era salvato, aveva avuto fortuna o che, mentre Leonardo tutti a incensarlo, a commentare: "Che carattere questa Inter, non si arrende, tu hai cambiato qui e qui e tutto è andato per il verso giusto" e lui a sorridere piacione alle telecamere con quell'aria che ti vien subito da pensare: "Leo, cosa fai stasera? Non è che verresti a trovarmi in sogno anche tu?"
Comunque si diceva che "così ero capace anch'io" e sì, lo dice sempre anche il tuo capo, che si barcamena per raggiungere i suoi obiettivi con le quattro risorse raffazzonate che si ritrova ed è sicuro che quando se ne andrà, chiunque prenderà il suo posto otterrà molte più risorse di lui. Tu, dal tuo angolino in trincea, ti limiti a sperare che sia uno come Leonardo, ma ti rendi conto che stai volando veramente troppo alto.

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Quello che sei e quello che vorresti essere
"Quando non c'è il cavallo trotta anche l'asino" dicevate ai tempi della Scuola Interpreti e mai detto è stato più vero, specie da quando lavori in questa azienda.
Come in un giochino delle tre carte mal eseguito, da un lato ti si fa balenare una possibilità di avanzamento di carriera, dall'altra ti si mette a lavorare a un file terrificantemente amministrativo che deve essere compilato in tutti i suoi campi. E questo perché il cavallo manca ovviamente in entrambi i casi.
La mattina prima di uscire di casa apri l'armadio e ci resti davanti perplessa svariati minuti. Questo perché una buona parte del tuo abbigliamento nuota infelice nel cestone dei panni sporchi, in attesa del suo turno di lavaggio, ma anche perché tanti dei vestiti che possiedi non ti rispecchiano più. Alcuni sono vecchi e lisi e vorresti tanto che migrassero spontaneamente verso il cassonetto giallo in fondo alla via. Altri non ti somigliano più e sono stati acquistati presumibilmente quando pensavi che il look da fagotto (che ora rifuggiresti) ti appartenesse. Questi li terresti però, perché ti conosci abbastanza da sapere che ti sentirai nuovamente a tuo agio nei maglioni informi, nei pantaloni bagonghi e nelle scarpe basse. Desideri vestiti colorati e affronti pile di capi neri, grigi e beige quando va bene. L'altra sera che eri fortunosamente in giro per strade di negozi, hai affondato il naso nelle vetrine e in alcuni casi sei anche entrata a curiosare. Il tuo desiderio di abiti colorati cozza contro interi stendini di tinte tetre, inframezzate a volte da rare eccezioni di importabili voile.
E' inverno e il tuo unico maglione fucsia ha fatto i pallini e quello rosa tenue si è ristretto, a furia di metterli e lavarli.
Così te ne vai in giro in total look grigio fumo di Londra, in tinta col tuo umore.
Ma è meglio abbandonare queste riflessioni e tornare al tuo file amministrativo: sono tante le caselle ancora da riempire.

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I buoni propositi per il nuovo anno
Quelli altrui
Questo è il periodo in cui in alcuni blog (ma anche in alcune conversazioni orali) si sente parlare di buoni propositi per l'anno nuovo. Quello che ti urta maggiormente non è l'abitudine retrò di fare buoni propositi e scordarseli il minuto dopo, non rispettarli e nemmeno che siano gli stessi da dieci anni a questa parte. E non ti irrita di per sé nemmeno che il concetto di buon proposito all'inizio dell'anno sia veramente trito. Anzi: c'è gente che sa fare un'arte dei buoni propositi (son rari, purtroppo). 
Quello che ti irrita è che la maggior parte dei buoni propositi è concettualmente mal espressa. E siccome l'errore sta nel concetto, va da sé che questi propositi diventano irrealizzabili.
Non se ne può più di sentire come buon proposito: "Voglio dedicare più tempo a me stessa". E' un proposito irrealizzabile e ora, senza che tu sia un consulente aziendale, spiegherai perché. 
I buoni propositi devono essere SMART, ovvero Semplici, Misurabili, Acknowledged (conosciuti), Realistici, Time-bound (con un termine).
"Voglio dedicare più tempo a me stessa" non è mica misurabile. Un buon obiettivo misurabile potrebbe essere: "Voglio ritagliarmi almeno un'ora di massaggio ogni due settimane". Così è facile vedere se si sta tenendo fede all'obiettivo e porre rimedio anche facilmente.
"Voglio perdere tre chili entro sei mesi" va benissimo. Su come raggiungerlo però, meglio chiedere consiglio a un consulente aziendale. O a un dietologo.
(graditissimi nei commenti i buoni propositi SMART dei lettori)

si capiva che non eri seria?

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Filosofia del pallone e di altri passatempi
Domenica pomeriggio, verso le tre e mezza hai pronunciato una frase tipo: "Che si credevano questi che Leonardo?", invece poi ti sei dovuta ricredere, lui e le sue belle camicie.
Secondo il tuo modesto e opinabile parere, il pallone d'oro a Messi è una porcata bella e buona, che Iniesta se lo meritava molto di più (Messi ha giocato un mondiale pietoso e la Champions pure), però ti ha fatto piacere il premio a Mourinho, anche se forse, anche qui, era Del Bosque a meritarselo di più. Forse.
A Parigi hai girato per tutti gli Zara cercando un vestitino introvabile (introvabile in particolare per la taglia) visto a Milano (dov'era ancor più introvabile) e trovandolo alla fine, con tua immensa gioia, il giorno della partenza. A Milano invece hai girato tutti i Vergelio per cercare (in saldo ovviamente) un introvabile paio di scarpe di Prada che in Buenos Aires erano appena state vendute e in Corso Vercelli non c'era il tuo numero.
Il resto dei saldi è costituito da due vestiti comprati da Diffusione Tessile (ma dovrebbero essere entrambi di Max&Co.) che farebbero la gioia di Carla e Enzo, se non fosse che probabilmente non li metterai mai, anche perché uno dei due ti fa difetto sulla pancia (no, non sei incinta, anche se sembra).
Comunque sono già due giorni che in ufficio ti fanno i complimenti per come sei vestita e siccome sono vestiti vecchissimi probabilmente hanno tutti bisogno di favori misteriosi o di una tua benevolenza sugli audit che ti toccherà fare nei prossimi mesi. Ma loro non la sanno ancora la notizia terribile e cioè che da lunedì prossimo ritorna la temibilissima "Donna ISO" che terrorizzò tutti la primavera scorsa e perciò dovranno cominciare a farli a lei i complimenti per i vestiti e lì sì che saranno inverosimili.
Il tuo oroscopo di Internazionale dice che il 2011 si appresta a diventare il più strepitoso del decennio (quello a venire immagini) e date le premesse a te questa sembra proprio una pessima notizia.

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L'inverno dei morti viventi
Avresti voluto scrivere dell'addio di Benitez, del suo tempismo perfetto e di come ti sia venuto il sospetto che leggesse questo blog. Avresti voluto scrivere che l'Inter ha nuovamente un allenatore cui stanno bene le camicie, per il resto chi vivrà vedrà. Avresti voluto scrivere che ora che Rafa si è beccato oltre tre milioni per andarsene non è che magari la pizza la offre lui. Però è successa una faccenda che batte tutto questo e allora la racconti perché ti fa tanto ridere.
Allora, sei sicura di aver già scritto un post su questo individuo, ma chissà quando e non ti viene in mente, allora riassumi brevemente la vicenda. Stai parlando del 1998 e di come all'epoca frequentassi una chat. Tramite chat avevi conosciuto un tipo col quale eri uscita qualche volta. Lui era bellissimo, cosa di cui non ti capacitavi. Era anche molto gentile. Però una volta in risposta a un tuo sms fece un antipatico scivolone di stile, per farti sapere che non eri l'unica nella sua vita. A te il contenuto importava ben poco: anche lui non era l'unico nella tua vita e non era nemmeno il più importante (erano i primi tempi con quello che sarebbe diventato l'amante storico, per gli altri c'era uno spazio solo marginale), ma avevi trovato estremamente fuori luogo il modo in cui ci aveva tenuto a fartelo sapere, così avevi smesso di vederlo. Lui nel corso degli anni ti aveva mandato qualche sms sporadico, sempre meno a dire il vero. Tu li avevi ignorati tutti e ti eri perfino dimenticata della sua esistenza.
Poi la sera del primo gennaio, verso le undici hai ricevuto questo (lo copi paro paro): "… ma è ancora questo il numero di una deliziosa Caramella*, dallo splendido decollete? 😉 Un bacione dal Lothar* con l'augurio di un meraviglioso 2011, lo meriti!"
Ora. Avrà 40 anni, è possibile che si ritrovi ancora al primo dell'anno a scorrere la rubrica del cellulare per vedere a quali manze inviare gli auguri? Ed è possibile che imbattendosi nel tuo numero decida di inviarli anche a te che non vede dal 1998 e che non gliel'hai nemmeno mai data? Perché ha ancora il tuo numero? Tu il suo mica ce l'avevi ancora. Ma come sta messo? Ma perché a questi qua il cellulare non lo rubano mai?

* Caramella e Lothar erano i vostri nick di chat di allora (forse lui il suo lo usa ancora)

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