It’s a small world
Capita a tutti nella vita di trovarsi ad eventi esclusivi quasi per caso e soprattutto senza aver sgomitato per esserci. L’anno scorso per esempio, non sai come, ma ricevesti l’invito per un apeblanc, ovvero la versione milanese del white dinner parigino, dove le persone invitate scoprono all’ultimo dove si terrà l’evento, si presentano vestiti di bianco e muniti di vettovaglie e danno il via al banchetto. Tu ci andasti con la June e scopriste là che era organizzato nell’ambito di A Small World, praticamente la comunità più esclusiva del pianeta e non si è mai capito come tu fossi stata invitata.
Ecco, qualcosa di simile ti è successo ieri. Stear ti aveva detto: "Mi ha detto L. se domenica andiamo a un torneo di calcetto dalle parti di Varese, stiamo lì tutto il giorno, mi accompagni?" Onestamente ti aspettavi che il torneo si svolgesse in uno di quei centri sportivi attrezzati, quelli che una volta erano tipo i tennis club, con il ristorante annesso magari e insomma, un posto dove morire di noia. Invece no.
Il torneo si svolgeva a casa di una persona. Anzi, per essere precisi, un villone galattico con dependance, parco, campo di calcetto, campo da tennis e campo da pallavolo regolamentari. Il torneo di calcetto era solo una scusa. In realtà quella era una festa chicchissima con una marea di invitati sportivamente supereleganti (e che evidentemente si conoscevano tra loro dai tempi dell’asilo), donne bellissime di quelle che in genere si vedono in spiaggia a Formentera, con nugoli di bambini altrettanto bellissimi. La gente continuava ad arrivare a ogni ora del giorno e più passavano le ore e più erano eleganti e tutti avevano con sé pizze, focacce, salami, torte salate, una squadra addirittura ha portato una porchetta intera enorme e maiali interi continuavano a cuocere sugli spiedi (non stai scherzando, non stai esagerando, è tutto vero). Il tutto mentre la padrona di casa, madre dell’organizzatore, dirigeva le operazioni con piglio da generale dell’esercito.
E voi? Voi mica lo sapevate: non avete portato un bel niente, in compenso avete sbaffato alla grande, tu seduta insieme alla moglie di L. ai loro bambini e la fidanzata di un compagno di squadra su dei materassini che avete arraffato a inizio giornata perché siete stati i primi ad arrivare, leggevi e commentavi con loro le mise delle invitate, ridendo forte della vostra inadeguatezza.
"Il prossimo anno ci vestiamo così e colà e ci portiamo pure il cambio per la sera", progettavate.
In tutto questo, la squadra di Stear, che non conosceva nessuno e che praticamente era stata invitata quasi a caso, ha pure vinto il torneo.
"Mi sa che il prossimo anno non ci invitano", ha commentato la moglie di L mentre raccoglievate le cose per andare via, appena conclusa la finale, che a dirla tutta, non ne potevate più di stare lì.

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18 commenti

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18 risposte a “

  1. edi

    solo su “A Small World”: no, grazie. L’articolo e i relativi commenti mi hanno fatto rabbrividire.

    sulle serate “esclusive”: mi ci sono trovata, è come stare a Capalbio una domenica di luglio. 🙂

  2. mah, io ho un’opinione abbastanza neutra su ASW (anche se io potenzialmente sono una wannabe perciò faccio poco testo): è come un club, solo che è su internet. i commenti hanno fatto tristezza anche a me comunque.
    gli eventi esclusivi capitano proprio a caso! 🙂
    (ho cercato posto a capalbio per fine agosto, ma non ho trovato niente di adatto, peccato, sono molto curiosa)

  3. a me capitò 2 anni fa di essere invitata ad un banchetto organizzato per dei miei clienti di allora da quelli che facevano il catering in fiera. pensavo fosse una cosa tranquilla invece si è scoperto che questi del catering, il catering lo facevano per diletto perchè abitavano in questa villa ottocentesca fuori Bologna, con arredi d’epoca ed ettari di parco fuori….
    io arrivai dal cantiere con i pantaloni militari macchiati di stucco e le scarpe antinfortunistica.
    inutile dire che il resto degli ospiti era in abito decisamente più elegante della mia mise…
    alla faccia dell’inadeguatezza *__*

  4. ahahah elo, questa le batte tutte (alle superiori fui invitata a una festa del 18° da una compagna di classe ricchissima, una roba superchic in abito da sera in una villa di campagna del seicento, affrescata, però lo sapevamo, ci eravamo attrezzate)

  5. Fossi una riccastra come questi io minimo allestirei un guardaroba per gli ospiti, per non lasciare nessuno nell’imbarazzante situazione di Eloise! E nel caso si trovassero in due con lo stesso vestito addosso, hahaha!

  6. lise, come l’hai scritto bene. davvero, mi piace lo stile, da racconto disincantato.

    mi ha fatto sorridere (e sto attraversando un periodo per cui non è facilissimo), mi ha dato un’idea molto precisa dell’evento e nel contempo mi ha parlato di te.

    sei molto bella, lì, su quel materassino. 🙂

  7. Che strano mondo.
    Sembra una realtà parallela… ed è forte come l’hai descritta e come è finita.
    Rido al pensiero della squadra di Stear che vince, e che fate i bagagli in tutta fretta.

  8. io sono stata invitata ad entrare sul famoso ASW…non so nemmeno cosa sia, sono iscritta ma non ci sono mai entrata e ho solo un contatto….dici che puo’ tornare utile?? quello che hai descritto è molto carino…ora ci faccio un giro!!

  9. atterrisco all’idea che Paris Hilton o Emanuele Filiberto di Savoia siano membri di una comunità considerata esclusiva…. ma io sono una zecca non faccio testo :))

  10. pepper, l’organizzatore strillava: “E adesso le premiazioni!” (anche del torneo di pallavolo) e noi che scappavamo in tutta fretta, manco avesse detto: “E adesso le esecuzioni”
    emme, grazie. gran risate con la moglie di L che diceva: “ma questo è l’evento della stagione! son sicura che c’è gente che è tornata apposta dal mare per essere qua oggi”. E i bambini si chiamavano tutti Tommaso (anche noi avevamo portato un Tommaso, di anni due, bello come un cicciobello)
    Lady, ma le taglie? oddio, per le tipe di ieri si potevano anche tenere solo 38

  11. Amamay, gira gira, poi ci racconti com’è, siamo curiosi (in realtà anche due mie colleghe ci sono dentro, ma mi vergogno a chiedere)
    ossi, ma dai, fanno già parte di un circolo esclusivo nella realtà, internet in fondo è solo una fotografia del mondo reale

  12. bambini che si chiamano tutti tommaso: ce li ho! (non io, eh, che sia chiaro, ma le mie compagne di liceo e amiche sparse).
    Persona riccastra con villa annessa: ce l’ho (ma è la cuginetta, che ha 18 anni, quasi 19 e per me rimane la bambolotta che dal passeggino allungava le mani con aria beata per andare ad accarezzare i cani dall’altra parte della strada).
    Torneo di calcetto o simili in piena estate: ecco, manca. mannaggia.

    🙂 tutto questo per dire che credo sia stato molto bello e che ti invidio un po’ 😉

  13. monica, no, non invidiare, è stata una giornata abbastanza noiosa, meno male che avevo il libro e poi mi sentivo davvero inadeguatissima
    (ma perché tutti ‘sti Tommaso? ebbasta!)

  14. edi

    @ lise, è tutto fintotrasandato. Ti consiglio di andare all’Argentario, che è molto più bello, e poi un giorno ti butti all’ultima spiaggia a fare osservazione. 🙂

  15. p.s. ho letto ora l’articolo….non avevo capito che era una community cosi’ esclusiva…in effetti pensandoci a me mi ha invitato un’amica che è figlia di un uomo molto potente…ah ora capisco!

  16. edi, in realtà ce ne andremo al conero e chiusa lì

  17. persempremamma

    Che bello deve essere stato l’Apeblanc, avevo visto delle foto dell’evento francese 🙂
    Ma deve essere stata interessante anche la giornata dei tornei, un po’ diversa dalle solite cose 🙂
    dan(iela)

  18. quoto la proposta di lady K…
    bisognerebbe istituire il guardaroba per gli ospiti si!!!!
    (tanto chi fa quelle feste se lo può permettere eccome)

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