Archivi del mese: marzo 2010

Autocritica questa sconosciuta
Brunetta che se la prende con la Lega per non aver vinto ti fa proprio ridere. Per prima cosa ti fa sogghignare sadicamente che non abbia vinto (come Castelli trombato a Lecco: son davvero delle soddisfazioni che una nella vita non si aspetta proprio e perciò doppiamente benvenute). Per seconda cosa, vorresti dirgli che i casi sono due: o Venezia è un feudo di sinistra in una regione di destra (può essere) oppure che gli elettori, pure quelli di destra, di lui non han voluto proprio sapere. Che si domandasse un attimo il perché, invece di prendersela con la Lega, che in Veneto ha fatto cappotto.
Bersani che dice che non è andata poi così male ti vien voglia di prenderlo a botte. Già ai tempi delle primarie in Puglia, che quando vinse Vendola volevi uscire in strada a fare il trenino pereppeppè, gli sarebbe dovuto venire in mente che la gente vuole una sinistra vera e non un partito "un po' di qua un po' di là" e che se si piantasse di tentare di convergere al centro e si dicessero le cose chiare si potrebbe riguadagnare una discreta fetta di elettorato (tipo tanti di quelli che hanno disertato le urne per la delusione e sono sempre di più). "C'è bisogno di sinistra" diceva un cartellone elettorale e aveva ragione, che ci pensasse un po' su il Pierluigi nazionale e si desse un po' da fare per recuperare quello che dovrebbe essere l'elettorato di riferimento: gli operai, i poveri, gli intellettuali. Che Campania e Calabria tu te lo aspettavi. Ma il Piemonte, che di tragedie governative non ne aveva avute e il Lazio, con una candidata valida (tu l'avresti votata con ben più entusiasmo che Penati, per dire) non erano regioni che si potessero perdere. Un po' di rispetto per gli elettori suvvia.
Infine un appello (tra l'altro in tema): Mario, eddai, chiedi scusa per favore. Sei giovane, davanti a te hai tanta strada, non te la bruciare adesso, perché non sai in futuro quanti non vorranno avere a che fare con chi non sa chiedere scusa. E poi a volte si può chiedere scusa anche quando si pensa di aver ragione.

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Per sentirti più giovane ieri in palestra ti sei messa a cercare l'OSI come un'adolescente che fa i giri in discoteca per vedere se c'è quello che le piace. C'era. Sfortunatamente era lontano e tu stavi andando via.
Comunque a casa per sicurezza la crema antirughe te la sei messa lo stesso.

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Cose di cui saresti anche un po' stufa
Le tue colleghe, che quando dici loro: "Devo dirvi una cosa", che sia il tizio che ha chiamato per proporre una sponsorizzazione oppure che ti spostano di attività, tutte le volte ti chiedono se sei incinta. Ma insomma, hai davvero questa gran pancia? E anche fosse, non dovrebbero essere un po' più delicate?
Quelli che tutte le volte ti fanno notare come Stear sia buono e tanto innamorato di te, quasi che tu non te lo meritassi.
Formigoni.

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La precertificazione ISO non è sempre un momento drammatico – una testimonianza
Allora: devono sapere i tuoi poveri lettori che quando è stato deciso di richiedere la certificazione ISO, la tua azienda ha assunto un'interinale dedicata interamente al progetto, da tutti chiamata "la tipa dell'ISO". Sappiano i lettori che la tipa è una procedura vivente e qualsiasi cosa esuli dal sentiero tracciato la manda in panico. A titolo esemplificativo si racconta che per il marketing la parte di manuale l'ha scritta la collega S. (d'ora in poi ribattezzata la Leggiadra), ma siccome una volta tu l'hai chiamata per chiederle l'elenco dei progetti in corso, quella non sapeva più se doveva parlare con te o con lei ed è andata avanti un bel pezzo a chiedere e richiedere conferme.
Oltre a 'sta tipa, vi siete avvalsi della collaborazione di un consulente esterno, da tutti denominato "l'ingegnere dell'ISO", un poverino che, appena apre bocca, qualsiasi cosa dica, fa addormentare all'istante tutti i presenti.
L'ingegnere e la tipa, hai scoperto ieri, si odiano. Lei odia lui, in particolare.
Lui comunque ieri si è presentato alla precertificazione con un completo di velluto a coste color senape, facendosi così odiare non solo dalla tipa (che comunque in fatto di abbigliamento non ha nulla da invidiargli). Poi, non si sa bene cosa gli sia successo, ma per l'emozione della precertifica ha svarionato e ha detto un sacco di castronerie, evidenti perfino a te che non ti raccapezzi tanto bene sull'argomento. In queste occasioni la tipa lo rimbrottava davanti a tutti con sonori sbuffi, sorrisetti altezzosi e frasi tipo: "Ma cosa dici! Non hai capito niente!". Tu e la legale avevate gli occhi fuori dalle orbite e il responsabile Organizzazione era evidentemente imbarazzatissimo.
Le tizie dell'ente certificatore non erano per niente le rigidone che ti aspettavi: anzi erano spiritose e piene di buon senso, ma sono rimaste tramortite dalla quantità di carta con la quale la tipa dell'ISO ha evidentemente cercato di sommergerle. A ben guardare effettivamente dovresti controllare che non siano affogate in sala riunioni.
E devi ammettere che anche dal punto di vista dei contenuti non è andata troppo male. Pensavi peggio in effetti.

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Ieri piuttosto che andare al corso di sformati e purè al Teatro 7 avresti preferito buttarti sotto la metro in De Angeli. Quando eri al corso poi hai effettivamente rimpianto di non esserti buttata sotto la metro, per cui pensi che i pendolari dovrebbero esserti grati.
I corsi della Cucina Italiana sono finora i migliori mai frequentati, anche se quello di ieri poteva vantare la presenza di due p*ttanieri chiassoni che hanno in qualche modo ravvivato la serata. Si vedeva che facevano gli scemi solo per il gusto di farlo comunque, anche se tu li hai evitati per quanto possibile, mentri eri colpita dalla differenza con la tua amica Meg che si è divertita a flirtare con loro tutta la sera. Tu eri visibilmente a disagio e preferivi pelar patate in un angolo pensando con nostalgia ai binari della metro. Non sei mai stata brava a flirtare e davanti a qualcuno che sgomita per l'attenzione tendi a chiuderti nella caverna, ma non ti era mai stato così evidente come ieri.
Comunque alla fine di tutta la serata, quando ognuno di voi faceva il conto delle attività della mattina dopo, tu hai detto: "Io domani alle nove e mezza ho appuntamento con il certificatore ISO!" e uno dei due: "E io con una tesista che viene a farmi delle domande, che è peggio" e tu: "Vuoi far cambio?". Allora lui ha detto di no, ha riconosciuto che il certificatore ISO era peggio.

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Da ieri hai un nuovo Oggetto Sessuale Immaginario (d'ora in avanti, per brevità OSI). E' un tipo che bazzica nella palestra e che avevi già visto un milione di volte, prima di affibbiargli questo titolo e questa responsabilità. E' abbastanza bellino, nemmeno tanto tabbozzo e non troppo muscoloso. Naturalmente avrà come minimo dieci anni meno di te (ma è maggiorenne eh, si vede subito che lo è) e questo lo rende a maggior ragione più adatto. Tatuaggi visibili sembra non ne abbia.
Chissà perché non lo avevi mai considerato prima, ieri ti è passato accanto ai tornelli della palestra e da allora sogni a occhi aperti di fargli e farti fare cose irripetibili che ovviamente non hai nessuna intenzione di mettere in pratica.
Per favore. Al di là degli sbattimenti umani, dei risvolti psicologici e dei rischi oggettivi che questo comporterebbe se solo l'OSI fosse anche minimamente interessato (e no, non lo è), ci sono aspetti faticosissimi di non avresti proprio voglia di farti carico. A titolo puramente esemplificativo indichi il ricevere un sms scritto con le K (e questo perché non hai voluto infierire).
Non hai idea di come si chiami e non vuoi saperlo: mica come la tua collega che si è presa una cotta per il ballerino/tronista che vede in un locale la domenica sera e ha brigato per mesi per scoprire il suo nome in modo da cercarlo su facebook e scaricare le sue foto sotto la doccia e sopra la doccia.
Non desideri uscire con lui a cena o che ti dica cose gentili e complimenti romantici. Non sogni di andare con lui per brunch in locali fascistoidi assurdamente frequentati da omosessuali barbuti e intellettualini quarantenni radical chic. Non ambisci a farti accompagnare mano nella mano ai Mercati della Terra o di farti pagare da lui il biglietto d'ingresso all'Anteo. Non desideri visitare con lui certe mostre commentando in modo spiritoso le opere d'arte esposte.
Non vuoi sapere cosa fa, cosa gli piace, nemmeno vuoi sapere che voce ha.
Allora a cosa serve un OSI? Be', per esempio è utilissimo durante lunghi e tediosi seminari sull'impiego dei derivati contro i rischi di fornitura, in corsi di formazione sulla certificazione ISO o sull'automazione del ciclo passivo e altre amene facezie che il tuo nuovo incarico prevederà molto a breve. Tu vaghi per territori peccaminosi in sua compagnia e perlomeno non ti addormenti russando rumorosamente.
"Eh be'", penserà qualcuno, "non andava bene l'OSI dell'anno scorso?". Boh, magari per certuni andrà anche bene, ma tu nella vita vera sei fidanzata fedele da sei anni, almeno con l'OSI vuoi poter fare un po' la farfallona.

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Vorresti passare le serate solo a leggere libri di Jane Austen. Ma anche le mattinate non sarebbe male.
D'ora in poi vuoi andare a vedere le mostre sempre con estate-indiana. Tu e lei lo sapete perché non siete ricche e famose.
Roy Lichtenstein doveva essere uno che a uscirci a bere qualcosa la sera ti faceva ammazzare dalle risate.
Ti sei resa conto che le persone che ti piacciono di più sono quelle che amano stare da sole. Si dovrebbe fare un bel club dei misantropi, peccato che sarebbe un po' un ossimoro. Son belli gli ossimori.

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