Archivi del mese: agosto 2009

Chiuso per ferie

Una settimana a Milano per mostre e librerie e una a Numana, nel Conero.
Si riapre il 1 settembre.

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Tu sei una a cui piace condividere coi lettori le cose che la entusiasmano. Per esempio adesso sei impazzita per questa cosa qua.

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Stamattina per andare al lavoro hai impiegato meno di 35 minuti, dal momento in cui sei uscita di casa alla timbratura, compreso il passaggio alle poste per pagare alcuni bollettini. Sulla 52 hai cominciato a leggere Disturbo della quiete pubblica, hai appena superato pag. 50 e già temi di finire come John Wilder.
In posta c’era un impiegato che di solito è sempre gentile, sollecito e spiritoso. Stava affrontando una pratica con un giovane straniero e ti ha stupito vederlo sgarbato e insofferente, infastidito, mentre il ragazzo era sorridente e gentile. Quella cretina di Nené (la moglie di un amico di Stear), che lavora allo sportello di un ospedale dice che gli extracomunitari sono spesso arroganti e sgarbati, ma si è mai vista da fuori, che anche gli italiani lo sono?
Il ristorante dove vai di solito a pranzo ha personale di sala quasi tutto brasiliano. E’ piacevole sentirli parlare in portoghese tra di loro anche se non capisci mai una parola di quello che si dicono.

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Oggi che non c’è in giro nessuno e l’aria è tersa è ancora più facile per te amare Milano.
"Cosa farai la prossima settimana che non lavori ma stai in città?" ti chiedeva ieri la collega S. Tu non ci avevi ancora neanche pensato, ma la prima idea è stata di andare a recuperare tutte le mostre che ti sei persa negli ultimi mesi. Una mattina tra le ninfee e le foto giapponesi: una mattina di musei che speri deserti, in attesa del tuo adorato Hopper, che arriverà solo in ottobre e che temi di dover condividere con la folla delle grandi occasioni.
Anche se hai tanti libri in attesa di essere letti, pensi che farai molti giri in libreria, senza la preoccupazione di Stear che ti aspetta fuori con la spesa e vuol tornare a casa a nutrire la Piccola Iena.
Speri di avere il tempo di leggerli anche. E magari ci sta anche una piccola gita da qualche parte.
Sì, non credi di annoiarti, anche se starai a Milano.

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Non c’entra niente, ma stamattina ti chiedevi chissà quanto spenda in camicie Robert Bruce Banner.
Comunque la gatta ha imparato ad aprire la porta della vostra camera da letto. Anche quando è chiusa con la serratura. Sì, va bene, è una porta scorrevole con una serratura del piffero, però lei non ha neanche cinque mesi e per di più stamattina ha ben pensato di dimostrare questa sua abilità alle 5.51. Perché poi a lei non basta che le diate da mangiare, magari: lei vuole attenzione, vuole giocare, altrimenti ti sale in testa e ti tira i capelli. Stai seriamente pensando di chiuderla nel trasportino per la notte*.
E tremi al pensiero di quando troverà la password del tuo conto corrente online.

* ma no, scherzi!

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Certe perle
La madre di Stear al telefono con lui da Loano: "E che ore sono lì adesso?"

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Perché la Barbie non ha il gatto?
Oggi sei vestita tutta nei toni del rosa, con le tue scarpe da travone rosa confetto, la borsa di Miu Miu fucsia e il vestitino ethic a fiorellini. Una specie di versione sfigata (bassa e cicciottella) di "Barbie mora in ufficio ad agosto".
Tu e Stear non avete ancora smaltito il fuso orario e perciò la sera fate fatica ad addormentarvi e parlate a lungo nel letto prima di spegnere la luce. Ieri parlavate della Pina e di come sia difficile per te il rapporto con lei.
"A volte mi domando se sia felice", dicevi ieri alla collega che te l’ha regalata. "Macché infelice, quella è una stronza", ha risposto lei.
Già. Non hai esperienza, credevi che sarebbe stato più facile il rapporto con un gatto. Forse perché è cucciola, richiede attenzioni continue. Deve essere intrattenuta per ore, altrimenti diventa aggressiva. Morde braccia, mani e caviglie con ferocia. A volte anche dopo essere stata intrattenuta a lungo con tutti i giochi che possiede. Non riesci a fare altro per ore e va anche bene così, ma vorresti almeno un po’ di riconoscenza, invece vieni ricambiata con morsi e graffi. Forti, con l’intenzione di fare male. Come se a un certo punto tu ti trasformassi nella sua preda. Considera letto e divano di sua proprietà e quando voi vi ci mettete vi aggredisce. Coccole non se ne fa fare praticamente mai. Ma questo lo potresti anche sopportare se la sera, quando finalmente tu e Stear vi stendete un po’ sul letto o sul divano venisse a sedersi con calma tra di voi, senza aggredirvi. Sopporteresti anche che vi sollecitasse al gioco. Ma non è così. Perché quando ha cominciato a mordere non c’è gioco alternativo che tenga.
Tutto questo ti rende triste e anche un po’ arrabbiata. Non ci si può far comandare da una gattina di quattro mesi, non essere più padroni del proprio letto e del proprio divano.
Sei disposta ad accettare la sua indipendenza, anche la sua riottosità affettiva è per questo che hai sempre preferito i gatti ai cani. Ma la sua dittorialità proprio no.

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