Non sai dire se sei effettivamente triste o se semplicemente hai sonno. Certo, il cielo opaco e la formazione obbligatoria non mettono allegria. Ma ti succede sempre di essere triste quando nei film senti la frase: "la vita ti passa accanto".
Poi non dormi la notte e così il giorno dopo hai sonno.
Ti passa accanto senza che tu la veda? Sei tu che l'hai lasciata andare o semplicemente non c'era per te più vita di così? Come potrebbe essere? Come vorresti che fosse?
Dove passa, qual è la strada se non sai nemmeno dove vorresti andare?
Chi e come vorresti essere?
E come sono quelli che hanno in mano tutte le risposte mentre tu lasci che le cose ti accadano senza deciderle mai?

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18 commenti

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18 risposte a “

  1. La vita si nasconde nei sacchetti della spesa, nei flaconi che si svuotano.

    Nelle suole consumate, nei biglietti del tram usati, la vita si nasconde nelle briciole di pane che rimangono su una tovaglia a fine cena.

    La vita si nasconde nelle camicie stese ad asciugare con mollette spaiate, nelle tazzine che aspettano di essere lavate, nelle note ai margini di libri amati, in un cono gelato una sera tiepida.

    E' nascosta in un chilo di pomodori,  a un semaforo rosso, è nelle borsette rigide che sanno di fazzoletti di lino, naftalina e mentine.

    Si nasconde nelle notizie dei giornali locali, tra i tavoli dei bar, nelle sale d'aspetto dei dottori.

    E' nelle vie pedonali, nelle vecchie drogherie, tra i filoni di pane e sotto le michette.

    Nello scorrere dei canali, nel rosso dei papaveri, nel lesso con la salsa verde messo su la domenica.

    Nei silenzi e nei gesti. Nei quaderni con gli errori segnati in rosso, e in quelli senza errori.
    La vita è lì, si nasconde, si cela, aspetta solo che qualcuno si accorga di lei(che autorefernziale dello stracazzo che sono, a volte)

  2. l'autoreferenzialità va bene.ma è questa la vita che volevo? e se non la volevo, cosa volevo?

  3. la vita, ciò che ti accade mentre stai facendo altro.eh sì, me le faccio sempre anche io, queste terribili domande.

  4. erba, me lo immaginavo che sarebbe uscita questa citazione. ma il punto è "cosa sto facendo?" – "sto facendo quello che vorrei?" – "cosa vorrei?"poi, accada quel che accada

  5. eh lise.mi tocca far la nonna (è un periodo che va così) e dirti che, al di là del perché uno stia facendo quel che sta facendo (volontà, scelta, caso, culo, sfiga, boh), mi sa che la risposta a "sto facendo quel che voglio?" sia sempre possibile.insomma, quesiti separati, con alcune risposte possibile.

  6. ("volontà, scelta, caso, culo, sfiga, boh" mi sembra un fantastico gioco da morra cinese.)

  7. A me questa frase, spesso utilizzata dagli sceneggiatori per fare effetto, mi fa imbufalire.Cosa vuol dire?La vita la vivi, che sia quella che hai voluto o no non ti passa accanto te la stai vivendo.Se non si sa ancora cosa si vuole fare di se stessi, se non si è trovata una strada da percorrere non vuol dire che non si sta vivendo.La vita non è solo ciò che ti rende felice, ci sei dentro nella tua vita, nel bene e nel male.

  8. guarda, per me in questo periodo è già tanto se la vita mi passa accanto e non sopra, consolati!

  9. ginevs

    beh anche io sono nel club (c'è un club?) di coloro che si pongono queste domande.se ci penso mi sembra di non aver mai fatto scelte consapevoli, ma che le cose mi siano accadute e che io sia arrivata qui un po' come una pallina da flipper sbatacchiata a destra e a manca e senza una volontà propria.Ci sono periodi in cui la vita scorre accanto e periodi in cui si vive più intensamente. Io non so se questa è la vita che avrei voluto o che voglio, ma  in questo periodo la sto vivendo molto intensamente e questo mi fa stare bene (sarà che sento gli anni che passano e il tempo mi pare scorra troppo veloce e fare cose mi sembra dia un senso al tutto)

  10. emme, certo, sono quesiti separati, però se uno non se li pone rischia di perdere di vista se stesso e ciò che desidera. ecco, io temo che in tanti ci si perda di vista, anche un po' per abitudinecaroline, ma io non parlavo mica di felicità. anche il fatto di sapere che non si è dove si vuole implica una certa consapevolezza, che magari ti rende infelice, ma c'è. e allora, magari se uno lo sa cerca di vedere altri risvolti o almeno la propria coerenza in ciò che non ama. il rischio altrimenti (parlo per me eh) è di finire a vivere come fa comodo ad altri solo perché non so ciò che vorrei io.in questo senso vedasi anche il commento di ginevs, che mi pare molto appropriato. anche riempirsi la vita di cose, progetti o "intensità" (che penso sia molto interpretabile personalmente) può dare la sensazione che la vita "non ti passa accanto".mrinalini, mi fai sempre un sacco ridere.

  11. io mi dico: ma non si può mai fare ciò che si vorrebbe. perché chi vorremmo fosse con noi (dai! non è il tu caso!) non VUOLE, perché non c'è tempo, o i soldi. io vorrei imparare il francese, ma mica lo faccio. mi soffermo, ci medito, divento triste. quando ero piccola ero ossessionata dall'idea di dover COMPIERE UN DISEGNO (il conte lo è a tutt'ora. per lui è il matrimonio. e ti garantisco, sta malissimo per questo. per il dover dar vita a una cosa che non ha scelto lui). però frugare in noi e capire cosa vorremmo richiede tanto tempo. e il tempo ora è un lusso.e poi quando diciamo FARE CIO' CHE VORRESTI, parliamo dell'essere ciò che vorresti, avere ciò che vorresti, passare il tempo come vorresti? fare il lavoro che vorresti? alcune cose puoi raggiungerle, altre no. tipo, non avrai mai il petto piccolo, anche se lo vuoi taaanto :)caroline:: per assurdo, ciò che mi rende infelice è la morte?lise, parliamo di REALIZZAZIONE?

  12. esatto erba: ci vuole tanto tempo, ma anche la voglia (e forse il coraggio) di farlo. e così finisce che non lo facciamo mai. io lo so che non si può ottenere tutto ciò che si desidererebbe (pensa se all'improvviso mi venisse il ghiribizzo di essere una campionessa di ginnastica artistica: sarebbe un bel po' TARDI), ma magari alcune cose sì. mica è detto subito.il che non significa necessariamente "realizzare il sogno della vita": ognuno ha il proprio concetto di cosa è la vita per sé e quello che vuole.non lo so se sto parlando proprio di realizzazione.ti ricordi quella volta che avevo fatto l'elenco delle cose che mi sarebbe piaciuto imparare a fare nella vita? magari potrei partire da lì.(hai voglia cercare il post, aiuto)

  13. mi sa che non mi sono spiegata: quel che volevo dire è che credo sia assolutamente doveroso chiedersi (ma per me è più un ascoltare una risposta che già c'è) se si è/si fa/si ha (almeno in parte, ché erba ha ragionissimo) quel che si vuole. lo sai, credo, che la consapevolezza è il mio totem.Dicevo soltanto che mi pare più produttivo far consapevolmente il punto di quel che si è raggiunto, di quanto la vita che abbiamo ci calzi giusta o ci stia stretta (o larga), piuttosto che perdersi a pensare il perché si siano verificate certe cose (una parte di casualità, secondo me, è inalienabile).Semplicemente, il passato non lo possiamo cambiare, ma possiamo decidere di agire, ora, per ottenere qualcosa di diverso (o per mantenere quel che abbiamo e che ci rappresenta). certo, parte della capacità di cambiare la situzione passa dal rendersi conto che, forse, alcuni nostri comportamenti sono stati troppo passivi e/o disadattivi, ma quel che mi preme sottolineare è che capita spesso che lo star a rimuginare sul perché remoto degli eventi faccia da alibi (inconsapevole!) allo stabilizzarsi di una situzione che non ci fa felici, ma che ci appare come ineluttabile. ecco, in questo sesno dico di tener separate le domande. che, magari e paradossalmente, finiranno per riappaiarsi una volta si cominci a darsi le risposte.(e scusa la pesantezza)

  14. ecco, sì, iniziare a fare. giustissimo.

  15. sì è un buon inizio… un po' stressante, farle, quelle cose. ma provare è doveroso.

  16. Leggo questo post solo ora, e sono venuta qui per capire come mai ti ho vista così strana, e ora capisco.
    Le tue domande sono forse le più difficili del mondo, perché nessuno ha la risposta tranne te. Ed è un casino, se esiste qualcuno che conosce e persegue i suoi desideri nonostante tutto, lo ammiro tanto.
    È anche per questo che sto andando dalla persona di cui ti ho parlato, ma non lo sapevo finché non mi ha detto certe cose. Però, mi viene da dire, se tu fossi soddisfatta ti faresti comunque queste domande? (continua) (forse)

  17. ah lady, non so, ma io mi lamento sempre!

  18. persempremamma

    Ci sono cose della mia vita che non ho potuto scegliere, alcune le cambierei, altre no. Queste cose sono i miei confini e nel loro ambito, cerco di vivere scegliendo. A volte non è facile, ho la tendenza a lasciarmi vivere, a vedere come va, perchè magari non so esattamente quello che vorrei in determinate situazioni o perchè mi prende una sorta di malcontento, di insoddisfazione non spiegabile, di paura del futuro. A volte sono proprio i miei confini a non permettermi di fare quello che vorrei, e allora "me la insaccoccio" e cerco di godermi quello ho…Daniela

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