Archivi del mese: aprile 2010

Vorresti raccontare dei tre giorni passati a Valencia, ma purtroppo tra pochi minuti hai una riunione per la ISO 9001. Comunque dirai solo che Valencia è bella sì, quasi ci vorresti abitare, ma poi hai scoperto che l'ultimo autobus è alle 22.30.

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Non si capisce cosa tu vada a fare in palestra di giovedì che l'OSI non c'è mai, devi cambiare giorno. Anche perché di giovedì ci sono sempre un sacco di concerti all'Alcatraz che poi trovi traffico e torni a casa tardi. Tipo ieri che c'era il concerto dei Prodigy e non riuscivi nemmeno a uscire dalla via del De Sade (che odio guidare, miseria), anche a causa dei giganteschi camion stile americano parcheggiati lungo tutta via Valtellina che chissà cosa c'era dentro.
Comunque in palestra poi sei salita sullo stepper con l'aria incazzata e aggressiva che parevi Lilli Paravidino* e ti sei fatta mezz'ora con David Guetta nelle orecchie, visto che anche tu come musica non scherzi, servisse almeno a qualcosa.
Invece sei uno sfacelo, eviti tutti gli specchi e forse è anche per questo che non vai più a fare lezione in sala.
Ieri volevi puntare dei soldi sul passaggio del Barcellona in finale di Champions, ma poi hai scoperto che lo pagano solo 2,50 e non ne vale la pena. Ci sei anche rimasta un po' male: solo 2,50? Allora lì per lì volevi puntare due euro sullo scudetto al Milan, visto che hai scoperto che lo pagano 101, ma poi finisce che lo vince la Roma e così cornuta e mazziata. Che come dice Kappa, l'amico di erbasalvia, due euro sono meglio spesi al win for life. Tu che non giochi mai pensi che quei due euro sarebbe meglio investirli nella chiavetta del caffè, ma poi finisce che li usa tutti la collega Leggiadra, quindi tanto vale.
Tra l'altro stamattina ti sei accorta (sei lenta ma ci arrivi) che tutti i tuoi colleghi quando vanno a prendere il caffè non ti invitano mai e sicuramente la colpa è tua. Quindi adesso ci vai da sola.

* la serial killer di "RIS di Roma" (la tua ultima inconfessabile ossessione)

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L'OSI ha un tatuaggio su un polpaccio. E' un tatuaggio grosso tra l'altro, chissà come avevi fatto a non vederglielo prima. E' proprio bello (lui, non il tatuaggio): lo guardavi lunedì sera senza riuscire a togliergli gli occhi di dosso, per quei pochi minuti in cui l'hai visto passare. Gli guardavi la nuca e le spalle e le braccia e pensavi che fosse un peccato che i polpacci fossero invece così sottili. Ma anche che fa niente, perché nelle tue fantasie neanche tu hai la pancia.
L'americano finalmente oggi dovrebbe tornarsene a casa grazie alla Lufthansa che ha ricominciato a operare tutti i voli in maniera regolare. Dopo aver cristonato come uno scaricatore blasfemo in tutti questi giorni, stamattina hai provato un moto di pietà per quest'uomo, invitato e corteggiato in tutti i modi e ora vituperato, trasformato in uno scarafaggio come Gregor Samsa, con un grande senso di liberazione ora che viene spazzato via.
 

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Le banane più cattive dell'universo, pessime prospettive per il futuro, un americano bloccato a Stresa che non sai come rimandare al suo paese.
L'Inter a un punto dalla prima in classifica, contro il Barça arrivato in bus (che ridere).
Un regolamento aziendale da riscrivere, gli avvocati della 231 che prospettano fantareati.
Ti guardi allo specchio e ti trovi orrenda (sai la novità), credits to la nuova fichissima gonna SportMax pagata come un bel vestitino Zara.
Un senso di disagio crescente che non ti fa dormire la notte, non ti fa concentrare sul lavoro e grazie pure alla Pina che non si sa bene a che ora nel cuore della notte ha pensato di morderti sul collo (gatta vampira).
Fuori posto sempre, come un assioma di vita. Ovunque, ma non qui.

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Vorresti avere il tempo di organizzare i tuoi pensieri e scrivere un post. Hai un sacco di idee e neanche un minuto per metterle giù.

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Si può essere più in malafede di così?
Alle donne laziali dici solo: "Questo con la Bonino non sarebbe successo".
(nemmeno con la Bresso in Piemonte, di sicuro).

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