Archivi del mese: maggio 2010

Lastrichi di buone intenzioni le strade che portano al nulla. Anche se una di queste ti porterà a Parigi fino al due di giugno.
Vorresti fare una torta, farcirla di crema pasticcera e glassarla tutta di cioccolato, solo perché è una cosa difficile che non hai mai fatto. Ma non è mica più tanto tempo di torte farcite al cioccolato.
Il portatile riparato sta lì, in attesa di essere usato e tu scavi dentro di te alla ricerca di un desiderio che resta seppellito sotto, tra le tue potenzialità non sfruttate, le bugie non dette però pensate, quello che sei e quello che non sei.
Senti che sta cominciando una nuova era, però potrebbe pure finire domani.

Annunci

10 commenti

Archiviato in Senza categoria

E' più forte di te: non appena vedi qualcuno con in mano una macchina fotografica scappi alla velocità della luce. Ti alzi dai tavoli, esci dalle stanze, abbandoni le compagnie. Entri nel programma protezione testimoni.
Solo da lei ti faresti fotografare, ma poi dici così perché nonostante progettiate appuntamenti a metà strada sull'A1, l'eventualità risulta così improbabile da rassicurarti. Forse, se tu all'improvviso capitassi a Roma e fissassi con lei l'appuntamento della morte, al momento di entrare nello studio non ti presenteresti, cambieresti idea, nonono, magari al massimo le permettersti di riprenderti un gomito, una scarpa abbandonata, lo scatto di te dopo che sei andata via.
E le hai un po' invidiate, le tue colleghe incinte alle quali avete fatto il baby shower oggi, per la naturalezza con la quale mettevano in posa le loro pance rotonde da ottavo mese, col solo scopo di ricordarsi un giorno di come sono state bene con voi e non certo per dirsi se erano carine oppure no.
Sì, lo sai che questo post l'hai già scritto.
Oggi hai mangiato un toast a pranzo e ce l'hai ancora sullo stomaco. Quanto affetto.

17 commenti

Archiviato in Senza categoria

Un mojito e una notte di sonno e passa la paura.
Le persone che non senti da tanto tempo, vorresti che stessero tutte bene tranne una. Però a volte scopri che non è così ed è triste non poterci fare nulla.

11 commenti

Archiviato in Senza categoria

Paria
Ieri sera sei rimasta in ufficio fino a tardi, perdendo così la lezione di pilates e la voglia di andare in palestra. Eri così afflitta da pensare di avere molta voglia di bere, cosa che non ti capita più molto spesso. Hai vanamente implorato per almeno tre volte i consulenti ancora rimasti di portarti a bere qualcosa, ma hanno fatto finta di non sentire, così hai finito per andare comunque in palestra, a un'ora in cui ormai l'OSI se n'era già andato, ad ammazzarti sul tapis roulant, odiando ogni singolo secondo della corsa.
Dopodiché sei scesa dall'attrezzo infuriata, alla faccia di chi dice che l'esercizio fisico rilascia le endorfine e quindi buonumore alle stelle (ma quando mai), hai fatto la doccia infuriata, sei tornata a casa infuriata e pure la Pina era mode rompipalle on e ti ha strattonata per tutta la sera, mentre tentavi di guardare "Tutti pazzi per amore 2" giusto per vedere com'era e trovandolo una delle peggio cose mai trasmesse (ma non è difficile per te: guardi talmente poche cose).
Come se ciò non bastasse, stanotte hanno ben pensato di riasfaltare la Milano-Meda, che va bene che c'è meno traffico a quell'ora, ma la gente vorrebbe dormire e risulta alquanto difficile se l'addetto al mezzo (o chi ne fa le veci) strombetta più o meno regolarmente e chi sa perché.
Ed ecco che sei ancora infuriata, per tutta una serie di motivi più o meno razionali, anche se poi, leggendo Elle un po' ti era passata, ma si vede non abbastanza.

11 commenti

Archiviato in Senza categoria

Che notte quella notte
Tu sei una persona tendenzialmente distratta e ti accorgi delle cose un secondo dopo gli altri. Per esempio, quel luglio del 2006 l'abbraccio gioioso di Stear ti arrivò prima di capire che Grosso aveva segnato. E in finale di Coppa Italia erano tutti in piedi prima di te.
Invece sabato no. Sabato ti sono sembrati due goal al rallentatore, stavi per alzarti prima ancora di vedere la palla nel sacco, come se lo sapessi già ed eri lo stesso incredula e gioiosa e festante, anche se ti aspettavi un po' più di festa, tra gli avventori della Cooperativa Case Popolari Vercellesi, in particolare da quel tipo carino che forse un po' ti guardava (ma forse no).
E' per quello che forse non ti sei emozionata come ti aspettavi, finché non hai visto Mourinho piangere e hai pensato: "Ma allora anche lui è un essere umano!"
La festa, quella vera, invece, era in strada, tra le macchine strombazzanti e le bandiere. Era in metropolitana, dove quando tu e la June siete salite vi ha accolto un boato (ok, vabbe', lo facevano a tutte le fermate, ma era forte lo stesso). Era soprattutto in Duomo, tra cocci, palloncini, bandiere, ragazzi a petto nudo, ma con la parrucca ricciolona nerazzurra. Era nei maxischermi che inquadrano la festa di Madrid, era nel tuo cuore quando hai pensato: "Che fortuna non aver avuto nessuna storia importante con un interista".
Era ancora festa in via Manzoni, mentre spiegavate a un ragazzo come raggiungere la metrò rossa per andare allo stadio (allo stadio? con la squadra che non arriverà prima delle sei e mezza ed era solo poco più tardi di mezzanotte?). Era ancora un po' nell'ultima metropolitana gialla acchiappata al volo, che si sa che quando l'Inter fa festa il comune non pensa mai di prolungare l'orario della metro. Era ancora un po', solo un po', a Maciachini, in quei ragazzi che ti hanno chiesto come si arrivava in centro dopo la chiusura del metrò e dopo che gliel'hai spiegato ti hanno detto: "Forza Inter" e anche tu hai risposto: "Forza Inter", vi siete dati il cinque e hai avuto l'impressione che, dopo questo, sarebbero stati disposti a venire nella squallida periferia con te.
Era ed è ancora un po' con te adesso, al pensiero che "I Campioni dell'Europa siamo noi" e lo sarà ancora per un pochino.

8 commenti

Archiviato in Senza categoria

Vorresti che i tuoi genitori non ti avessero inculcato il principio dell'educazione prima di tutto. Per te, che sei una persona riservata e poco brillante, con un disgraziato esprit d'escalier, una buona dose di maleducazione sarebbe uno strumento utile per non farti mettere i piedi in testa dagli arroganti. Invece tu ti mordi sempre la lingua prima di dare delle risposte sgarbate, offendere le persone non è nel tuo stile, col bel risultato che invece tanti altri di offendere te non si fanno proprio nessuno scrupolo.
Oggi sei proprio di quell'umore che ti fa pensare che i valori sono le consolazioni di quelli che soccombono.

9 commenti

Archiviato in Senza categoria

Ieri ti sono arrivati i libri comprati su BOL con lo sconto. Tra questi troneggiava L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedere un aumento, che hai subito sventolato al tuo capo ridendo. Vi siete fatti due risate, il libro l'ha guardato anche Kappa, ha fatto un po' il giro di mani e poi è tornato da te.
"Ti chiederò qualche consiglio", ti ha poi detto il capo, non riferendosi all'arte, ma alla lettura. Poi la sera ti ha mandato un messaggio che diceva: "Acquistato Perec. Non mi troverai impreparato!". Tu impastavi la ciambella di ciliegie ridacchiando un po' per il messaggio, un po' per il libro in sé (Perec era un genio, ma questo già si sa) e pensavi a quali libri avresti consigliato, ai libri che consigli sempre. Trilogia della città di K. Revolutionary Road. La vita davanti a sé invece no, perché il capo ha detto che non gli piace Pennac e insomma, non ci sarebbe nessun Pennac senza Gary. Ma forse Le radici del cielo. E poi Invisible Monsters o Ninna Nanna. E allora hai pensato a Palahniuk, a come Invisible Monsters sia infinitamente più geniale di Fight Club, che pure è il romanzo che gli ha valso la notorietà planetaria. Che tu, se pensi a Fight Club, pensi a un paragrafo solo, quello in cui vanno a puntare la pistola alla testa dei poveri cristi, gli chiedono i documenti e gli intimano di andare a cercare di realizzare i loro desideri abbandonati, altrimenti nel giro di sei mesi li ritroveranno e li uccideranno davvero. E mentre eri sempre lì, tra farina, mandorle e ciliegie hai pensato a come e quando vale la pena di vivere, ai sogni abbandonati e se ci fosse qualcuno che torna tra sei mesi per te, cosa faresti.

15 commenti

Archiviato in Senza categoria