Nuovissima filosofia del pallone, ma non solo
Tu lavori in una piccola azienda che fa parte di un grande gruppo (no, non dirai dove lavori. Chi lo sa già bene, chi ha capito bene pure, gli altri non verranno informati). Tempo fa l'amministratore delegato del grande gruppo fu costretto a dimettersi e nel giro di pochi giorni fu sostituito da uno dei suoi vice, per la soddisfazione di tutti. Contemporaneamente (e i due fatti sono indipendenti) nel grande gruppo è avvenuta una notevole ristrutturazione, che ha portato con sé una gran serie di ridondanze di figure professionali, col risultato che moltissime persone ora non sanno quale sarà il loro futuro. Non nel senso che stanno per andare in mezzo alla strada per fortuna, ma come spesso accade in questi casi, tante promettenti carriere sono state stroncate e tanta gente non ha granché da fare durante il giorno finché la situazione non si sarà stabilizzata.
Chiacchieravate di queste cose ieri a margine di una riunione e la vostra legale diceva che è ben contenta del suo lavoro e di non essere nel marasma della capogruppo, dove ora rischierebbe di non avere niente da fare (ora invece il suo problema è l'opposto, ma va be') e che quando il precedente AD ha lasciato si son visti grandi svoltolamenti repentini di gabbana da un minuto con l'altro, in maniera anche abbastanza pietosa.
"E per fortuna che è stato sostituito internamente, che sai il casino se veniva uno da fuori?" che sicuramente si sarebbe portato tutto un codazzo di fedelissimi, creando vieppiù ridondanze dove già ce ne sono per via della ristrutturazione.
"E che tra l'altro è anche una brava persona", ha commentato qualcuno a proposito del nuovo AD.
"Sì, una brava persona come Benitez", hai risposto tu e questo ha concluso il discorso.
Hai fatto un panegirico inutile. Però pensavi: da quando essere una brava persona è diventato denigratorio? Anche il pallone sta dimostrando che la maleducazione è la chiave di tutto? Perché uno come Mourinho al posto di Benitez se ne sarebbe andato lui (cosa che in effetti ha fatto, anche se in maniera diversa), dicendo probabilmente che la società non lo metteva in grado di fare un buon lavoro. Invece Rafa resterà, forse perché spera di ribaltare la situazione, più probabilmente perché non è uno che abbandona la nave. Ma anche perché non ha un posto dove andare. Anche se non gli serve esattamente un posto dove andare.
"Rafa, perché non resti direttamente ad Abu Dhabi? Lì adesso il clima almeno è meglio, almeno quello atmosferico".

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6 commenti

Archiviato in filosofia del pallone

6 risposte a “

  1. La rettitudine, l'onestà, la lealtà e la buona educazione sono valori che nel nostro paese non servono più.

  2. e da un pezzo, mi par di aggiungere 😦

  3. questo tuo nuovo stile metapallonico mi piace proprio tanto.

  4. e chi non ha ancora capito dove lavora lise è scemo!
    😛

  5. Io mourinho non l'ho mai sopportato. ma non perché vinceva, perché è odioso.

  6. estate, sì, mourinho è odioso, anch'io lo avrei preso volentieri a mazzate, però si vinceva e allora andava bene così
    erba: oppure semplicemente non legge i giornali 🙂
    conigli, tu pensa che io credevo fosse segnale di grossa crisi creativa

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