Archivi del mese: settembre 2010

"Vorrei passare dai dieci ai trenta, per non subire questa tortura: il primo amore, la prima casa, dover vestire questa armatura" (Jovanotti)

Ti porti avanti. Sei in anticipo di due anni sulla crisi dei quaranta. Ma siccome la macchina due posti già la possiedi e coi ventenni ci sei sempre andata, i sintomi sono diversi.
I tuoi pensieri hanno il torcicollo e vivono guardando dalla parte sbagliata, indietro a quando avevi vent'anni e tutto ti sembrava possibile. Ti fanno strano quelli che dicono che vorrebbero avere vent'anni ma con la testa di oggi: tu ti accontenteresti dei tuoi trentotto se potessi avere ancora i pensieri dei venti, perfino dei quasi trenta: quelle speranze, quei sogni che il tuo cinismo e il tuo realismo ti hanno fatto abbandonare.
Ti senti vecchissima soprattutto di testa, perfino più vecchia di tua madre, che si pone sempre nuovi obiettivi. Anche tu a volte lo fai, ma sembra che non ti diano più nessuna soddisfazione.

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Ieri sei rimasta bloccata in ascensore al lavoro. Chapeau per l'aplomb tuo, del marito e del collega, vi siete guardati in faccia, avete sbuffato e con calma uno di voi tre ha chiamato l'assistenza. Avete aspettato un attimo e sono comparsi i tecnici (ma come facevano a essere lì al piano? probabilmente un caso fortunato) che vi hanno liberato. Il tutto con una calma olimpica, appena mitigata dal fatto che era probabilmente il decimo inconveniente che vi capitava nella giornata ed erano solo le nove del mattino.
Per esempio ti sei irritata molto di più per via della receptionist, che sta stampando e rilegando i documenti per il CdA e ti tocca di controllare i fascicoli ad uno ad uno perché in alcuni mancano dei pezzi, in altri ce ne sono in più, insomma un disastro: in uno dei fascicoli addirittura hai trovato la stampa del programma della champions, che uno dice almeno il consigliere cui capita si distrae e invece no, perché è solo il programma di mercoledì questo che viene, quindi sarebbe già bell'e che obsoleto per il giorno del CdA.
Nel frattempo una serie di coincidenze ti porta a fare delle scoperte arrabbievoli. Ricorderanno i lettori più attenti che tu fosti spostata dal marketing perché il capo ti aveva definita una persona totalmente priva di fantasia e creatività. Ora vieni a sapere che il nuovo direttore marketing opera scelte che definire prive di creatività e fantasia sarebbe riduttivo e che se avessi fatto tu delle proposte simili saresti stata oggetto di balconing transitivo. E ti arrabbi tanto, anche se non serve a niente: ti verrebbe voglia di andare di là a gridare "Ero io quella priva di fantasia?". Ma anche se trovassi il coraggio necessario a compiere quest'atto definitivo (e totalmente inutile), di là non c'è nessuno e tu rimpiangi solo di aver dato alla Leggiadra gli indirizzi che ti ha chiesto e perfino un suggerimento utile. Che se la sbrogliasse da sola la prossima volta, visto che lei è tanto brava.

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La verità è che ti scordi di tutto, anche delle cose che ti piacerebbe raccontare. Poi scandagli la tua memoria vuota e non trovando nulla ti domandi: "Com'è possibile che ci fosse qualcosa che avresti voluto raccontare?"
Quest'anno l'azienda ha rifatto il concorso interno delle foto per il calendario aziendale. Hai mandato le tue foto, ne hanno preselezionate due. Quelle degli altri sono orrende. No, adesso ti spieghi meglio.
Sarà che sei viziatissima dalle mille mostre fotografiche che hai visitato, da anni passati a sfogliare BellItalia e BellEuropa o dalle foto di viaggio delle foodblogger brave, ma hai capito una cosa. Le foto di paesaggio che ti piacciono sono quelle che ti fanno dire: "Come vorrei partire per questo posto" e non c'è bisogno che sia un posto lontano, può essere anche il paesino sul lago di Como (tu odi i laghi, tutti), ma colto nel suo scorcio più affascinante, con una bella luce che ne faccia risaltare i colori.
Di foto così, tra quelle dei tuoi colleghi, ce ne sono pochissime.
Per non parlare di quelle due colleghe che hanno messo entrambe la foto dello stesso tempio di Kyoto. E no, non sono state in vacanza insieme.

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Avresti tantissime cose da dire, qui e a te stessa, ma poi non le dici e svaniscono così, come ricordi abbandonati sulla spiaggia e ripuliti il mattino presto dagli appositi trattori.
La collega nuova tu la detesti e vorresti che venisse chiusa in un ufficio da sola, lontano da te (e da tutti).
Alterni gli umori, da buono a cattivo a seconda del momento. Tipo che mentre leggi "Zia Julia e lo scribacchino" l'umore è ottimo. Scende un po' quando tu e Stear andate alla ricerca di una casa nuova che non vi potete permettere e diventa tetrissimo quando trovi la posta chiusa e litighi al telefono con l'ufficio clienti di una nota azienda di luce e gas.
Passano i giorni e ti prendi piccole rivincite che non ti danno nessuna soddisfazione, però, come hai detto al tuo capo "anche il maestro zen seduto sulla sponda del fiume deve aver sorriso a veder passare il cadavere del nemico".
Oggi il tuo capo ti ha detto che avresti dovuto scrivere sceneggiature. Si capisce così perché tu ti sia tanto incupita, insieme alla posta chiusa e l'ottusità dell'impiegata dell'azienda di luce e gas.

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Fatto numero 1
Esci dall'ufficio con Stear, siete in macchina a un incrocio e vi passa davanti un motorino con su due persone.
Tu: "Ma quei due non sono i miei colleghi? Quello dell'IT con quella del customer service?"
Lui: "Sì, ma sono sempre insieme, secondo me c'è qualcosa"
Tu: "Ma mi avevano detto che lui non era interessato, che è fidanzato"
Lui: "Io sapevo che anche lei è fidanzata. Ma magari non sono fidanzamenti seri"
Tu: "Io so che ci sono anche matrimoni che non sono seri".

Fatto numero 2
Sei fuori a cena con la tua amica Drew, dietro di voi ci sono 4 baldi giovani sulla trentina, niente male. Mentre voi discettate degli ultimi attrezzini di cucina acquistati, origliate la conversazione alle vostre spalle. I quattro ragazzi chiacchierano delle questioni sentimentali di uno di loro. Niente di particolarmente grave: analizzano uno scambio di sms tra lui e una tizia, dando consigli su cosa rispondere, cercando di comprendere significati nascosti e facendosi un sacco di quelle seghe mentali che tu avevi sempre pensato essere caratteristica esclusiva delle donne. Non te ne capaciti proprio.
Drew: "Ma dov'erano questi quando noi eravamo alle prese coi nostri casini?"
Tu: "Alle medie"
Poi questi cominciano a chiedere la descrizione fisica dell'assente in questione, con l'assoluta mancanza di tatto che vi aspettate e questo vi tranquillizza. 
Tu: "Mi sa che è ora di chiedere il conto"
Lei: "Andiamo a pagare alla cassa!"

Fatto numero 3
Stanotte hai sognato un tizio, mai visto e conosciuto nella vita reale, che dopo qualche breve convenevole ti metteva un braccio al collo, ti annunciava di essere fidanzato e cercava brutalmente di baciarti. Tu non eri minimamente interessata, cercavi di dissuaderlo dicendogli: "Ma io sono sposata!", ma questo non era per lui un deterrente.
Poi ti sei svegliata.

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Vogue's Fashion Night Out – anno secondo
Per prima cosa da Patrizia Pepe a prendere la maglietta prima che si affolli come l'anno scorso. E a prendere gli spumantini, poverini, tutti soli sui vassoi, che tristezza.
Poi da Marni a prendere i palloncini e che meraviglia le scarpe tutte strane. Poi da Pinko, dove volevano farvi la prova del palloncino, specie dopo che ti sei rovesciata il Campari Orange sul soprabito aragosta (proprio di Pinko, vedi un po'), ma poi vi siete messe a parlare con la commessa del suo taglio di capelli e allora tanto amore. "Ma dove vai?" e lei: "Da Coppola". E come ti sbagli?
Poi Gucci che noia, e chi è quella tizia col passeggino che tutti intervistano?
Le foto con in mano i bicchieri vuoti e le facce da sbronze. Tutti i negozi aperti, perfino la coltelleria (lì magari ce l'avevano un bel buffet).
Da Piombo l'unico buffet e i calici di Krug. Ma Piombo fa abiti da uomo! Fa niente.
Da Tod's hanno una libreria nel negozio. Con dentro dei libri veri.
Da Stella McCarthney ci sono i cupcakes! E sono bellissimi! E sono buonissimi! E ci sono anche i biscotti glassati a forma di vestitino o di stella (appunto)! E un sacco di resti avanzati, che si sa, la gente della moda mica mangia, al massimo sbocconcella.
Vuoi fare un giro da Diesel? Neanche morta, andiamo da Sephora!
Da Sephora vi mettete i rossetti e fate la coda per un drink rosa che sa di detersivo.
E poi: Andiamo alla Rinascente? Voglio fare un giro al quarto piano. Cosa c'è al quarto piano? I bagni. Ok, allora ti aspetto al meno uno.
Poi te torni a casa, in metropolitana col palloncino di Marni ancora legato alla borsa e ti senti tutta sbronza e contenta.

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ATTENZIONE, CONCORSO!
Venghino signore e signori, venghino e partecipino!
Concorso "Trova il nome alla squadra"

Allora, il marito gioca in una squadra di calcetto di alterne fortune. Diciamo di fortune in calando: il primo anno han vinto il torneo, poi sono arrivati terzi, poi metà classifica, poi bassa classifica, poi fondo del barile.
Ora la squadra abbandona lo sponsor e cambia nome. Aiutate il marito a trovare un nome spiritoso alla squadra. 
Se poi tra i lettori c'è un portiere a riposo che si annoia, può segnalarlo nei commenti, verrà contattato con estremissima urgenza (vallo a trovare un portiere bravo di questi tempi, perfino Prandelli fa fatica).
Scadenza del concorso: 26 settembre.
Premi in palio: tanta soddisfazione (che di questi tempi è comunque grasso che cola).
Grazie.

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