Archivi del mese: agosto 2010

Il correttore di word continua a dire Caparbio
Capalbio è bellissima. Molto più di quanto ti aspettassi. Oggi hai risistemato le foto, le hai caricate su flickr e hai pensato che non rendono giustizia alla sua bellezza e all'atmosfera.
Alla gioia che hai provato trovando una stupenda mostra fotografica di selezione della World Press (la World Press che a Milano ti eri persa! una fortuna sfacciata). L'emozione tenera di girare per le quattro stradine e ritrovarsi sempre nello stesso posto. I programmi culturali fittissimi. Le sagre alimentari. Il mare cristallino. L'aria buona e profumata di pulito. La volpe abbagliata dai vostri fari allo svoltare di una curva (e per fortuna che stava sul ciglio della strada). La gentilezza dei proprietari dell'agriturismo, i loro adorabili modi di fare. I loro bellissimi micini grigi, tutti da coccolare, che ti saresti portata a casa lasciando lì la Pina. La Pina, che non avevi mai visto così felice, sempre in giardino a gironzolare, a cercare di acchiappare gli insettini, ad arrampicarsi sugli alberi (lo giuri) a inseguire i pulcini e a farsi deridere dalle galline, al sicuro al di là del reticolato. Ti sei sentita in colpa a riportarla indietro, poverina.
Sei stata così bene che sabato hai detto a Stear: "Ci torniamo anche il prossimo anno?" e lui ha detto di sì.
A chi pensasse di chiederti: "Hai visto quello? Sei stata in quel posto?" rispondi subito che non vi siete praticamente mossi, che il massimo del tragitto era agriturismo-mare-agriturismo-paese. Però il Giardino dei Tarocchi, quello sì, l'avete visto. Una meraviglia.

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No, volevi scrivere dell'ex collega razzistona bresciana che sposa un egiziano e va a vivere ad Alessandria (forse lei crede Alessandria in Piemonte), ma hai pensato che questa storia sarebbe piaciuta tanto a Maugham. E siccome tu non la sai raccontare come lui, chi passa di qui si accontenti del riassunto, che tanto c'è tutto quello che conta.
Tu ieri sei passata a guardare le foto di una persona che conosci e sei rimasta colpita dalla sua sensibilità con l'immagine. Il suo saper vedere il bello dove altri (tu ad esempio) avrebbero visto solo delle sedie rotte. E lo sai che hai trattato questo argomento fino allo sfinimento dei tuoi lettori (che magari adesso rimpiangono la storia della razzistona bresciana), ma ogni volta resti incredula davanti a questa abilità comunicazionale. Ognuno ha il suo mezzo, hai pensato, e questo è il suo. Di certo non il tuo.
Poi vabbe', ovviamente ti sei chiesta quale sia il tuo mezzo e blabla che però non vorresti continuare a dire proprio sempre le stesse cose e ti sei ricordata che questa persona si sa esprimere molto bene anche con le parole. E hai pensato ad un'altra persona ancora, che fa delle foto di una bellezza sublime, tipo da appendersele in camera e rimirarle per ore e sa pure scrivere bene.
Allora ti è venuto quel tipico nervosetto che nel dizionario si trova alla voce invidia, hai chiuso tutto, spento il pc e te ne sei andata a casa.

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Se tu avessi le ferie e non potessi andar via da Milano ti compreresti il libro "101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita" e ti proveresti a farne più possibile. Ammetti comunque che l'altro giorno lo guardavi alla Feltrinelli ed eri indecisa se prenderlo su lo stesso, poi hai deciso di no per il momento e lo hai rimesso giù. Comunque prima ti sei guardata l'indice e hai visto che diverse cose già le avevi fatte per conto tuo e va bene così.
Ci hai passato le ore in libreria, alla fine se fossi in ferie per un mese probabilmente compreresti un sacco di libri (già così…) e ti chiuderesti in casa a leggere.
Comunque ieri poi sei andata per mostre. Sei andata a Brera a vedere Burri e Fontana. Ti aspettavi un allestimento apposito, invece no: le sale dei due artisti erano sparpagliate per tutte le sale, nei buchi liberi, negli interstizi, sulle porte. Un disastro. Con la pretesa per di più dell'attinenza. Ma come si fa a guardare un'opera di Burri (con tutto il rispetto per Burri, che tu adori, altrimenti non saresti andata alla mostra), quando è appesa accanto alla Cena di Emmaus del Caravaggio? Non sarebbe stato meglio ricavare un paio di sale, anche in un altro museo, per dare lo spazio adeguato ai due autori? Comunque tu Fontana non lo conoscevi, te ne sei innamorata follemente.
Stupende invece le due mostre alla (o al?) Forma, quasi deserto: favolose. Stern che aveva davvero un talento per cogliere l'espressività dei soggetti, che quasi lo vorresti chiamare e implorare di farti un ritratto e Olaf, che paura, in particolare i due filmini, anche se le persone fotografate sono tutte bellissime, una bellezza innaturale, finta, così posticcia da mettere a disagio.
Hai camminato tantissimo, sognando un gelato che non sei riuscita a prendere e forse è meglio così, visto che continui a pesarti ogni mattina e a ricevere responsi sgraditi dall'Ottavia.
Comunque oggi sei tornata al lavoro, hai smesso di fare la turista nella tua città, fino a venerdì va così, poi si parte per il mare, tu, il marito e la gatta, armi, bagagli e lettiera: ciao ciao.

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I numeri
Sentita l'altro giorno in un giallo televisivo: "L'indiziata è alta un metro e sessantacinque, pesa quarantotto chili, di taglia porta la quarantadue".
Ma quando mai.

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