In prima serata una cena con i colleghi durante la quale hai rischiato seriamente di morire per le risate.
In seconda serata, passaggio da un'amica di Stear, in fase di separazione dal marito (anche lui amico di Stear), con il quale ha fatto tre figli, ancora piccoli (l'ultima ha otto mesi).
Mentre vi raccontava tutta la storia, sentivate crescere voi un senso di nausea e disperazione. Eri atterrita dalla tragica banalità della vicenda: lui che la tradiva da quando lei era ancora incinta, le accuse, i sensi di colpa, il tentativo di ricominciare fallito perché ovviamente lui si vedeva ancora con l'altra. L'altra che incidentalmente è fidanzata e convive.
Mentre lei parlava, ti sembrava di scorrere pagine su pagine di lettere all'Aspesi del Venerdì di Repubblica ed eri angosciata per l'orrore della situazione. E contemporaneamente eri colpita dalla lucidità con la quale lei descriveva tutto quanto, prendendo in considerazione eventuali mancanze sue, descrivendovi in poche parole efficaci la sua sofferenza, la preoccupazione per i bambini, tutto l'universo di desideri cancellati e il disorientamento.
E in tutto questo sovrapporsi di cliché quasi da morire di noia, se non fosse tanto tragico, ciò che ti ha colpito di più è che quando lei lo ha finalmente cacciato di casa e la famiglia di lui ha saputo che c'erano dei problemi e hanno cominciato a domandarsi cosa fosse successo, di tutte le cause possibili, il tradimento è stata la prima cosa che hanno escluso: "Lui un'altra? Impossibile".
Tu non lo vuoi giustificare in niente, è stato inqualificabile, ma ti è sembrato terribile che le persone che gli stavano intorno e gli erano vicine l'avessero incasellato per tanto tempo in un ruolo così diverso da ciò che lui era in realtà.

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7 commenti

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7 risposte a “

  1. C'è sempre da ascoltare l'altra campana. Però certo è giusto stare dalla parte di chi sta soffrendo di più.Io comunque mi domando: come fai a fare un figlio se sai che la storia sta cominciando a vacillare?Però mi rendo conto che forse sull'argomento figli, il mio pensiero è molto pesante.

  2. a me pare normale. nessuno, soprattutto i nostri parenti, ci conosce mai davvero…

  3. erba, proprio per quello io non mi sentirei di escludere a priori il tradimento, come facevano invece loro a essere tanto sicuri?caroline, siamo sicuri che anche lui stia molto male e siamo anche più preoccupati per lui che per lei. però ci è sembrato che nel momento difficile lui avesse scelto la scorciatoia invece di continuare ad assumersi le responsabilità (più verso i figli, come fai notare tu, che non verso la moglie che comunque è una persona adulta e con la testa sulle spalle) e ha cacciato tutti nel ginepraio.non so se hai visto il film Coraline, ma è come se lui avesse deciso di farsi cucire i bottoni al posto degli occhi, con le drammatiche conseguenze del caso.

  4. ginevs

    concordo con erbasalvia alle volte siamo i primi a non conoscerci e a non sapere quello che potremmo fare in determinate situazioni e molte volte chi ci sta vicino non sa, non vuole  guardare oltre al ruolo che ci siamo scelti/ ci hanno dato.

  5. questo è un buon motivo per cui nel precedente commento ho scritto voi.

  6. perché ai nostri parenti fa taaaanto bene pensare di conoscerci! 🙂

  7. visto foto letto post sul brasile di là. che voglia di andare a salvador de bahia!

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