Poche cose ti lasciano indifferente come i delitti di cronaca. C’è gente che saprebbe ricostruire in due minuti il plastico della villetta di Cogne accanto a quella di Garlasco, tu, tra Amanda e Meredith non sai chi sia la vittima e chi l’imputata.
A te interessano le notizie di politica internazionale. Vai a capire perché. Il Medio-Oriente, l’America Latina, con tutto che avresti delle grosse difficoltà a piazzare i diversi Paesi su un’eventuale cartina geografica.
Così oggi mentre la tua collega ti raccontava tutta sconvolta della tragedia aerea degli ultimi giorni, tu non provavi nessun interesse, da insensibile quale sei. Invece perché ci sono persone che ne restano tanto toccate?
Cosa farà scattare la molla della curiosità per un argomento piuttosto che un altro?

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20 commenti

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20 risposte a “

  1. suppongo l’immedesimazione, che poi – non so perché – si trasforma in morbosità.
    per esempio, dei delitti (in genere, comprese le sparatorie per strada in certe zone quasi all’ordine del giorno) a me fa impressione il fatto che qualcuno tolga la vita ad un altro. Ogni volta mi dico “ma dai, non ne aveva il diritto”. Ma del plastico e delle ciabatte insanguinate faccio volentieri a meno. Di questa tragedia aerea ho pensato “speriamo non si siano accorti di nulla” e fine.
    Però, tornando ai delitti di cronaca (ai vari Cogne&c.), vengono trattati con lo stesso spessore dei gossip, e mi dispiace perché alla base c’è una tragedia. Eppure vengono dati in pasto alla ggente quasi per farla sentire importante, protagonista di un thriller. E, non da ultimo, spesso riempiono le pagine dei giornali e i servizi del tg per distrarre.
    Insomma, ho commentato a ruota libera e non so se con coerenza. :/

  2. uh, mi pare che tu abbia fornito ottime motivazioni. ma com’è che vado ad interessarmi delle elezioni in libano per esempio? eppure mi sta veramente a cuore! a volte credo che ci stia dietro un concetto di potenzialità: “potrebbero stare tanto bene e invece…” (che dentro di me alberghi una piccola rhode?)

  3. Nel caso dell’incidente aereo è sicuramente l’immedesimazione, del tipo “Poteva toccare a me!”… Un po’ come per la TiIrrenia, anche se è finita bene, considerando che sono appena tornata da un viaggio in nave. Epperò non mi hanno molto toccata. La cosa che mi ferisce di più sono gli incidenti con bambini, o famiglie intere, o parti di famiglie.

  4. edi

    per la sottoscritta, che segue con interesse la cronaca, è questione di formazione. Da giovane volevo fare il pm e inchiodare l’assassino.

  5. edi, maddai, questo è interessante!
    lady: boh, questa l’aereo non lo prende mai, secondo me è una proiezione delle sue paure

  6. a me colpiscono sia i fatti di politica internazionale (a volte più di quella interna, non so perchè) sia i fatti di cronaca, perchè mi immedesimo nelle vittime, ci sto male, nelle tragedie aeree poi il livello di empatia è piuttosto alto, penso agli ultimi secondi di quei poveretti, a quello che hanno potuto pensare, mi sento così male che quando mettono le foto preferisco cambiare canale non voglio associare la vittima ad un volto perchè mi darebbe ancora di più la sensazione che è davvero capitato ad una persona qualsiasi (….poteva capitare a me). insomma da queste tragedie percepisco fortemente il non senso della vita.

  7. ossi, lo capisco perfettamente, probabilmente è proprio per quello che preferisco saperne il meno possibile

  8. …perché, per esempio, quella gente deveprendere un aereo tra meno di un mese, e già ha 1000 paranoie di suo, ora con l’incidente di air france se la fa proprio sotto. Quella gente, nello specifico, sono io, che ho il *terrore* dell’aereo, e ora di più. sigh.

  9. (e comunque non metterei sullo stesso piano i delitti di cronaca con le tragedie tipo quella dell’aereo o dello tsunami o del terremoto. sono cose di natura diversa, che muovono “morbosità” diverse. credo, almeno)

  10. anonimo

    @Paolasal, non so se la cosa possa confortarti, ma se è caduto un aereoplano questa settimana, difficilmente ne cadrà un altro tra un mese, se, però, nel frattempo ne cadranno altri tre.
    Scherzo, in realtà l’aereoplano è statisticamente il mezzo di trasporto più sicuro sul quale viaggiare. Molto più dell’automobile, o della moto.

    Quanto al resto. Se posso.
    Le elezioni in Libano sono piuttosto importanti per comprendere come potrebbero svilupparsi gli equilibri di una regione tendenzialmente instabile, vicina e strategica per tanti versi.
    Lo stesso vale per il resto del mondo, capire quali sono gli equilibri di forza, le influenze e gli sviluppi delle nazioni è abbastanza importante per provare a capire quale direzione si prende (il nostrto futuro?)

    Prendi le elezioni europee. Sembra che tutti i candidati si disinteressino delle politiche europee, e cerchino il voto riportando le solite, noiose e trite beghe di cortile nazionali.
    Solo che poi, lassù, al Parlamento Europeo, si prendono decisioni piuttosto importanti che hanno immediate ricadute sulla nostra quotidianità (pasta col grano tenero? Parmigiano tedesco? Vino rosè fatto mischiando rosso e bianco? Codice delle assicurazioni proivate? Modifiche del Codice civile -art. 1751-? garanzia sui prodotti?) e che vengono vissute dal popolo come prodotti dell’euroburocrazia, e non di un parlamento eletto, ovvero, in ultima analisi, da noi.

    Magari non ce ne accorgiamo perchè nelle pause tra un reality e l’altro siamo troppo impegnati a sapere tutto sull’arredamento dei luoghi di delitti tendenzialmente efferati.

    (l’interesse per la cronaca nera, poi, a mio avviso, è altra questione).

    Scusate la lunghezza.
    Adieu

    Cc

  11. Sono tutti risvolti dell’umanità.

    La cronaca sta su quelli psicologici, individuali, piccoli scontri locali.

    La politica estera si focalizza su le motivazioni di tanti che si scontrano tra loro su macroscala.

    Credo sia possibiel immedesimarsi sempre, poi uno va dove lo porta il pup… ahem, il cuore.

  12. paola, non è che li metterei sullo stesso piano, è che a me sono altrettanto indifferenti, tutto qui
    cc: sarà pur vero quello che dici, ma boh. se sono notizie così importanti perché la gente se ne disinteressa? ci è più vicino l’efferato delitto, dettagli in cronaca?

  13. edi

    @ lise, infatti ha più un risvolto hobbystico-culturale. Mi incuriosisce vedere cosa succede durante il processo, come sono utilizzate le prove etc. etc.

    ad esempio, trovo interessante lo svolgimento del processo sul delitto di Garlasco adesso, che si svolge nel vivo; di Cogne è stata ovviamente movimentata la fase investigativa e delle indagini preliminari, la questione delle prove etc.

  14. edi, però se confessi anche che non ti perdi una puntata di porta-a-porta potrei toglierti la possibilità di commentare 🙂

  15. @Anonimo Cc: è esattamente la qiestione della statistica che mi agita…. cavolo, ma sono l’unica cretina che per fare un’ora e mezza di aereo non ci dorme la notte da un mese prima???

    (scusami Lise per questo becero OT…)

  16. paola: stesso identico pensiero, è la causualità che mi fa impazzire….e poi sarà il mezzo più sicuro ma è anche quello più sicuro che non ci si salva, sei completamente in balia di altre persone, non puoi fare nulla non puoi scavalcare un finestrino, non puoi strisciare fino al gard rail, stai in aria e stai sfidando le leggi della gravità….
    la prima volta che presi un aereo (in tarda età) mi successe una cosa terribile, qulache sera prima vidi un film horror dove il protagonista non saliva sull’aereo per una serie di coincidenze inquietanti, tra cui la sigla del mezzo che coincideva con la sua data di nascita e che, incredibile a credersi, coincideva pure con la mia (anno, giorno e mese) mi prese un cagotto….il volo andò bene ma avevo vicino il collega più ostruzionista di tutto il servizio, che continuava a ripetere in fase di atterraggio “questo aeroporto è tra più pericolosi del mondo, guarda la montagna come ci sta venendo incontro….”

  17. ossi, ma che collega simpatia!
    (certo però che vedere un film simile non aiuta, io pure che volo molto serenamente avrei avuto una certa strizza)
    paola, le fobie non si possono spiegare e credo nemmeno combattere con la razionalità. io non ho paura di volare, ma soffro di vertigini, perfino dietro una finestra chiusa, dove so che non può certo accadermi di cadere di sotto. ma non è che saperlo mi tranquillizzi di per sé, credo che l’aver paura di volare sia la stessa cosa: la razionalità non tranquillizza

  18. edi

    @ lise, giammai! Chi è appassionato DAVVERO alla cronaca giudiziaria nemmeno accende la tv. 🙂

  19. edi

    ot, se si parla di fobie stiamo sparando sulla croce rossa. Continuerò per sempre a terrorizzarmi delle farfalle e a sognarle di notte per sfogare gli incubi

  20. forse interessarsi alle cronache un pò morbose è più semplice che cercare di capire perchè la metà degli italiani vota qualcuno che in modo palese non ti rappresenta e non fa il tuo interesse; forse fare proprie le disgrazie della cronaca è meno impegnativo che interessarsi e soffrire per le disgrazie delle persone che sono concretamente vicino a noi; non c’importa di nessuno, diventiamo soli in mezzo alla folla, così le disgrazie pubbliche diventano nostre; siamo diventati un popoletto, non siamo più italiani bella gente; forse succede anche fuori ma qui di più, qui abbiamo toccato il fondo, e non lo dico dall’alto del piedistallo ma dal basso del pavimento; sono delusa e impotente, perchè in fondo non so cosa fare; ho capito che credere di essere una brava persona non basta perchè ti guardi intorno e tutti sembrano come te ma poi guardi il collettivo ed è diametralmente opposto a te, e allora ti chiedi com’è accaduto che tutto si è trasformato così; scusate, è un commento polemico, lo so…postumi dei recenti avvenimenti…B

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